Adesso tutti i partiti vogliono diminuire i parlamentari, quasi che il vero costo della politica fosse dato dal loro numero, anziché dalla retribuzione che, direttamente od indirettamente, si deve elargire ai votanti, per assicurarsene il consenso, nell'occasione di ogni genere di tornata elettorale.
Per tanto, questa riforma costituirà soltanto l'ennesima misura, assolutamente demagogica, per fingere, con il sacrificio di pochi spiccioli, di aver davvero posto mano ad un reale taglio della spesa pubblica.
Tutt'altra cosa, invece, costituirebbe una drastica riduzione della quantità degli elettori, ma questo, oltre che a comportare un vero risparmio, diminuirebbe notevolmente anche il potere della partitocrazia sulla società e, dunque, nel nome del superiore interesse per l'attuazione dei "principi democratici", non se ne parlerà nemmeno
Intendono dare il voto ai sedicenni, e così i costi della politica di nuovo aumenteranno
Assai probabilmente, nell'ipotesi migliore, se non votasse più nessuno del tutto, riusciremmo a risparmiare svariati miliardi l'anno e, del resto, dopo oltre settant'anni, credo che l'assoluta inutilità sostanziale della pratica elettorale sia ormai sotto gli occhi di tutti: le decisioni reali non si determinano certamente in Parlamento




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