Abbiamo commesso degli errori. Non c'è dubbio, ma ci sono errori veri ed errori che non possono veramente essere definiti tali. Anche perchè questa è una situazione nuova in assoluto per l'epoca moderna. Sono centinaia di anni che non si ha a che fare con una vera epidemia e si affrontano cose assolutamente nuove.
Ma andiamo con ordine.
Il primo grave errore è stata la sottovalutazione. E la cosa assurda è che abbiamo sottovalutato più e più volte.
Per esempio abbiamo sottovalutato la capacità di diffusione del virus e, nonostante gli esperti ci mettessero in guardia, non abbiamo considerato che fosse ovvio che quando era scattato l'allarme il virus fosse già uscito dalla Cina. Basta ragionare sulla tempistica per rendersene conto.
La Cina aveva migliaia di contagiati.... quanto tempo era passato da che era cominciata? Oggi gli esperti dicono che il virus raddoppia ogni 4 giorni. Quindi dal primo contagiato sono passati 4 giorni quando sono diventati 2. Poi altri 4 giorni ed erano 4. Dopo 12 giorni erano 8...... ma è probabile si fosse diffuso in qualche agglomerato rurale e ne sarà stato rallentato. Ma già così è evidente che ci è voluto tempo prima che ci fossero un numero di contagiati significativo da allarmare l'oculista cinese che comincia a vedere un numero sempre crescente di persone con problemi agli occhi. Allarme, quello lanciato dall'oculista, che i cinesi hanno rifiutato e represso.... quindi prima che i cinesi abbiano dato l'allarme è sicuro che siano passati mesi.
E ce ne siamo accorti anche noi col primo contagio a Codogno. Mai trovato il paziente zero perchè il paziente 1 non era l'1. Ma non solo, quando lo abbiamo trovato l'epidemia era già uscita da lì e si era già diffusa nelle zone circostanti. E siccome si diffonde per lo più in modo silente, quando esplode significa che vi è già un numero notevole di contagiati impossibile da contenere se non con misure drastiche.




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