SCIPPATA DEL MIO TEMPO LIBERO di A. F.
Riceviamo e volentieri pubblichiamo
«Sono un’impiegata di una media azienda dell’Italia centrale. Ogni giorno mi reco a lavoro con un nulla osta dell’azienda. Tra i miei colleghi c’è forte malumore. Dobbiamo venire a lavorare nonostante tutto.
Tuttavia io non posso uscire di casa per andare a trovare il mio compagno. Non posso uscire di casa per frequentare i miei amici. Non posso uscire di casa per incontrare e discutere con i colleghi del sindacato. Non posso, siccome dei protocolli ostativi e contaddittori allegati al decreto governativo dell’otto marzo non ci si capisce proprio nulla, passeggiare per la mia città (qualcuno infatti per questo è stato denunciato!).
Così, mentre andare a lavoro è un obbligo, malgrado ci si possa ovviamente infettare, non posso andare a mangiare una pizza; non posso andare a prendere un caffè; non posso gestire il mio tempo libero, mi hanno rubato la vita! Sono, come molti altri, agli arresti domiciliari ma con l’obbligo di produrre per l’azienda.
Non so se questa carcerazione a cui siamo sottoposti sia giustificata o meno dall’epidemia di cui si parla, so solo che siamo tutti in una forma morbida di 41bis.
Per quanto tempo ancora potremo sopportare questo calvario?».
A. F.
12 marzo 2020
https://www.sollevazione.it/2020/03/...ro-di-a-f.html





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