











Penso si riferisse al fatto che sarebbe pericoloso sostenere la posizione di Hume secondo cui dai fatti non si possono dedurre principi. Credo questi siano i limiti del linguaggio perché è evidente che anche una teoria apriori deve necessariamente scaturire se non da l'osservazione empirica sistemica, quantomeno da un'intuizione riguardo la realtà.
Se fosse così sarebbe curioso, Preve praticamente sostiene quanto sostiene Hoppe.![]()


Ma con la "fine dei valori" rimane solo un orizzonte di annullamento, difficilmente sostenibile. Il punto è: nell'alveo del nichilismo, è ancora indispensabile un percorso etico, un paradigma per affrontare l'esistenza, che non neghi la morale in assoluto, ma che ne riproponga la virtù accidentale?
Ultima modifica di donerdarko; 22-09-10 alle 13:14


Non so dirti se sia indispensabile nell'alveo del nichilismo - essendo io peraltro antinichilista -, più che altro ritengo che un sistema di principi etici è necessario tout court, per il seplice fatto che diversamente sarebbe impossibile distinguere tra aggrediti ed aggressori.