



Questo perché si continua a fare confusione menandola con la storia dell'autocontraddittorietà del relativismo, ma sono due piani completamente distinti: a non potersi dire né vere né false sono le asserzioni sui valori (dove è soltanto la mia parola contro la tua), non quelle sui fatti ("le persone aderiscono a valori e idee morali differenti e contrastanti" è un fatto riscontrabile e non un valore a cui si possa aderire oppure no).
Ultima modifica di Gordon Gekko; 21-09-10 alle 19:10


Eh mi dispiace se di fronte a Hume, Weber ecc. collassa la tomistica (ma pure grossa parte della filosofia classica). Cioè Hume sarà pure un borghese inglese antiestetico rispetto ai maestri classici però non ci si può fare nulla.
Certo volendo si può salvare la religione lungo la linea Agostino-Duns Scoto-Ockham-Lutero-Calvino (ma anche l'Islam), ovvero una teologia decisionista slegata da ogni pretesa di razionalità normativa. Però per Tommaso non c'è scampo (a maggior ragione nemmeno per Kant o Habermas).
Ultima modifica di Gordon Gekko; 21-09-10 alle 19:18








La realtà è oggettiva e completamente conoscibile. Quindi no.




Ma sei tu quello che pensa di trarre dalla logica qualcosa che possa convincere le persone ad aderire a ciò che possono rifiutare. Cioè dall'empirismo di Hume e da Nietzsche arrivo per l'appunto al might makes right, ossia l'"irrazionalismo etico del mondo" di cui parla Weber.
Ultima modifica di Gordon Gekko; 21-09-10 alle 19:45