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Discussione: Coronavirus

  1. #111
    Rossobruno cattivone
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    Predefinito Re: Coronavirus

    Pino Arlacchi - Cina, Usa e la geopolitica del coronavirus



    di Pino Arlacchi* - Fatto Quotidiano
    30 marzo 2020


    L’ allarme sul Coronavirus non è stato creato da alcun complotto. E’ iniziato come effetto di uno scontro “in automatico” tra sistemi politici e informativi divergenti che non hanno bisogno di alcuna intenzionalità per tentare di sfruttare a proprio vantaggio ogni vulnerabilità dell’ avversario.


    Le cose potrebbero essere andate così.

    a) La nascita di un focolaio epidemico in una megalopoli cinese ha fornito l’ occasione per assestare un bel colpo al prestigio e alla credibilità del regime di Xi Jinping. Tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio il governo di Pechino è stato messo sotto processo, accusato di non essere in grado di proteggere la salute dei cinesi - e di riflesso quella del resto del mondo - di fronte ad una epidemia che avrebbe presto assunto proporzioni bibliche.

    b) Xi Jinping e l’elite comunista avevano a questo punto due scelte.

    La prima era quella di dichiarare che era tutta una montatura anticinese, e che si trattava di un’ influenza stagionale la cui letalità si sarebbe dimostrata irrisoria rispetto ai numeri della popolazione. La forza del sistema si sarebbe allora dispiegata nel nascondere i dati, sopprimere singole voci di allarme, silenziare autorità locali e media. Ed è innegabile che questa inclinazione sia stata molto forte ed abbia dominato il primo stadio della pandemia, quando chi lanciava gli allarmi, come il famoso medico di Wuhan, veniva perseguitato e zittito.

    Pur non essendo più il paese totalitario della rivoluzione culturale e degli eccessi maoisti, la Cina di oggi è un paese solidamente autoritario, perfettamente in grado di attuare una linea di negazione della pandemia. Bastava perciò non fare nulla di concreto contro di essa, mettersi alla cappa ed aspettare l’ arrivo dell’ estate con l’ inevitabile, connesso calo di contagiati e morti. Con una popolazione di un miliardo e quattrocento milioni, si sarebbe trovato il modo di giustificare anche decine di migliaia di decessi.

    c) In una fase susseguente, tuttavia - e in seguito a un travaglio interno al partito comunista sul quale è trapelato ben poco - è prevalsa però la scelta opposta. La nuova potenza mondiale aveva deciso di essere abbastanza forte da prendere il toro per le corna.

    Contrordine, compagni. La linea adesso era diventata quella di aderire alla narrativa sul Coronavirus appena creata in Occidente, e di imbarcarsi in una sfida a tutto campo. Se la posta in gioco era la capacità di governo della Cina post-Deng Xiaoping, la partita, whatever it would take, si sarebbe giocata.

    I rischi erano estremi. E il costo della vittoria successiva, conseguita in sole quattro settimane, si è rivelato molto grande in termini economici. Ma è questo successo che consente oggi alla Cina di presentarsi al mondo come una potenza non minacciosa, rispettosa del multilateralismo e degli standard minimi della solidarietà internazionale.

    d) La palla è ora rimbalzata nel campo dal quale era provenuta, con l’ OMS che definisce gli Stati Uniti come il potenziale epicentro della pandemia globale, e con Trump alle prese con lo stesso identico dilemma affrontato da Xi Jinping solo qualche mese prima: accettare la sfida o svicolare da essa disconoscendone entità e significato? Anche la posta in gioco è simile, viste le elezioni presidenziali alle porte e i dubbi ormai dilaganti sulla capacità degli USA di guidare l’ Occidente. Un’entrata in guerra della potenza americana alla testa di una grande coalizione, con strategie e risorse all’ altezza del nemico da combattere, viene in effetti evocata dai nostalgici dei bei vecchi tempi.

    e) Ma Trump non appare affatto interessato a percorrere questa strada. Dopo un iniziale tentennamento, sembra avere abbracciato la scelta di ripiego, minimizzando la gravità della tragedia: è in atto la solita influenza, che forse non arriverà neppure ad uccidere i 27-70mila americani di ogni anno. Per lui ci sono altre priorità.
    Calcolo solo elettorale, e virtualmente disastroso? Oppure fredda valutazione delle reali chances di successo immediato in un conflitto in cui, una volta scesi in campo, le due armi più potenti dell’impero - il dollaro e le forze armate – servirebbero a ben poco? Un confronto dove l’arretratezza americana - in termini di assenza di servizi sanitari universali, estremo individualismo e debole senso della collettività - costituirebbe un handicap devastante?

    f) La posizione di Trump ha una logica da non sottovalutare, rafforzata dallo storico piano di sostegno dell’ economia appena varato che contiene misure che trasferiscono risorse direttamente ai cittadini: un bonus pre-elettorale di 13mila dollari totali a ciascuna famiglia americana di quattro persone. Misure ovviamente molto popolari, rivolte a tutti i votanti, e suscettibili di compensare, nei disegni della Casa Bianca, le ansie generate dalla veloce crescita dei contagi.

    Ma l’ esito finale della partita USA contro il virus resta comunque molto incerto. Perché in scena non ci sono solo i cinici calcoli del Presidente. Ci sono anche la progressione di un epidemia non contrastata, l’ industria mediatica ed i governatori degli stati che considerano l’ emergenza sanitaria come una priorità assoluta. Una loro retromarcia è molto improbabile.

    Notizia del: 30/03/2020

    https://www.lantidiplomatico.it/dett...us/5871_33924/
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  2. #112
    Rossobruno cattivone
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    Predefinito Re: Coronavirus

    Covid-19. Oltre 1000 casi tra le truppe USA, ma il Pentagono ordina di censurare tutto



    Il Dipartimento della Difesa ha ordinato ai comandanti di tutte le sue installazioni in tutto il mondo di smettere di annunciare pubblicamente nuovi casi di coronavirus tra il loro personale, mentre 1.000 persone legate ai militari statunitensi sono state già colpite dal coronavirus.


    Quando si dice la trasparenza. Un altro caso sulla controversa gestione da parte degli Stati Uniti della pandemia da Covid-19.

    Secondo quanto riferisce il quotidiano statunitense 'Stars and Stripes', "l'ordine emesso venerdì dal segretario alla Difesa Mark Esper ha lo scopo di proteggere la sicurezza operativa delle installazioni globali del Dipartimento della Difesa. Lo ha dichiarato lunedì Jonathan Hoffman, il portavoce capo del Pentagono."

    Secondo i comandanti del Dipartimento della Difesa si teme che gli avversari degli Stati Uniti possano sfruttare tali informazioni, soprattutto se i dati mostrano che la diffusione possa aver ha avuto un impatto sulle forze nucleari statunitensi o su altre unità critiche. "I dati sulle principali forze militari sono informazioni classificate come un rischio per la sicurezza operativa e potrebbero compromettere le operazioni e / o la deterrenza", ha affermato Hoffman nella. "Se un comandante ritiene che [il coronavirus] potrebbe influire sulla prontezza dei nostri deterrenti strategici o delle nostre forze di risposta strategica, comprensibilmente proteggiamo tali informazioni dalla diffusione pubblica e cadiamo nelle mani dei nostri avversari, poiché prevediamo che farebbero lo stesso ”.

    Hoffman ha promesso che il Pentagono continuerà a rilasciare aggiornamenti quasi quotidiani di casi totali tra truppe, lavoratori civili del DOD, dipendenti militari e appaltatori della difesa, come i funzionari dell'ufficio per gli affari pubblici di Esper hanno fatto per quasi tre settimane. Questi numeri sono cresciuti costantemente ad ogni uscita, omettendo i 1.000 casi di covid-19 nella conferenza di ieri.

    A partire da ieri mattina, il Pentagono ha riferito che 633 membri del servizio erano tra 1.087 casi totali all'interno della comunità del Dipartimento della Difesa. Gli ultimi dati mostrano un drammatico aumento dei casi tra le truppe da venerdì scorso, quando il Pentagono ha segnalato 343 casi tra i membri del servizio.

    I singoli servizi militari rimangono autorizzati a denunciare al pubblico casi di coronavirus all'interno dei loro ranghi, ha affermato Hoffman. "Sebbene i servizi non rilasceranno il numero di casi in ciascuna base, continueremo a lavorare a stretto contatto con le comunità locali per garantire la salute e il benessere di tutti", ha precisato. "I singoli impianti [e] i comandi continueranno a funzionare a stretto contatto con le agenzie sanitarie delle rispettive comunità in merito alla segnalazione, in quanto le nostre basi fanno parte di una più ampia comunità civile ".

    Il sindaco di San Antonio, in Texas, Ron Nirenberg, ha criticato la decisione di Esper.

    "Penso che questa sia una pandemia globale e che la gente abbia il diritto di saperlo", ha dichiarato lunedì in un'intervista con il San Antonio Express-News.

    "La mancanza di informazioni sta complicando una risposta coordinata alla pandemia a livello statale e federale", ha affermato il sindaco, la cui città ha quattro importanti installazioni militari nell'area.

    Ha aggiunto che "una delle più grandi battaglie che abbiamo di fronte è aiutare le persone a capire la gravità della situazione".

    Il cambio di politica è avvenuto dopo che Esper la settimana scorsa, durante un'intervista all'agenzia di stampa Reuters, ha accennato che avrebbe presto iniziato a trattenere "numeri disaggregati" legati al virus. Ma il segretario alla Difesa non ha specificato quali informazioni sarebbero state trattenute, ha riferito Reuters.

    Come precisa il quotidiano statunitense, domenica scorsa, funzionari dell'esercito statunitense a Stoccarda, in Germania, hanno annunciato di non poter più fornire al pubblico informazioni aggiornate sui casi nella loro area locale. Stoccarda, che ospita U.S. European Command and U.S. Africa Command, aveva riportato almeno 80 infezioni tra il suo personale.

    Nel frattempo, i funzionari di Camp Humphreys nella Corea del Sud hanno confermato ieri un quinto caso di virus tra il personale assegnato a quella base, la più grande base americana in quel paese. Non è stato immediatamente chiaro il motivo per cui tali informazioni sono state rese pubbliche per la nuova politica.

    I funzionari della difesa di diverse comandi militari negli Stati Uniti hanno confermato ieri di essere stati emessi l'ordine di smettere di fornire dati sui loro casi. Molti di questi funzionari hanno espresso preoccupazione per il fatto che il nuovo divieto di dati locali potrebbe danneggiare la loro capacità di informare le proprie forze e mettere a dura prova la loro capacità di lavorare con i funzionari delle comunità civili circostanti in mezzo alla pandemia. I funzionari hanno parlato a condizione di anonimato.

    "Dovremo risolverlo", ha spiegato uno dei funzionari. “Le persone non saranno felici. Non credo che lo capiranno. "

    Le singole installazioni hanno fornito il numero di casi tramite comunicati stampa ufficiali, dichiarazioni sui loro siti Web e in gran parte attraverso i social media, in cui i principali comandanti hanno fornito aggiornamenti sulle condizioni delle loro basi e risposto alle domande del pubblico.

    Hoffman ha affermato che il Dipartimento della Difesa non nasconderà informazioni sulle morti legate al coronavirus nelle sue installazioni e lavorerà per tenere al corrente i funzionari locali di qualsiasi "minaccia alla salute" proveniente dalle basi militari.

    "Apprezziamo la comprensione dei nostri cittadini mentre proteggiamo la sicurezza operativa e la prontezza della nostra nazione", ha concluso.


    Notizia del: 31/03/2020

    https://www.lantidiplomatico.it/dett...utto/82_33942/
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  3. #113
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    Predefinito Re: Coronavirus

    Coronavirus. In arrivo una nave e un aereo dalla Turchia con aiuti medici per l'Italia



    "L'Italia per noi è veramente importante, amico mio. Per qualsiasi aiuto noi ci siamo".



    Il ministro degli Esteri della Turchia Çavusoglu ha espresso la solidarieta' al popolo italiano e forte sostegno nella lotta contro Covid-19.


    Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha sentito al telefono il suo omologo turco Mevlut Çavusoglu. A quanto si apprende, nelle prossime ore sono in arrivo una nave e un aereo dalla Turchia con aiuti medici per l'Italia, da utilizzare nell'ambito della lotta all'epidemia di coronavirus.


    Fonte: Adnkronos - TRTNotizia del: 31/03/2020
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  4. #114
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    Predefinito Re: Coronavirus

    Non ci piace il governo turco. Ma per diritto di cronaca , cerchiamo di riportare ogni notizia.
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  5. #115
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    Predefinito Re: Coronavirus

    Continua la solidarietà all'Italia. 41 mila mascherine in arrivo dalla Repubblica socialista del Vietnam



    di Francesco Fustaneo


    Prosegue la solidarietà internazionale verso l' Italia: questa volta la fonte di provenienza degli aiuti per la lotta e prevenzione contro il covid è la Repubblica Socialista del Vietnam, uno dei paesi che secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, è finora riuscito a contrastare con più determinazione la pandemia.


    “Molto significativamente, nella giornata di ieri in cui abbiamo ricordato le vittime del Coronavirus in Italia (bandiere a mezz’asta), l’Associazione di Amicizia Vietnam-Italia ci ha consegnato gli aiuti per il popolo Italiano raccolti in tutto il Vietnam. Un grande gesto di solidarietà in questo momento per noi cosí difficile. Grazie di cuore a tutti gli amici vietnamiti.”

    Questo il comunicato postato su facebook, nelle scorse ore dall'Ambasciata Italiana con sede nella capitale vietnamita, Hanoi.

    Il 31 marzo, i rappresentanti dell'Associazione di Amicizia Vietnam - Italia si sono recati presso l'ambasciata italiana in Vietnam per donare il materiale sanitario raccolto, tra cui 41.000 mascherine. L' ambasciatore italiano in Vietnam, Antonio Alessandro, ha poi inviato i suoi più sinceri ringraziamenti al popolo del Vietnam e all'Associazione di amicizia Vietnam - Italia. “Ha anche espresso la sua convinzione che il Coronavirus finirà presto in Vietnam, in Italia e in tutto il mondo, e la cooperazione tra i due paesi continua a svilupparsi costantemente”.

    Notizia del: 01/04/2020

    https://www.lantidiplomatico.it/dett...tnam/82_33975/
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  6. #116
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    Predefinito Re: Coronavirus

    Con le "fake news che destabilizzano l'Ue a favore di Russia e Cina" Repubblica passa al cabaret



    Finalmente, un soffio di allegria in questa tetra primavera Coronavirus. Ce lo regala Repubblica con il suo spassosissimo articolo “Coronavirus, le fake news che destabilizzano l'Ue a favore di Russia e Cina”:

    “È in corso il tentativo mediatico di sfruttare la pandemia per indebolire l’Europa, destabilizzarla e guadagnare influenza sui suoi partner più vulnerabili. Progetto sul quale si trovano chiaramente le impronte di Russia e Cina. È allarmante il primo Rapporto sulle fake news legate al Covid-19 firmato da EuDisinfo, l’unità della Commissione Ue che studia e contrasta le false notizie in Rete. Il cui obiettivo è destabilizzare l’Unione e migliorare l’immagine domestica e globale di Putin e Xi Jinping. Anche ingigantendo il ruolo degli aiuti che hanno mandato a diversi Paesi, compresa l’Italia. Con la conseguente affermazione che l’Unione invece sta tradendo i suoi cittadini.”

    Intanto - sorvolando sull’autorevolezza di Eu DisinfoLab, i suoi referenti italiani e i suoi rapporti con Open Society Foundations - una domanda a Repubblica: ma c’è davvero bisogno di Putin e Xi Jinping per convincere gli Italiani che l’Unione Europea li ha abbandonati nel momento del bisogno? Non bastava il blocco delle mascherine verso l’Italia decretato da Francia e Germania? Non bastava il cappio delle nuove clausole del MES che gli Italiani avrebbero dovuto mettersi al collo per ottenere “aiuti”, stile Grecia, dall’Unione Europea? Ma c’era davvero bisogno di “fonti vicine al Cremlino” per mettere alla gogna l’Unione Europea, considerato che il presidente della commissione Ue, Ursula von der Leyen si è dovuta pubblicamente scusare con l’Italia?

    Ma poi, andando a spulciare nel Rapporto di EuDisinfo, dove sono “i video taroccati di europei che ammainano la bandiera a dodici stelle per issare quella russa”? Dove sono i consigli quali «lavarsi le mani non serve a nulla» della disinformatia russa? Quali sarebbero le altre “false informazioni sanitarie (finalizzate) a rendere ancora più grave la crisi sanitaria per indebolire e destabilizzare il continente europeo”? E perché mai, qui in Italia - come si scandalizza il Rapporto di EuDisinfonon dovremmo smettere di ringraziare i Russi e i Cinesi e apprezzare, invece, gli aiuti (100 milioni di dollari) che Trump ci ha promesso? Forse perché i russi e i cinesi i loro aiuti e i loro esperti ce li hanno già mandati. Trump ce l’ha promessi?

    Antiamericanismo preconcetto? Può essere. Ma, qui in Italia, stiamo ancora aspettando gli aiuti che Obama ci aveva promesso per il terremoto in Abruzzo del 2009.


    Francesco Santoianni

    per visualizzare i link presenti nell'articolo: https://www.lantidiplomatico.it/dett...et/6119_33987/
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  7. #117
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    Predefinito Re: Coronavirus

    Aprire le chiese a Pasqua? Idiozia da finti cattolici



    di Francesco Erspamer


    Aprire le chiese a Pasqua? Che idiozia. Degna di finti cattolici che per interesse confondono l'esteriorità di un rito con il mistero della volontà di Dio, al pari dei calciatori che si fanno il segno della croce prima di tirare un rigore.


    Ma purtroppo decenni di Comunione e Liberazione hanno creato anche in Italia una destra cristiana all'americana, simile appunto alle sette guidate da pastori milionari che predicano il culto del successo, l'appiattimento sul presente e la pratica del consumismo, e frequentate da integralisti che in Dio non cercano un confronto con qualcosa che li trascenda (la maggior parte di loro non ha idea di cosa questo verbo significhi) bensì una conferma delle loro idiosincrasie, vizi e abitudini.

    Uno di quei pastori è stato recentemente arrestato in Florida per aver contribuito alla diffusione del virus convocando i fedeli nella sua mega-chiesa malgrado i divieti delle autorità. Ma negli Stati Uniti a scuola non si leggono i “Promessi sposi”.

    Possibile che nell’Italia e nella Milano del cattolico Manzoni non ci si ricordi delle grandi pagine da lui dedicate alla diffusione della peste, nel trentaduesimo capitolo, quando arriva a criticare amaramente il suo eroe, il cardinale Borromeo, per non aver saputo opporsi ai ciarlatani che a gran voce chiedevano una processione per fermare l’epidemia? “Ed ecco che, il giorno seguente, mentre appunto regnava quella presontuosa fiducia, anzi in molti una fanatica sicurezza che che la processione dovesse aver troncata la peste, le morti crebbero, in ogni classe, in ogni parte della città, a un tal eccesso, con un salto così subitaneo, che non ci fu chi non vedesse la causa, o l’occasione, nella processione medesima”.

    La ragione del declino dell’Italia? Che invece di riflettere sulle grandi opere della loro immensa tradizione culturale, molti italiani, e in particolare molti lombardi, diano retta alle ipocrite esternazioni del Trump de noantri, Salvini il post-cattolico, infiltrato della “Christian right” amerikana.

    Notizia del: 05/04/2020

    https://www.lantidiplomatico.it/dett...i/27802_34047/
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  8. #118
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    Predefinito Re: Coronavirus

    "Profonda mancanza di decenza umana": Oliver Stone attacca il governo degli Stati Uniti sulle sanzioni all'Iran e al Venezuela durante la crisi per il Covid-19



    Il governo degli Stati Uniti ha rivelato il suo disprezzo per la compassione umana e la solidarietà globale rifiutando di revocare le sanzioni draconiane all'Iran e al Venezuela durante la crisi di Covid-19, ha affermato il regista Oliver Stone.


    L'Iran ha sofferto immensamente per il virus, ha osservato Stone in un editoriale pubblicato dal New York Daily News, ma a causa delle sanzioni statunitensi la Repubblica islamica è "secondo quanto riferito, l'unico paese al mondo che non può acquistare le medicine necessarie per combattere la pandemia. "


    Oliver Stone
    ✔ @TheoliverStone
    It’s not a time for more #US aggression against #Venezuela or #Iran. Below is an essay @Danielmkovalik and I wrote for today’s @NYDailyNews. https://www.nydailynews.com/opinion/...3pq-story.html


    Sanctions are terribly cruel during a pandemic: The U.S. should loosen the economic vise against...
    Some may have seen the beautiful story of Cuba allowing a cruise ship, denied by other countries, to dock in its harbor though some on board had tested positive for COVID-19. This ship was full of...

    nydailynews.com


    La leggenda di Hollywood ha condannato allo stesso modo la decisione di Washington di mantenere - e in alcuni casi, aumentare - le sue strozzature economiche su paesi come Cuba, Venezuela e Nicaragua dal momento il coronavirus mette a dura prova i sistemi sanitari di tutto il mondo.


    Nel caso del Venezuela, la "coercizione" statunitense ha portato il Fondo monetario internazionale (FMI) a negare la richiesta dello stato sudamericano di un prestito di $ 5 miliardi per aiutare a combattere la pandemia, ha ricordato Stone. Gli Stati Uniti hanno aumentato la pressione su Caracas nel mezzo della crisi sanitaria globale, accusando il governo di traffico di stupefacenti e chiedendo un "governo di transizione" in sostituzione di quello del presidente Nicolas Maduro.

    Il pluripremiato regista e attivista ha affermato che la crisi sanitaria ha mostrato la disumanità della politica estera di Washington.

    L'attuale pandemia sta rivelando non solo i fallimenti assoluti del nostro governo nel proteggere i propri cittadini, ma anche la sua profonda mancanza di decenza umana nel trattare con altre nazioni.

    Stone ha chiesto "una seria auto riflessione morale" negli Stati Uniti, avvertendo che innumerevoli vite sono a rischio a meno che non ci sia un "cambiamento immediato in corso".

    L'Iran ha registrato quasi 3.500 morti Covid-19, con 19.700 casi confermati, secondo un conteggio sostenuto dalla Johns Hopkins University. Il presidente Hassan Rouhani ha dichiarato la scorsa settimana che la crisi è "una grande opportunità per gli americani di scusarsi ... e di revocare le ingiuste e brutali sanzioni contro l'Iran".


    Notizia del: 05/04/2020

    https://www.lantidiplomatico.it/dett...id19/82_34049/
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  9. #119
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    Predefinito Re: Coronavirus

    La Cina ha nascosto il numero delle vittime? Falso. Ecco perché.

    Francesco Galofaro, Università di Torino per marx21.it

    Da quando questa epidemia è cominciata, si è moltiplicato il numero di accuse e insinuazioni infondate dirette alla Cina per quanto riguarda la gestione dell'epidemia. La più recente è quella di aver tenuto nascosto il reale numero dei morti. Un esempio è quello firmato dal francese Pierre Haski per France Inter del 30 marzo 2020, tradotto dall'Internazionale e purtroppo inserito nella rubrica degli articoli più letti.[1]
    Il problema che questo genere di articoli affronta è il seguente: perché la diffusione del virus è più alta in Francia e in Italia di quanto non sia in Cina? In Cina vive un miliardo e mezzo di persone; secondo i dati della Johns Hopkins University, ad oggi (scrivo il 5 aprile) i contagiati sono poco oltre gli 82.000, i morti circa 3.300. Per quanto riguarda l'Italia, su una popolazione di 60 milioni, i contagiati sono 124.600, i morti poco oltre i 15.300.[2]

    La tesi complottista

    Non può darsi che i numeri provino la superiorità del sistema sanitario comunista su quello europeo, in via di smantellamento nel nostro Paese? Pierre Haski risponde di no: la Cina ha senz'altro truccato i dati. Haski cita il numero delle urne funerarie vendute a Wuhan, le quali sarebbero quasi il doppio dei morti dichiarati. E cita anche una coraggiosa dottoressa misteriosamente scomparsa dopo aver denunciato la cosa. Haski non è un epidemiologo, ma accusa l'Organizzazione mondiale della sanità di scarsa vigilanza. La motivazione fornita dall'autore è chiaramente ideologica: “In un contesto come quello attuale, in cui Pechino si basa sui suoi successi per vantare i meriti del suo sistema politico, sarebbe indispensabile una maggiore trasparenza”. Insomma: siamo in piena guerra fredda.

    Perché in Cina ci sono meno contagiati?

    A scanso di equivoci, voglio subito riportare una interpretazione scientifica, e non complottista, per cui in Italia abbiamo registrato più contagiati e, di conseguenza, più morti: “L'inizio dell'epidemia ha avuto lo stesso numero esatto di infezioni in Cina, Italia e altri paesi. La differenza è che la Cina ha bloccato fortemente e rapidamente Wuhan e tutta la regione dell'Hubei 8 giorni prima dell'Italia”. Può sembrare difficile da credere, ma questo accade perché la curva del contagio è esponenziale (ad es. 1 - 2 - 4 - 8 - 16 - 32 … ). Insomma: i cinesi si sono mossi più in fretta e meglio. A sostenerlo un gruppo di ricercatori e di scienziati della Sapienza, che si sono fatti promotori di una lettera aperta ai governi perché siano tempestivi nell'adottare le misure di isolamento necessarie.[3]

    Perché l'Internazionale è in cattiva fede?

    L'internazionale ha inserito un link tra l'articolo di Haski e un articolo del Sole 24 ore sullo stesso argomento[4]. Se il lettore non visita il sito del Sole 24 ore, può avere l'impressione che si tratti di una conferma alla tesi di Haski. In realtà l'articolo citato sostiene il punto di vista opposto: la tesi di delle urne è stata propalata da Radio Free Asia, emittente con sede a Washington, ed è falsa. Si basa su una stima delle urne ordinate per il giorno dei morti (che cadeva ieri, 4 aprile). Ma la pulizia delle tombe in Cina è sospesa fino al 30 aprile. Insomma: l'Internazionale si è presa la responsabilità di pubblicare un articolo che usa un argomento falso, già smentito, non basato sull'epidemiologia e complottista: la più classica delle fake news. Come tutte le fake news, purtroppo, circola molto più velocemente di quanto non facciano i calcoli e le tabelle dei ricercatori.

    Professionisti delle fake news

    Mi spiace dover ricorrere al termine “fake-news”. Fake è solo l'etichetta che una certa propaganda affibbia alle notizie della propaganda avversaria. Si tratta di una prova di forza la cui posta in gioco è il potere di decidere sulla verità. I media accusano spesso la rete e i social di produrre fake news rivendicando al contempo il monopolio dell'informazione corretta e verificata. Così non è, evidentemente; l'articolo diffuso dall'Internazionale ha tutte le caratteristiche di un fake: l'autore non è uno scienziato, critica la scienza ufficiale, non cita alcuna fonte, non propone argomentazioni scientifiche né dati, spaccia per vere informazioni già smentite altrove.

    Danni collaterali della propaganda

    Umberto Eco fu tra i primi a notare che anche i testi narrativi, come le equazioni logiche e tutto ciò che si può pensare senza incappare in una contraddizione, rappresentano un mondo possibile[5]. Qual è il mondo rappresentato da l'Internazionale, se consideriamo gli articoli sulla Cina pubblicati dal principio dell'anno? Prima dell'arrivo dell'epidemia a occidente, i contributi diffusi insinuavano che le misure adottate dalla Cina fossero autoritarie e inefficaci: il 30 gennaio James Hamblin, affermava che “la paura e il panico attuali sembrano legati non tanto al virus, ma alla risposta delle autorità. La natura moderatamente aggressiva del patogeno (sic!) contrasta con il fatto che è in corso la più vasta operazione di quarantena nella storia dell’umanità, per di più in uno stato autoritario”, concludendo che la segregazione avrebbe portato più danni che benefici[6]. In questo modo si è rappresentato un mondo possibile in cui la segregazione è autoritaria e inutile perchéil virus è innocuo. Abbiamo dovuto ricrederci presto e adottare le stesse misure della Cina, così oggi si pubblicano articoli basati su un'equazione diversa, per cui la segregazione è autoritaria e inutile nonostante il virus sia dannoso. Si tratta di un mondo possibile parzialmente contraddittorio col primo. Questo mi sembra un buon criterio per identificare al volo le fake news ideologiche: le sciocchezze propagandate dall'Internazionale sulla Cina non possono essere vere tutte insieme (mentre possono benissimo essere tutte contemporaneamente false). C'è solo da sperare chequesto genere di propaganda non sia costato troppo, in termini di ritardi nel rispondere all'epidemia, conseguenze nefaste sull'economia e vittime...

    1. https://www.internazionale.it/opinione/pierre-haski/2020/03/30/cina-numero-vittime-epidemia

    2. https://www.corriere.it/speciale/esteri/2020/mappa-coronavirus/

    3. https://docs.google.com/document/d/1E5AOOKQrFrhNtl5au1N5FCBqKmJiRtwwUjXIBT2vMSc/edit?usp=sharing

    4. https://www.ilsole24ore.com/art/coronavirus-cina-ha-mentito-numeri-ma-wuhan-non-sono-morte-42mila-persone-ADPepmG?refresh_ce=1

    5. U. Eco, Lector in fabula, Milano, Bompiani, 1979. Nell'articolo “Mondi possibili, logica, semiotica”, Versus n. 19-20, Ugo Volli criticò Eco perché la nozione logica di mondo possibile è di natura formale (non si tratta di mondi “ammobiliati”, con case, città, persone ...). Ritengo che questa versione formale della nozione di mondo possibile sia più che sufficiente a fondare il mio argomento.

    6. https://www.internazionale.it/notizi...na-coronavirus

    La Cina ha nascosto il numero delle vittime? Falso. Ecco perché.
    Una Cina, una Yugoslavia, una Russia, una Corea, una Palestina, un'Irlanda. E zero USA
    Il Mein Kampf è una nota a margine del Manifest Destiny

  10. #120
    Rossobruno cattivone
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    Predefinito Re: Coronavirus

    Per "vecchie abitudini" Arcuri si riferisce alla distruzione della sanità pubblica?



    di Diego Angelo Bertozzi


    Che io sia un poco rompicazzo è fuor di dubbio. Fatta la indispensabile premessa, posso dire che le parole del commissario Arcuri sulla impossibilità di "tornare alle vecchie abitudini" non posso digerirle. Prima di tutto perché le vecchie abitudini sono anche la nostra vita vissuta (abbracci a cari, esposizione condivisa e tattile dei sentimenti, gruppi, assembramenti, natura, divertimento, scambio, politica ecc ecc...) poi perché questa espressione scarica sempre e solo sui singoli la responsabilità della diffusione del virus.


    E se, invece, ci ricordassimo che le "vecchie abitudini" sono le scelte politiche di devastazione della sanità e di tutto ciò che è pubblico in questo Paese?

    Ed è vomitevole questo uso dei morti, del numero dei morti per inchiodarmi a responsabilità che solo in minima parte sono mie. Non ci sono solo morti per covid, ci sono morti, ogni giorno. Ed il silenzio è il miglior rispetto.

    Caro commissario veda di ricordare le "vecchie abitudini" a qualcun altro.
    Notizia del: 07/04/2020

    https://www.lantidiplomatico.it/dett...ca/6123_34093/
    Lottiamo per una giustizia sociale che non sia un favore, ma un diritto - J. D. Perón -

    Il sonno della ragione genera i liberali

 

 
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