Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
    roma kaputt!
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    Predefinito Drezzo sempre più padanizzata



    A Drezzo nascono via Po e via Insubria

    Il paese è sempre più leghista. Il Municipio sorge in piazza Gianfranco Miglio

    A Drezzo nascono via Po e via Insubria

    Il Municipio è in piazza Gianfranco Miglio (defunto ideologo della Lega), alla quale si accede tramite una piacevole stradina alberata: viale Padania. Che, con le neonate via Po e via Insubria, forma una sorta di stradario leghista. Se Adro (Brescia) dedica un’intera scuola al Carroccio e ai suoi simboli, Drezzo – 1.200 anime, provincia di Como – sta “marchiando di verde” non i banchi e le aule, ma i cartelli delle vie.
    «Ora mi manca solo via Lombardia», scherza (ma non troppo) il sindaco del paesino della Bassa Comasca, Cristian Tolettini. Altro che Sarkozy. Camicia, cravatta o foulard verdi sempre in vista, Tolettini anticipò il presidente francese di sei anni: nel 2004 firmò un’ordinanza anti-burqa, poi annullata dalla Prefettura, ma riproposta nel 2009. Nel curriculum del giovane sindaco leghista anche l’istituzione di ronde volontarie (2007) per il controllo del territorio.
    L’ultima sua mossa originale risale a mercoledì scorso, giorno in cui la giunta comunale ha appioppato due nomi “leghistissimi” a due nuove strade del paese, in una zona di recente edificazione: via Po, come il fiume la cui acqua (in ampolla) è sacra al Carroccio, e via Insubria, regione storica che abbraccia buona parte di Lombardia settentrionale, Piemonte orientale e Canton Ticino. Tolettini ha continuato la tradizione iniziata dal suo predecessore (anch’egli leghista), che aveva intitolato la piazza del Municipio a Gianfranco Miglio. «Po e Insubria sono parte della nostra identità geografica e territoriale – spiega Tolettini – piazza Miglio, in particolare, ha anche un significato culturale. In paese ora manca solo via Lombardia».
    In realtà manca anche via Roma, strada principale per eccellenza in migliaia di comuni italiani. A Drezzo, però, non c’è spazio per la Capitale.
    «Con tutto il rispetto per Roma, non sento la necessità di dedicarle una via. Sapete invece che a Roma c’è una via Drezzo».
    Sul sole delle Alpi che tappezza la scuola di Adro (Brescia), Tolettini è cauto. Il ministro dell’Istruzione ha ordinato al sindaco del paese di ripulire la scuola; persino Umberto Bossi, leader maximo del Carroccio, ha frenato sui simboli («forse ne ha messi troppi»). Secondo il sindaco di Drezzo la vicenda «è stata strumentalizzata», perché il «sole delle Alpi ha un significato storico e culturale. Solo successivamente è stato utilizzato dalla Lega. A questo punto, dovremmo bandire tutti i simboli ripresi dalla politica».

  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da Leghista Visualizza Messaggio


    A Drezzo nascono via Po e via Insubria

    Il paese è sempre più leghista. Il Municipio sorge in piazza Gianfranco Miglio

    A Drezzo nascono via Po e via Insubria

    Il Municipio è in piazza Gianfranco Miglio (defunto ideologo della Lega), alla quale si accede tramite una piacevole stradina alberata: viale Padania. Che, con le neonate via Po e via Insubria, forma una sorta di stradario leghista. Se Adro (Brescia) dedica un’intera scuola al Carroccio e ai suoi simboli, Drezzo – 1.200 anime, provincia di Como – sta “marchiando di verde” non i banchi e le aule, ma i cartelli delle vie.
    «Ora mi manca solo via Lombardia», scherza (ma non troppo) il sindaco del paesino della Bassa Comasca, Cristian Tolettini. Altro che Sarkozy. Camicia, cravatta o foulard verdi sempre in vista, Tolettini anticipò il presidente francese di sei anni: nel 2004 firmò un’ordinanza anti-burqa, poi annullata dalla Prefettura, ma riproposta nel 2009. Nel curriculum del giovane sindaco leghista anche l’istituzione di ronde volontarie (2007) per il controllo del territorio.
    L’ultima sua mossa originale risale a mercoledì scorso, giorno in cui la giunta comunale ha appioppato due nomi “leghistissimi” a due nuove strade del paese, in una zona di recente edificazione: via Po, come il fiume la cui acqua (in ampolla) è sacra al Carroccio, e via Insubria, regione storica che abbraccia buona parte di Lombardia settentrionale, Piemonte orientale e Canton Ticino. Tolettini ha continuato la tradizione iniziata dal suo predecessore (anch’egli leghista), che aveva intitolato la piazza del Municipio a Gianfranco Miglio. «Po e Insubria sono parte della nostra identità geografica e territoriale – spiega Tolettini – piazza Miglio, in particolare, ha anche un significato culturale. In paese ora manca solo via Lombardia».
    In realtà manca anche via Roma, strada principale per eccellenza in migliaia di comuni italiani. A Drezzo, però, non c’è spazio per la Capitale.
    «Con tutto il rispetto per Roma, non sento la necessità di dedicarle una via. Sapete invece che a Roma c’è una via Drezzo».
    Sul sole delle Alpi che tappezza la scuola di Adro (Brescia), Tolettini è cauto. Il ministro dell’Istruzione ha ordinato al sindaco del paese di ripulire la scuola; persino Umberto Bossi, leader maximo del Carroccio, ha frenato sui simboli («forse ne ha messi troppi»). Secondo il sindaco di Drezzo la vicenda «è stata strumentalizzata», perché il «sole delle Alpi ha un significato storico e culturale. Solo successivamente è stato utilizzato dalla Lega. A questo punto, dovremmo bandire tutti i simboli ripresi dalla politica».
    Bravi. Complimenti ,e brava la Lega che ha creato una Coscienza Padana unitaria tra i settentrionali.
    L'autonomia si costruisce anche così.
    Europeo, Veneto - Friulano, Longobardo. Non italiano

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Tyr Visualizza Messaggio
    Bravi. Complimenti ,e brava la Lega che ha creato una Coscienza Padana unitaria tra i settentrionali.
    L'autonomia si costruisce anche così.
    Sono due emendamenti presentati alla Regione

    Lombardia: la Lega vuole programmi padani e dice no agli studenti meridionali

    Lombardia: la Lega vuole programmi padani e dice no agli studenti meridionali

    MILANO - Continua la campagna localistica della Lega Nord nelle leggi. Questa volta con due emendamenti presentati al piano di sviluppo regionale in discussione alla Regione, uno per introdurre nella scuola "programmi padani", il secondo per creare una corsia preferenziale alle università a vantaggio degli studenti lombardi.
    La motivazione della decisione la spiega Massimiliano Orsatti, consigliere della Regione Lombardia nelle file della Lega Nord: "Oggi gli studenti lombardi partono svantaggiati perché nei test di ammissione alle università a numero chiuso si tiene conto anche del voto preso all’esame di maturità, che in alcune regioni del sud è notoriamente dato con generosità. Per questo abbiamo presentato un emendamento che cancelli il valore del voto di maturità. Successivamente chiediamo una corsia riservata per gli studenti che siano residenti in Lombardia da almeno cinque anni".
    L'applicazione di programmi scolastici "su argomenti legati al territorio" verrà anche agevolato finanziariamente
    Ultima modifica di Leghista; 23-09-10 alle 11:28

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Leghista Visualizza Messaggio
    Sono due emendamenti presentati alla Regione

    Lombardia: la Lega vuole programmi padani e dice no agli studenti meridionali

    Lombardia: la Lega vuole programmi padani e dice no agli studenti meridionali

    MILANO - Continua la campagna localistica della Lega Nord nelle leggi. Questa volta con due emendamenti presentati al piano di sviluppo regionale in discussione alla Regione, uno per introdurre nella scuola "programmi padani", il secondo per creare una corsia preferenziale alle università a vantaggio degli studenti lombardi.
    La motivazione della decisione la spiega Massimiliano Orsatti, consigliere della Regione Lombardia nelle file della Lega Nord: "Oggi gli studenti lombardi partono svantaggiati perché nei test di ammissione alle università a numero chiuso si tiene conto anche del voto preso all’esame di maturità, che in alcune regioni del sud è notoriamente dato con generosità. Per questo abbiamo presentato un emendamento che cancelli il valore del voto di maturità. Successivamente chiediamo una corsia riservata per gli studenti che siano residenti in Lombardia da almeno cinque anni".
    L'applicazione di programmi scolastici "su argomenti legati al territorio" verrà anche agevolato finanziariamente
    La lega ha ragioene Siamo pieni di insengnanti meridionali al nord per tre ordini di motivi:
    - i voti dei meridionali sono gonfiati (un 5 in una scuola di Milano equivale ad un 8 in meridione, gli stessi rapporti valgono anche per le votazioni universitarie).
    - Gli insegnanti meridionali vengono assunti in sovrannumero al sud (per incarichi a tempo determinato) per poi far loro vincere i concorsi al nord.

    - La distanza da casa gli conferisce rilevanti vantaggi di punteggio.

    Gli insegnanti Padani (più preparati) si vedono il lavoro scippato da persone con voti gonfiati e assunti in scvrannumero (violando la legge italiana - sono i meridionali no che sono italiani?-).

    Brava la Lega.
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  5. #5
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    Eccone un altro.........ma vi chiamate tutti Andrea?repapelle:repapelle:
    Noi lombardi guardiamo ai fatti non alle chiacchiere......
    Ultima modifica di Leghista; 25-09-10 alle 12:02

  6. #6
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    Predefinito Rif: Drezzo sempre più padanizzata



    Politica e identita'

    Bufera sull'inno di Mameli Vallardi: «Non riesco a cantarlo»
    Zaccariotto: a me invece fa venire i brividi (ma non lo vota).


    Il Pdl attacca: «Giù le mani, è come la mamma. Non si tocca»

    Bufera sull'inno di Mameli Vallardi: «Non riesco a cantarlo» - Corriere del Veneto

    VENEZIA — La Lega che in consiglio provinciale a Venezia abbandona l'aula quand'è il momento di votarlo. Il Pdl che si «allea» con i democratici e accusa: non si tocca, è come la mamma. E il senatore del Carroccio Giampaolo Vallardi che lancia una terza via: «Suoniamolo, ma non cantiamolo, io proprio non ci riesco».

    Non c'è pace in Veneto per l'inno di Mameli. Un simbolo che, in tempo di sfide identitarie, sta tenendo banco lungo i corridoi della politica. Alla faccia delle «sciocchezze» con cui il Pd fino a poco tempo fa bollava le questioni di bandiere e dintorni. Se ad aprire la querelle, mesi fa, ci pensò Luca Zaia all'ormai celebre inaugurazione della scuola di Vedelago, adesso il tema è tornato caldo grazie al voto della Provincia di Venezia (suonarlo in tutte le manifestazioni pubbliche) e all'uscita di Vallardi.

    «Il Pdl ha abboccato ad un'esca del Pd, che è stato più furbo e scafato», dice il leghista Camillo Paludetto. «La Lega continua a fare una politica da campagna elettorale e non da statisti: il loro obiettivo è la pubblicità, non la politica del fare», replica il pdl Beniamino Boscolo. La polemica tra gli alleati si è alzata sull’inno di Mameli: il partito del premier Silvio Berlusconi in Provincia di Venezia nel corso del consiglio di martedì pomeriggio ha votato «sì» ad una risoluzione del Pd che impegnava a suonare «Fratelli d’Italia» «nel corso di ogni manifestazione pubblica in cui siano presenti autorità istituzionali »; quello di Umberto Bossi si è invece allontanato dall’aula, disertando la votazione. «Come con Miss Padania si è montato un caso nazionale su una schiocchezza - tuona la presidente - io l’inno l’ho sempre cantato e mi fa venire i brividi, sono sindaco di una città che è medaglia al valore militare e in cui ogni prima domenica del mese c’è l’alzabandiera. Veda lei se posso accettare che il Pd mi dica di suonare l'inno nei momenti istituzionali». Il problema però è appunto il documento. «Per noi l'inno è come la mamma, non si tocca - taglia corto Mario Dalla Tor, vicepresidente della Provinca e dunque numero due di Zaccariotto - Siamo veneziani, veneti e italiani. Ci sono momenti in cui certe ovvietà vanno ribadite».

    Sulla questione dà una nuova lettura il senatore Giampaolo Vallardi. In pratica: suoniamolo ma non cantiamolo. A non andare giù al parlamentare del Carroccio è la strofa «ché schiava di Roma Dio la creò». «Quando arrivo a quella strofa - dice il senatore-sindaco - mi blocco, mi manca il fiato in gola, capita anche ad altri. Troviamo una mediazione. Va bene l’inno di Mameli, mi piace la melodia, ma non il testo. Quindi: suoniamolo e basta, senza cantarlo». «La mia proposta è semplice - prosegue, indicando che nel 2010 non può esserci un concetto che fa riferimento alla schiavitù - l’inno suoniamolo e basta oppure eliminiamo una parte del testo».

  7. #7
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    Predefinito Rif: Drezzo sempre più padanizzata



    Non solo Adro: nelle strade del Nord è boom di simboli leghisti

    Su ponti, cancelli, municipi: il sole delle Alpi non splende solo tra banchi e cortili di scuole. Divampa la pop art del Carroccio

    Non solo Adro: nelle strade del Nord è boom di simboli leghisti

    Non solo Adro: nelle strade del Nord è boom di simboli leghisti del Nord ponti, municipi, strade e piazze vengono di tanto in tanto arricchiti con le effigie del partito di Bossi. una prassi sempre più difusa negli ultimi tempi. E la vicenda della scuola Gianfranco Miglio balazata recentemente agli onori della cronaca sarebbe insomma solo la punta dell’iceberg di fenomeno più vasto.

    PIASTRELLE PADANE – A Cividate al Piano, piccolo paesino della pianura bergamasca (circa 5.000 abitanti), incastonata nel selciato di piazza Papa Giovanni XXIII, di fronte al Comune a guida leghista, c’è una piastrella raffigurante l’ormai celebre sole a spicchi. Di cui il primo cittadino va orgoglioso. “Questo simbolo è un segno della nostra cultura popolare, operaia e contadina“, fa sapere il sindaco Luciano Vescovi. Nel suo paese alcuni comportamenti dei cittadini la dicono lunga sulla passione per il Carroccio.

    PONTI E DOSSI LEGHISTI – Pare tiri la stessa aria pure a Cipriate San Gervasio dove il sole delle Alpi splende sul cancello della casa comunale. Uno dei tanti esempi della “pop art leghista” che divampa tra Bergamo e Varese. “Nel 2005 – racconta il giornale fondato da Eugenio Scalfari – la prefettura segnalò il caso al ministero dell’Interno. Che definì l’installazione illegittima. Ma dopo cinque anni il sole è ancora lì, per la gioia del sindaco Cristiano Esposito, già censore di kebab e negozi etnici“. In giro per la provincia non mancano cartelli stradali in dialetto. A Palazzago, nell’area feste, che non ospita solo manifestazioni leghiste, c’è una scultura con impresso il simbolo elettorale del partito. Orpelli del partito orneggiano anche il municipio di Vedano Olona, mentre a Costronno il sindaco ha pensato di ornare il ponte di ingresso alla cittadina col nome del comune affiancato da due soli delle Alpi. “Un segno beneagurante“, dice l’amministratore. Mentre a Dosolo, in provincia di Mantova, i dossi artificiali da rossi sono improvvisamente diventati verdi. Sulla scia dei leader del partito, è il caso di dire.

  8. #8
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    Predefinito Rif: Drezzo sempre più padanizzata

    Ma quale pop art..............sono i simboli, i colori e le lingue di una NAZIONE.........

    Bandiera Padania
    Ultima modifica di Leghista; 25-09-10 alle 17:55

 

 

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