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Discussione: Appello al voto

  1. #1
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    Predefinito Appello al voto

    SE SEI DI SINISTRA, DILLO FORTE. Il 6 e 7 giugno: SU LA TESTA! VOTA COMUNISTA venerdì 22 maggio 2009 APPELLO AL VOTO
    Per sottoscrivere l'appello vai su www.unaltraeuropa.eu

    Il testo dell'appello e i primi firmatari

    Nulla è sicuro, ma scrivi (F. Fortini)

    Viviamo il tempo buio di una crisi inedita e strutturale del capitalismo, una crisi economica, sociale, ambientale e alimentare determinata da decenni di politiche neoliberiste: si apre la strada ad una vera e propria crisi di civiltà il cui emblema è la guerra tra i poveri.

    Il rischio è l’uscita da destra dalla crisi: la progressiva frantumazione del mondo del lavoro, il passaggio dal welfare alla carità, lo svuotamento della democrazia, resa sempre più impermeabile ai conflitti e ai soggetti sociali, e la ripresa di ideologie nazionaliste, razziste, fondamentaliste, sessiste e omofobe. È un processo che in Italia assume il volto di un nuovo autoritarismo - quello plebiscitario e populista del berlusconismo - che potrebbe essere rafforzato da una ulteriore deriva maggioritaria e dalla cancellazione definitiva di ogni possibile rappresentanza dell’opposizione sociale.

    Noi ci battiamo per una uscita a sinistra dalla crisi e per questo motivo sosteniamo la lista anticapitalista e comunista a cui hanno dato vita esponenti dei movimenti altermondialista, femminista, pacifista, ambientalista, antirazzista, LGBTQ assieme a Rifondazione comunista - Sinistra Europea, Comunisti italiani, Socialismo 2000 e Consumatori Uniti.
    Un progetto di critica radicale e profonda alle politiche neoliberiste che in Europa hanno accomunato popolari, liberali e socialisti, cioè tutti i partiti attualmente presenti nel parlamento italiano.
    Sosteniamo la lista anticapitalista e comunista per mantenere aperta la strada dell’alternativa, in Italia e in Europa. Un voto utile per proporre un’uscita da sinistra dalla crisi, per rafforzare un’ipotesi di ricostruzione della sinistra basata sulla connessione fra diversi soggetti del conflitto e culture critiche, fra vertenze territoriali e movimenti globali, fra ambiente e lavoro, fra uguaglianza e libertà: una sinistra che non abbia rinunciato ad elaborare un pensiero forte dalla parte dei deboli, alla sfida per l’egemonia e la costruzione di un nuovo senso comune.
    Pensiamo in primo luogo ad un voto d’ascolto di questa giovane generazione di invisibili, o meglio di invisibili alla politica, che sembrava condannata, dalla precarietà del lavoro, dei saperi, delle vite a non poter immaginare il futuro, a non poter lottare per il futuro, e che ha invece trasformato la propria atipicità nell’anomalia di un’onda che ha invaso, con gioia e rabbia, scuole, università, città; che ha reclamato diritto alla conoscenza, cittadinanza, reddito sociale; che ha nominato la contraddizione tra il capitale e le vite con parole - noi la crisi non la paghiamo - che hanno connesso le tante lotte e vertenze di questi mesi.
    Un voto che tenga aperta la speranza, che apra la strada all’aggregazione della sinistra anticapitalista, comunista e della sinistra socialista.
    Perché il futuro si può ancora scrivere.

    Primi firmatari

    Pietro Ingrao,
    Vincenzo Accattatis (giurista), Gianni Alasia (ex partigiano), Mario Alcaro (università della Calabria), Piergiovanni Alleva (giuslavorista), Lucio Allocca (attore-regista teatrale), Bruno Amoroso,
    Pierpaolo Andriani (sceneggiatore), Cesare Antetomaso (avvocato), Franco Argada, Giorgio Arlorio (sceneggiatore), Ferdinando Arzarello (università di Torino), Franco Bacchelli (università
    di Bologna), Paola Baiocchi (redattrice “Valori”), Bruno Bartolozzi (giornalista), Riccardo Bellofiore (economista, università di Bergamo), Gioia Benelli (regista), Mauro Berardi (produttore cinematografico),
    Carlo Bernardini (fisico), Nicola Bernardini (compositore), Giovanni Bisogni (avvocato), Mimmo Borrelli (autore teatrale e attore), Nori Brambilla Pesce (segreteria Anpi Milano),
    Emiliano Brancaccio (economista, università del Sannio), Marco Brazzoduro (università La Sapienza, Roma), Ferruccio Brugnaro (poeta operaio), Mario Brunetti (meridionalista, presidente
    MUSA), Benedetta Buccellato (attrice - segr. Associazione Per il teatro italiano), Fortunato Calvino (autore e regista teatrale), Luigi Cancrini (psichiatra), Antonio Caprai (vulcanologo),
    Berardo Carboni (regista), Antonio Carena (pittore), Massimo Carlotto (scrittore), Francesco Caruso, Raniero Casini (segreteria nazionale SDL), Andrea Cavalletti (docente precario IUAV),
    Carlo Cerciello (regista teatrale), Valerio Cerretano (università di Glasgow), Paolo Ciofi, Elena Coccia (avvocata - Giuristi democratici Napoli), Paolo Coletta (attore-musicista), Vera Costantini (università
    Cà Foscari, Venezia), Silvano Cotti (fisioterapista nazionale italiana di calcio), Gastone Cottino (giurista, professore emerito università di Torino), Lorenzo D’Andrea (pittore),
    Dante De Angelis (macchinista- delegato alla sicurezza, licenziato),Walter De Cesaris (segretario Unione inquilini), Elena De Filippo (cooperatrice sociale), Roberto Del Gaudio (fondatore Virtuosi
    di S. Martino), Ivan Della Mea (cantautore e scrittore), Josè Luiz Del Roio (Forum mondiale delle alternative), Paolo De Nardis (università La Sapienza, Roma), Marco Dentici (scenografo),
    Massimo De Santi (fisico), Eugenio De Signoribus (poeta), Pippo Di Marca (regista teatrale), Don Andrea Gallo, Cristina Donadio (attrice), Eugenio Donise (già Segretario Regionale Pci Campania),
    Ada Donno (giornalista, Presidente AWMR), Angelo d'Orsi (università di Torino), Lalla Esposito (attrice-cantante), Raffaele Esposito (attore), Angelo Ferracuti (scrittore), Nino Ferraiuolo (ex consigliere
    comunale Napoli, insegnante), Gianni Ferrara (costituzionalista), Luigi Ficarra (avvocato), Roberto Finelli (università Roma Tre), Milena Fiore (CGIL Bari), Iaia Forte (attrice), Giovanni Franzoni,
    Andrea Frezza (regista e scrittore), Galapagos (giornalista de “il manifesto”), Clara Gallini (università La Sapienza, Roma - Pres. Ass. Ernesto De Martino), Maria Luisa Gallo, Ezio Gallori (fondatore
    Comu), Mario Geymonat (università Ca' Foscari, Venezia), Mario Gelardi (regista-autore teatrale), Ruggero Giacomini (storico), Enrico Giardino (Forum Dac, Roma), Antonella Guarnieri
    (storica), Diana Hobel (attrice), Domenico Jervolino (università Federico II, Napoli), Giorgio Inglese (università La sapienza, Roma), Davide Iodice (regista teatrale), Selly Kane (segreteria Cgil, Ancona),
    Roberto Lamacchia (avvocato), Beniamino Lami (segreteria nazionale Flc-Cgil), Peppe Lanzetta (autore-regista teatrale-attore), Fabio Licari (giornalista), Guido Liguori (università della Calabria),
    Giovanna Lombardi (avvocata), Sergio Longobardi (attore-regista teatrale), Domenico Losurdo (università di Urbino), Fabio Massimo Lozzi (regista), Domenico Lucano (sindaco di Riace),
    Mario Lunetta (scrittore-poeta), Fabio Marcelli (vice segretario Ass. internazionale Giuristi democratici), Giovanni Marini (università di Perugia), Citto Maselli (regista), Massimo Massussi
    (archeologo), Gerardo Mastrodomenico (attore), Daniele Mattera (attore), Giuseppe Mattina (avvocato), Eugenio Melandri (Associazione Chiama l’Africa), Lodovigo Meneghetti (architetto),
    Maria Grazia Meriggi (università di Bergamo), Davide Messinetti (università di Firenze), Peppe Miale (attore), Giuseppe Miale Di Mauro (autore-regista teatrale-attore), Emilio Molinari (ex parlamentare
    europeo), Raul Mordenti (università di Tor Vergata, Roma), Corrado Morgia (Fondazione Musica per Roma), Enzo Moscato (autore-regista teatrale-attore), Giuseppe Mosconi (sociologo del diritto, università
    di Padova), Luigi Negretti Lanner (compositore), Ibraima Niane (Fillea Cgil), Nicola Nicolosi (responsabile segretariato per l’Europa Cgil nazionale), Gian Paolo Patta (direttivo Nazionale Cgil),
    Tonino Perna, Ciro Pesacane (presidente Forum ambientalista), Barbara Pettine (sindacalista e femminista), Francesco Piccioni (giornalista de “il manifesto”), Guido Piccoli (giornalista),
    Agostino Pirella (presidente onorario Psichiatria democratica), Clio Pizzingrilli (scrittore), Massimo Pizzingrilli (università di Osnabruck e Munster), Chiara Platania (scrittrice e femminista),
    Francesco Polcaro (ricercatore IASF), Giuseppe Prestipino (filosofo), Michele Prospero (università La Sapienza, Roma), Massimo Ranieri (attore-cantante), Carla Ravaioli, Fausto Razzi (compositore),
    Andrea Ricci (economista, università di Urbino), Annamaria Rivera (attivista antirazzista, antropologa, università di Bari), Basilio Rizzo (consigliere comunale di Milano), Mimmo Rizzuti,
    Roberto Romano (ricercatore), Salvatore Romano (avvocato), Alessandro Rossetti (sceneggiatore), Nino Russo (regista), Giancarlo Saccoman (segreteria nazionale Spi Cgil), Antonio Salvatore
    (violinista), Edoardo Sanguineti (poeta), Massimo Sani (regista), Manlio Santanelli (autore teatrale), Mario Santella (autore-regista teatrale-attore), Paolo Scarsi (tecnologo), Gianni Serra (regista),
    Luisa Severi (Rialto occupato, Roma), Vincenzo Siniscalchi (coordinamento nazionale Sdl intercategoriale), Paolo Solier (ex calciatore), Anita Sonego (Libera Università delle Donne, Milano),
    Vincenzo Sparagna (giornalista-disegnatore), Gabriella Stramaccioni (dirigente associazionismo), Leopoldo Tartaglia (dipartimento internazionale Cgil), Stefano Tassinari (scrittore), Mario Torelli (università
    di Perugia), Patrizio Trampetti (attore-cantante), Delfina Tromboni (storica), Luciana Tufani (editrice), Fulvio Vassallo Paleologo (università di Palermo), Vauro (giornalista-disegnatore),
    Manlio Vendittelli, Giovanna Vertova (università di Bergamo), Pasquale Vilardo (avvocato), Imma Villa (attrice), Pasquale Voza (università di Bari), Virginia Zambrano (università di Salerno),
    Piero Zucaro (drammaturgo), Massimo Zucchetti (scienziati contro la guerra).
    Danno il loro sostegno
    Lothar Bisky (Presidente Partito della Sinistra europea), Frei Betto (scrittore), Emir Sader (sociologo, Segretario CLACSO), Joao Pedro Stedile (dirigente Movimento Sem Terra), Marcos Del Roio
    (docente universitario, membro International Gramsci Soc.), Carlos Nelson Coutinho (docente universitario, responsabile Gramsci Society Brazil), Victoria Donda (Deputata nazionale Argentina),
    Cecilia Merchan (Deputata nazionale Argentina), Ana Maria Ramb (scrittrice), Iris Sicilia (giornalista), Carlos M. Zamorano (avvocato diritti umani), Nora Podesta (Lega Argentina diritti umani)
    Carlos Fonseca Teran (Nicaragua), Liliana Garcia Soza (attrice), Beda Sanchez (economista, ambientalista), Evelia Ochoa (operatrice sociale del Movimento delle organizzazioni di base Caracas),
    Mario Neri (fondatore del Circolo Antonio Gramsci del Venezuela), Giordano Bruno Venier (urbanista, architetto).
    Per sottoscrivere l’appello al voto vai su: www.unaltraeuropa.eu

    Perché il futuro si può ancora scrivere.
    ELEZIONI
    EUROPEE
    2009IL VOTO UTILE
    w w w . u n a l t r a e u r o p a . e u

    -Ma dai, sarà la bora..
    -Ma non siamo a Trieste!

  2. #2
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    Predefinito Riferimento: Appello al voto

    Ma allora ci sono ancora i "comunisti".... a sentire le voci del forum di
    "politica nazionale" erano tutti passati con berlusconi......

  3. #3
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    Predefinito Riferimento: Appello al voto

    ci sono.
    -Ma dai, sarà la bora..
    -Ma non siamo a Trieste!

  4. #4
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    Predefinito Riferimento: Appello al voto

    LA BANDA BASSOTTI :RESTIAMO CRITICI MA VOTIAMO COMUNISTA


    «Restiamo critici ma votiamo la Lista anticapitalista e comunista»: all’altro capo del filo David Cacchioni , 48 anni, romano, tra i fondatori della banda Bassotti, autore di alcuni testi, tra cui quello della mitica “Barboni”. Assieme a Mario Monicelli, Paolo Rossi, Cisco dei Modena City Ramblers e Marino Severini dei Gang, la storica formazione di combat rock ha firmato l’appello per votare alle Europpe la lista comunista e anticapitalista.
    «La Banda - spiega a Liberazione - non è un partito. Alcuni di noi, negli anni, hanno votato per Nunzio D’Erme. All’inizio ci sembrava importante che ci fosse Rifondazione. In altri momenti abbiamo dovuto votà Rutelli!». Come la maggior parte dei musicisti David non vive di musica. Manovale, facchino, fa quello che capita, «precario come tutto il mondo. Abbiamo deciso di firmare l’appello anche se io non sempre mi riconosco nella sinistra elettorale». Nei pochi minuti di intervista emerge la delusione per la stagione del centrosinistra al governo. «Parecchie leggi antipoeraie e antisindacali sono venute proprio con il governo Prodi
    e molti operai sono finiti a votare Lega. Oppure, nelle periferie, prende piede la destra. Io vivevo a
    San Basilio, periferia est di Roma. Bene, negli ultimi anni è cresciuta un’egemonia del centrodestra perché la sinistra è sparita dai quartieri e il sindacato concertativo non sempre ha difeso le lotte dei nostri nonni. Bisognerebbe tornare per strada».
    Il cronista ricorda che i comunisti stanno già provando a farlo, fa l’esempio del partito sociale, del pane a un euro, delle Brigate di solidarietà attiva che da quasi due mesi operano tra i campi dei terremotati abruzzesi. «Mi sembrano cose interessanti, ma il problema reale è che un affitto costa 700 euro e che con mille euro di salario non si campa».
    Fabio Santarelli , per tutti Scopa, 51 anni, romano, chitarra solista e voce del gruppo insieme dalla fine degli anni ‘80, ricorda il mito fondativo: «Ci siamo conosciuti per strada, eravamo redskin, antifascisti». C’entra parecchio con la firma in calce all’appello: «E’ uno dei valori che vorremmo tenere alti, assieme alle lotte dei disoccupati, dei precari. Oggi in periferia è troppo visibile l’abbandono da parte della sinistra dei presìdi sociali e politici. I suoi esponenti, qualche volta, sembrano uomini d’affari, certe volte anche i giovani. La carriera ha preso il posto della passione». Non è usuale per una band che prenda posizione elettorale per una lista, specialmente in un momento di enorme frammentazione come questo. «Abbiamo sempre suonato nelle feste politiche di tutti - dice Santarelli - ma l’indicazione per il voto significa non voler chiudere gli occhi di fronte alla crisi della sinistra. E’ un pensiero mio, naturalmente, ma credo che la sinistra anticapitalista rischi di finire nei libri di storia. Invece i comunisti, quelli che tutti i giorni sono attivi nelle varie situazioni, hanno ancora qualcosa da dire. I politici di professione, però, sono poco credibili. Preferisco un operaio rumeno, o anche italiano, alla nomenclatura di partito. Mi auguro che ora siano conseguenti con le parole che si pronunciano, senza timore di offendere poteri forti, come quello della Chiesa o di certa stampa. I comunisti devono riconquistare radicalità a partire dal linguaggio».
    «C’era bisogno di una falce e martello visibile e, speriamo, pure credibile. Voteremo per la lista che sostiene che bisogna mantenere le conquiste della classe operaia», dice Picchio, al secolo Paolo Picchiàmi , cantante della Banda. Poi precisa: «Sono un operaio, un precario, non sono un artista. E guardo il mondo con gli occhi di un operaio. Allora ti dico che quelle conquiste, troppo spesso sono state intaccate da tutti i governi. Il nostro appoggio alla Lista non deve far sottovalutare le critiche.
    «E’ un sistema troppo perfetto, non è possibile cambiarlo, andrà rigirato. L’idea più moderna resta quella delle nazioni governate dai lavoratori», esordisce, infine Angelo “Sigaro” Conti , chitarra e voce. Ma anche per lui, «è una cosa positiva che ci sia un punto di unione (la Lista anticapitalista e comunista, ndr). Certo, siamo stati molti critici con Rifondazione quando, alle ultime europee, non ha mandato Nunzio D’Erme a Strasburgo». Anche con lui, il cronista cerca di capire come sia stato possibile che Roma, soprattutto dalle periferie abbia scelto un sindaco come Alemanno. «Sai, siamo gente di strada, diventati comunisti dagli anni ‘70, ci siamo resi conto che, nelle sezioni, c’erano operai di grande cultura. Dopo la scissione di Occhetto, invece, siamo restati colpiti da quelle sezioni vuote. Per questo la destra è penetrata nelle periferie. Come se quello che si diceva di sinistra dicesse “Votateci e poi fatevi gli affari vostri”. Invece la vita di sezione è molto importante. Anche qualche “amico”, gente che abbiamo visto crescere, è diventato di destra, e sono operai. Oggi la libertà è solo per pochi, per chi ha i soldi e può scriversi le leggi. A sinistra vedo troppo distacco tra la base e il vertice: ad esempio, governare Roma doveva essere l’occasione per dimostrare che eravamo migliori, e invece m’è sembrato che tutti hanno inseguito i comitati d’affari, hanno imparato a chiudere gli occhi quando si sta al governo per riaprirli quando si va all’opposizione». Anche per “Sigaro”, le ferite si chiamano Pacchetto Treu e legge 30, sono ferite al mondo del lavoro.

    http://www.alfionicotra.org/?p=156
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    -Ma non siamo a Trieste!

 

 

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