



Uno stato non deve diventare eccessivamente invadente e al tempo stesso deve essere capace di esercitare la funzione di osservatore e regolatore di eventuali eccessivi squilibri che una società per motivi diversi potebbe manifestare.
In questo senso, secondo me, sarebbe opportuno determinare prima quali siano gli interessi pubblici dei quali si dovrebbe lo stato e quali invece siano gli interessi privati che dovranno essere lasciati alla libera gestione dei cittadini
Ogni cosa è costituita da una o più coppie di poli.
Detti poli producono:.............


provo anche qui a proporre un ipotesi di discussione ( non mi sto inventando tutto ora, è materiale che avevamo prodotto per una inziativa di qualche anno fa con l' amico Arsena, che poi ha avuto sbocchi diversi da quelli ipotizzati per ragioni che ora sarebbe troppo lungo da esaminare)
I REPUBLICANI E L’OCCIDENTE
I Repubblicani sono orgogliosi di essere parte integrante della cultura occidentale , è infatti una pecularietà della cultura occidentale il concetto e la pratica di una società secolare da epicureismo, al rinascimento all’ illuminismo. I repubblicani rivendicano anche la propria appartenenza alla civiltà che ha teorizzato la democrazia rappresentativa, lo stato di diritto, il diritto all’ autodeterminazione dei popoli. L’ abeas corpus, la magna carta , la dichiarazione dei diritti dell’ uomo e del cittadino, i 14 punti di Wilson e la carta atlantica di Roosvelt e Churchill sono tappe fondamentale dell’ evoluzione umana, ma appartengono all’ occidente non solo le degenerazioni del nazismo e dello stalinismo, ma anche la quasi perenne disapplicazione di quei principi nei confronti del terzo mondo . Il colonialismo, anche se non possono essere fatte generalizzazioni assolute , ha comunque comportato la scomparsa totale di intere popolazioni in nord e sud America e Oceania, mentre ha sconvolto l’ abitat umano in africa con conseguenze ancora visibili. Molte delle attuali tragedie mediorientali sono la conseguenza della totale disapplicazione dei principi di autodeterminazione dei popoli perpetrate nei due dopoguerra del ‘900.
I repubblicani pertanto respingono qualsiasi riedizione della teoria del “ fardello dell’ uomo bianco” anche nella forma di imposizione della democrazia, specie se considerata nella sua apparenza formale . Ritengono invece essenziale la battaglia per la difesa dei diritti umani essenziali in qualunque parte del mondo. I repubblicani ritengono che la diffusione del rispetto dei diritti umani in primo luogo e delle pratica di democrazia rappresentativa nel maggior numero possibile di stati sia un punto fondamentale nell’ evoluzione umana, ma proprio l’ esperienza del colonialismo e del neocolonialismo insegni come ciò non sia sufficiente ad assicurare il rispetto dei diritti fondamentali dei popoli specie nei contrasti fra paesi sviluppati ( quand’ anche democratici) e in via di sviluppo.
POLITICA ESTERA
I Repubblicani hanno caratterizzato tutta la propria politica estera dall’ ultimo dopoguerra nell’ ancoraggio dell’ Italia all’ Occidente minacciato dall’ espansionismo sovietico. Ora la necessaria presa d’ atto che della fine della guerra fredda deve portare ai necessari aggiustamenti. La tesi che rimanga nel mondo attuale la necessità di un occidente euroatlantico graniticamente unito ne confronti di tutto il resto del mondo appare obsoleta ed in via di abbandono da parte dei suoi teorizzatori. Il mondo si sposta sempre più verso un multilateralismo ove l’ europa spesso non riesce a svolgere il proprio autonomo ruolo solo per la sua disunione. La strada di un autonoma presenza europea nello scacchiere mondiale ( in amicizia ma anche in leale competitività con gli USA ) sembra dover passare da cooperazioni rafforzate fra gruppi ristretti di stati membri disponibili a rilevanti cessioni di sovranità.
I repubblicani sono favorevoli al rafforzamento degli organismi internazionali, anche nelle materie economiche e sociali, respingendo sia l’ egoismo nazionalistico che l’ estremismo no global.
Per quanto riguarda l’ ONU condividono critiche e perplessità sulla efficacia dei suoi interventi , rilevano però come ambienti e paesi usi ad insistere su tali critiche difficilmente hanno avanzato o anche semplicemente condiviso proposte che ne incrementassero la capacità decisionale ed operativa.
In realtà la costruzione di un sistema di giustizia internazionale che tuteli le comunità più deboli militarmente nei confronti delle maggiori potenze militari è uno degli antidoti al ricorso a forme di guerra asimmetrica, con possibili sbocchi terroristici; resta comunque ovvia la necessità di continuare la lotta ad ogni tipo di terrorismo inteso come deliberata violenza nei confronti di civili inermi, tutte le forme di terrorismo devono essere combattute anche se non si può ignorare la diversa gravità di quello limitato ai teatri di guerra e quello indiscriminato.
Altrettanto ovviamente non possono essere accettate forme di lotta al terrorismo che si concretizzino in punizioni collettive a popolazioni civili .
I repubblicani rifiutano l’ unilateralismo e la guerra preventiva, ma hanno una dolorosa accettazione della guerra come mezzo estremo in un quadro multilaterale e condiviso, non ritengono che il pacifismo assoluto sia in definitiva una garanzia per i soggetti più deboli dello scacchiere mondiale
L’ area della crisi del MO rappresenta uno dei campi di discussione dove maggiori risultano le fratture e le contrapposizioni, i repubblicani devono riaffermare la propria assoluta contrarietà ad ogni azione che parta dal disconoscimento del diritto all’ esistenza di stati ormai consolidati anche se frutto di scelte esogene ( in particolare Israele , oltre al Libano ed Iraq) ma anche ad annessioni per diritto di conquista e colonizzazioni imposte, tutti i popoli e le comunità hanno diritto a vivere senza essere minacciati o soffocati civilmente e economicamente, nonché a difendersi dalle minacce.
I repubblicani ribadiscono la propria amicizia con Israele , anche in risposta al dovere morale che come europei portiamo nei confronti del popolo ebreo . Rivendicando però il diritto di critica nei confronti del governo di quel paese , come di tutti gli altri, critica che quando non si concretizzi nel vilipendio non può e non deve esser e criminalizzata.
I repubblicani auspicano una sempre maggiore reciproca conoscenza e collaborazione fra la sinistra italiana e tutte le forze di sinistra laica israeliana. Intendono operare anche per rapporti con tutte le forze dei paesi dell’ area con programmi di modernizzazione , specie se endogena.
Auspicano ancora una sempre maggiore integrazione di Israele con la realtà europea , consapevoli che per una massima integrazione Israele dovrà non solo veder risolti i suoi problemi di politica estera, ma anche raggiungere la piena laicizzazione dello Stato e la totale parificazione etnica dei suoi cittadini


Da repubblicano mi dichiaro FiloIsraeliano e FiloAtlantico!iaociao:
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Repubblicano Liberaldemocratico


Il Partito Repubblicano Italiano era un partito di sinistra ma non marxista,la scelta di appoggiare l'atlantismo contro l'Unione Sovietica fu la scelta giusta.
Personalmente sono sempre stato Europeista e Atlantista.iaociao:


Cari amici credo che l' europeismo, l' amicizia per gli USA e il popolo ebraico non siano in discussione. Ma ci sono modi diversi di aderire a queste parole d' ordine. Ho provato a proporre alcuni approfondimenti , ovviamente criticabilissimi, ma non credo che la pura e semplice riproposizione di semplici audefinizioni aiuti una discussione basata sul pensiero criticoiaociao:


Va bene all'atlantismo e all'amicizia con Israele.
Quello che non mi convince però è "l'alleanza senza condizioni".
La Vita è troppo breve per non essere Italiani!


Io non ho ancora capito bene cosa ne pensano i Repubblicani del Clero
Ultima modifica di ubaldo voli; 24-10-10 alle 18:34
Ogni cosa è costituita da una o più coppie di poli.
Detti poli producono:.............


Dipende da quali repubblicani consideri, caro Ubaldo, ai seguaci di Nucare evidentemente va bene che il governo Berlusconi difenda il crocefisso nei luoghi pubblici, aumenti gli insegnanti di religione designati dai vescovi mentre si riducono gli insegnanti della scuola pubblica, e va bene pure che Frattini lanci una crociata contro ateismo, materialismo, relativismo
FRATTINI CHIAMA ALLA CROCIATA CONTRO GLI ATEI | novefebbraio.it
A me no


Ugo La Malfa diceva che non si può essere laici col soffietto a seconda che si sia al governo od all'opposizione.. La Sbarbati prima si esibì in un vecchio canto anticlericale ed ora sembra volersi alleare con Casini, rispetto al quale discreta parte della vecchia DC poteva dare lezione di laicismo.
Da parte mia credo che quel che si pensa del clero cattolico ( scusa ma credo non sarebbe male se ci abituassimo, neanch'io lo faccio sempre, a mettere quell'aggettivo cattolico quando ci vuole perchè se è forse vero che "tutto il mondo è paese" , non è altrettanto vero che tutte le religioni siano uguali) appartenga più alla nostra cultura personale che alla nostra cultura politica, mentre a quest'ultima deve interessare principalmente quali leggi si ritiene opportuno debbano esistere in materia di rapporti tra stato e le varie religioni. Dopo di chè è anche vero che il tema è complesso e non possiamo( come singoli ma inevitabilmente pensando anche ai risvolti politici del rafforzarsi di questa o quella componente religiosa, magari a scapito di un'altra) esimerci dl "tifare" per questa o quella chiesa, e per questa o quella componente all'interno delle varie chiese. Un tifare che naturlmente è, per molti di noi, altra cosa dall'entrare in campo Altre volte ho cercato di spiegare il modo diverso di essere nei rapporti tra stato e chiesa tra una concezione liberal-cavourriana ed una democratico repubblicana. Ma poi a nuovo caso, nuova soluzione. Del resto lo stesso Cavour ,dinnanzi d un frate servita che voleva che un caro amico del Cavour dichiarasse di essere pentito dell'appoggio dato alle eggi Siccardi se voleva l'assoluzione in punto morte, si battè per l'allontanmento dei serviti dal regno piemontese.
Il clero è una realtà complessa fatto di gente come quel servita e fatto ( magari un po' troppo poco) dei Don Giovanni Verità e dai Fra' Ugo Bassi. Il giudizio personale , pur nel mio caso ben anticlericale, può varisre a seconda dei casi; il giudizio sulle leggi dello stato è altra cosa e non bastano i rari don Giovanni Verità a far venir meno la nostra lotta per la laicità dello stato
Ultima modifica di edera rossa; 25-10-10 alle 03:03
"E' decretato che ogni uomo il quale s'accosta alla setta dei moderati debba smarrire a un tratto senso morale e dignità di coscienza?" G. Mazzini
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