



Ultima modifica di Gordon Gekko; 21-09-10 alle 19:51


Beninteso Hume non è Nietzsche o Stirner, è un omino innocuo che ha fatto banalmente notare che una cosa sono i fatti e un'altra i valori, e i valori non possono essere dedotti da fatti. Il resto eventualmente segue (e appunto per questo Preve mi ha risposto di persona che si tratterebbe di una posizione "pericolosa").
All'argomento della "distruzione del mondo" ricorrono quelli che non vorrebbero farci mangiare carne, ma noi ce ne sbattiamo ugualmente lo stesso, così come non ci curiamo dello "sfruttamento capitalistico" solo perché la maggioranza delle persone ritiene che esistano "diritti sociali".
Ultima modifica di Gordon Gekko; 21-09-10 alle 19:57


ma proprio perché ti senti aggredito rifiuti le imposizioni arbitrarie di chi non vuole farti mangiare carne. ugualmente i più avveduti comprendono che non c'è sfruttamento in uno scambio volontario e pertanto rigettano anche le manfrine sui "diritti sociali". alla fine della fiera, tutti difendono la propria vita e la proprietà - come possono, ovvio - e questo è il fatto incontrovertibile da cui deduci logicamente che quelli sono i due principi etici fondamentali (e così rispondo anche a donerdarko). Ed è per questo che, assieme a d'Entrevés, considero principalmente la funzione pratica del NAP, sbattendomene allegramente le balle delle questioni metafisiche.
Ultima modifica di H.I.M.; 21-09-10 alle 20:03


Perché le asserzioni descrittive possono essere vere o false. Che presso certi popoli sia proibito mangiare carne di maiale può essere vero o meno vero. Poi tu puoi evocare il dubbio iperbolico, ossia dire che magari ciò che appare ai nostri occhi è un'illusione del genio malefico di Descartes ecc.
Però appunto, che esistano dei popoli o che esista la carne è qualcosa che può essere vero oppure no. "Non si deve mangiare il maiale" invece non è né vero né falso. Al limite è vero (o falso) che Allah mi punirà, ma questo rientra di nuovo nei fatti e non nelle prescrizioni.
Ultima modifica di Gordon Gekko; 21-09-10 alle 20:06
Infatti un conto è il realtivismo morale che ha a che fare con le proposizioni VALUTATIVE, un altro è il relativismo cognitivo che riguarda le proposizioni DESCRITTIVE e in termini di verità o falsità sono anch'esse tutte contingenti (asserzioni culturalmente non contingenti non sono possibili).
Ultima modifica di donerdarko; 21-09-10 alle 20:13


Ho capito e infatti quando parlo di "might makes right" non intendo il Bronx ma la guerra - la competizione se ti piace di più - tra le concezioni del mondo (Dawkins paragona i concetti culturali ai geni e li chiama memi - alcuni attecchiscono con successo, altri no). Però ecco sono i parassiti che se ne sbattono del rigore cristallino del NAP (che riconosco pure io eh), perché approfittare conviene di più che lavorare e l'estorsione ai produttori per quanto torbidamente coercitiva gli para le chiappe. Cioè io posso fare il fuoricorso ad oltranza perché l'università non mi costa quasi una cicca grazie a voi contribuenti.
Ultima modifica di Gordon Gekko; 21-09-10 alle 20:14


Non ho letto nulla, ma sono d'accordo con Pompeo.![]()
Hey, I don't feel so good. Something's not right, something's coming over me, what the hell is this?