L'aspirazione, l'ossessiva aspirazione, ad essere sui giornali, per imprese esaltanti (finora solo lui), è condizione che lo porta ad atti che nulla hanno a che vedere col ruolo istituzionale affidatogli. La sua funzione è di delicatezza estrema, e più coinvolge fatti, persone, importanti, più aumenta quella delicatezza. Si tratterebbe, quindi, di muoversi con discrezione, con prudenza, con rispetto, nelle indagini, per gli indagati, per gli interessi generali.
L'ultima avventura, la sua ultima impresa, inerisce presunta corruzione internazionale, per presunte tangenti che, a dire di un presunto rivelatore, Lavitola, la Finmeccanica avrebbe versato a governi stranieri per ottenere commesse miliardarie.
Ora, io, che pur sono un santo uomo, dovessi giudicare la forzatura per organizzare "affari" che supponessero lavoro per una Finmeccanica, per decine di migliaia di cittadini italiani, dovessi considerare che, probabilmente, certi sistemi di convincimento sono esercitati in quel mondo da concorrenza spietata, senza regole, cercherei, mi sentirei di essere meno drastico, anche sotto il profilo etico. Dico, se alla Finmeccanica nessuno ordinasse più navi perchè imprese estere riuscissero in ogni modo a farsi affidare gli appalti, se vedessi migliaia di operai terrorizzati dalla perdita di lavoro, io mi adeguerei...non so come farmi capire...Poi, magari, andrei a confessarmi, ma chiederei una giusta assoluzione...
"Scoprire" eventuali spinte, non proprio pulitissime, ma perchè in un contesto generale sporco di suo, mi indurrebbe alla cautela assoluta, ma soprattutto sotto l'aspetto della discrezione. Si corre il rischio di "sputtanare" l'unica impresa capace di concorrere con colossi internazionali, che certamente agisce in difficilissimo contesto, rendendola poco affidabile a livello mondiale.
Ma Il PM Woodcock va avanti, a testa bassa, alla conquista della celebrità. Non si accontenta delle sue "pratiche", ma, appena può, si inserisce in altre, se alla ribalta. Ora è lo IOR, il Vaticano, e allora trova modo di rovistare tra le carte dell'ex numero uno di quella banca, con un mandato di perquisizione la cui motivazione è quanto mai azzardata. Vuole, il nostro eroe, appurare su come siano state pagate eventuali tangenti, e come lo IOR si sia prestato a fare da tramite.
Si sa che quando si rovista tra le carte di ognuno, qualcosa viene fuori, un documento compromettente, che so, una cartolina di auguri natalizi ricevuta da Berlusconi...Ci sarebbe un nuovo caso, che poi Il Fatto saprebbe come organizzare, utilizzare, per farne notizia da prima pagina, magari con una bella grande foto del magistrato, bel sorriso da attore mancato...anche lì...
Brutto è che, in questo strano Paese, nessuno può fermarlo...sarebbe un altro eroe impossibilitato a far trionfare la Giustizia! La Giustizia in senso lato, dilatato, fino a perderne consistenza e riconoscibilità...




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