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  1. #1
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    Predefinito Chi NON si ferma è perduto



    Ha ragione, ci dicono lavora , lavora, lavora, produci produci produci produci e consuma tutto, non fermarti mai poi basta un virus come il covid19 che siamo tutti in mutande (meno quelli al vertice della piramide che ci hanno inculcato questi disvalori) . Bisogna ripensare tutto il sistema!

  2. #2
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    Predefinito Re: Chi NON si ferma è perduto

    Citazione Originariamente Scritto da Murru Visualizza Messaggio

    Ha ragione, ci dicono lavora , lavora, lavora, produci produci produci produci e consuma tutto, non fermarti mai poi basta un virus come il covid19 che siamo tutti in mutande (meno quelli al vertice della piramide che ci hanno inculcato questi disvalori) . Bisogna ripensare tutto il sistema!

    idee ragionevoli che ho sempre apprezzato. chi si ricorda le polemiche, (anche qui sul forum), sull'apertura di negozi e supermercati 24 ore al giorno 365 giorni l'anno, pena la catastrofe economica mondiale? un banale esempio, ma che la dice lunga sul pensiero dominante e condiviso, anche tra gli schiavi.

  3. #3
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    Predefinito Re: Chi NON si ferma è perduto

    Io non condivido il finale: smettere di lavorare.
    Ammettiamo che si riesca a evolvere la società in un modello di vita più semplice, come era cent'anni fa (è quello che faccio io, letteralmente).
    Si torna a vivere nelle campagne, si ripopolano le case abbandonate per inseguire il miraggio del benessere (inseguimento quasi obbligato dallo stato delle cose nei decenni passati).
    Innanzitutto servono molti meno soldi per vivere: i soldi servono per pagare le bollette di fatto e quello che non puoi autoprodurre.
    Ma devi sempre lavorare, anche in questi giorni che li passiamo sul computer.
    Se non lavori non esci nemmeno dall'uscio di casa che ti trovi un muro di ortiche o di rovi subito fuori dalla porta.
    La vita semplice, in realtà, è fatta di lavoro.
    Per fare meno fatica, ti servono i mezzi meccanici.
    E i mezzi meccanici costano, non centinaia di euro e basta, di più.
    E consumano gasolio, che devi comperare coi soldi altrimenti è tutto fermo.
    Grazie a Dio, a casa abbiamo metà di quello che consumiamo.
    Ma ci vuole fatica e lavoro per avere quella metà, e per lavorare ti servono assolutamente i mezzi che fabbricano le industrie meccaniche, e per far girare quei mezzi serve combustibile e manutenzione.
    Io, fino al 3 aprile sono a casa da scuola. Pagato. E ogni giorno lavoro qualche ora.
    Ho la pelle delle mani come il cuoio, e nonostante ciò sono pieno di taglietti (ma non mi fanno male).
    Insomma, per farla breve:
    1) qualunque sia il modello produttivo, senza il lavoro abbiamo davanti solo lo spettro della miseria
    2) un ritorno ad un modello di vita più semplice, più "arretrato", è la salvezza della nazione.
    Il motto delle antiche corporazioni di Viterbo diceva:
    "Bisogna vivere come si morisse domani, e lavorare come si vivesse mille anni."
    Il disarmo è l'espediente per togliere agli aggrediti la possibilità di difendersi dagli aggressori sfruttando la dabbenaggine di massa.

  4. #4
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    Predefinito Re: Chi NON si ferma è perduto

    Citazione Originariamente Scritto da Menelik Visualizza Messaggio
    Io non condivido il finale: smettere di lavorare.
    Ammettiamo che si riesca a evolvere la società in un modello di vita più semplice, come era cent'anni fa (è quello che faccio io, letteralmente).
    Si torna a vivere nelle campagne, si ripopolano le case abbandonate per inseguire il miraggio del benessere (inseguimento quasi obbligato dallo stato delle cose nei decenni passati).
    Innanzitutto servono molti meno soldi per vivere: i soldi servono per pagare le bollette di fatto e quello che non puoi autoprodurre.
    Ma devi sempre lavorare, anche in questi giorni che li passiamo sul computer.
    Se non lavori non esci nemmeno dall'uscio di casa che ti trovi un muro di ortiche o di rovi subito fuori dalla porta.
    La vita semplice, in realtà, è fatta di lavoro.
    Per fare meno fatica, ti servono i mezzi meccanici.
    E i mezzi meccanici costano, non centinaia di euro e basta, di più.
    E consumano gasolio, che devi comperare coi soldi altrimenti è tutto fermo.
    Grazie a Dio, a casa abbiamo metà di quello che consumiamo.
    Ma ci vuole fatica e lavoro per avere quella metà, e per lavorare ti servono assolutamente i mezzi che fabbricano le industrie meccaniche, e per far girare quei mezzi serve combustibile e manutenzione.
    Io, fino al 3 aprile sono a casa da scuola. Pagato. E ogni giorno lavoro qualche ora.
    Ho la pelle delle mani come il cuoio, e nonostante ciò sono pieno di taglietti (ma non mi fanno male).
    Insomma, per farla breve:
    1) qualunque sia il modello produttivo, senza il lavoro abbiamo davanti solo lo spettro della miseria
    2) un ritorno ad un modello di vita più semplice, più "arretrato", è la salvezza della nazione.
    Il motto delle antiche corporazioni di Viterbo diceva:
    "Bisogna vivere come si morisse domani, e lavorare come si vivesse mille anni."
    Tutto giusto. Ma lui col "smettere di lavorare" intende più il lavorare per vivere che vivere per lavorare e consumare che è quello che accade oggi. Infatti lui mica sta con le mani in mano, lavora eccome.

  5. #5
    Non confondermi con Salvo
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    Predefinito Re: Chi NON si ferma è perduto

    Citazione Originariamente Scritto da Menelik Visualizza Messaggio
    Io non condivido il finale: smettere di lavorare.
    Ammettiamo che si riesca a evolvere la società in un modello di vita più semplice, come era cent'anni fa (è quello che faccio io, letteralmente).
    Si torna a vivere nelle campagne, si ripopolano le case abbandonate per inseguire il miraggio del benessere (inseguimento quasi obbligato dallo stato delle cose nei decenni passati).
    Innanzitutto servono molti meno soldi per vivere: i soldi servono per pagare le bollette di fatto e quello che non puoi autoprodurre.
    Ma devi sempre lavorare, anche in questi giorni che li passiamo sul computer.
    Se non lavori non esci nemmeno dall'uscio di casa che ti trovi un muro di ortiche o di rovi subito fuori dalla porta.
    La vita semplice, in realtà, è fatta di lavoro.
    Per fare meno fatica, ti servono i mezzi meccanici.
    E i mezzi meccanici costano, non centinaia di euro e basta, di più.
    E consumano gasolio, che devi comperare coi soldi altrimenti è tutto fermo.
    Grazie a Dio, a casa abbiamo metà di quello che consumiamo.
    Ma ci vuole fatica e lavoro per avere quella metà, e per lavorare ti servono assolutamente i mezzi che fabbricano le industrie meccaniche, e per far girare quei mezzi serve combustibile e manutenzione.
    Io, fino al 3 aprile sono a casa da scuola. Pagato. E ogni giorno lavoro qualche ora.
    Ho la pelle delle mani come il cuoio, e nonostante ciò sono pieno di taglietti (ma non mi fanno male).
    Insomma, per farla breve:
    1) qualunque sia il modello produttivo, senza il lavoro abbiamo davanti solo lo spettro della miseria
    2) un ritorno ad un modello di vita più semplice, più "arretrato", è la salvezza della nazione.
    Il motto delle antiche corporazioni di Viterbo diceva:
    "Bisogna vivere come si morisse domani, e lavorare come si vivesse mille anni."
    A me non pare vero che si torni allo stile di vita di 100 anni fa. Magari si tornasse alle campagne, a uno stile di vita sano, meno consumistico, più rispettoso dei valori sacri e spirituali, non se ne può più della sbornia del materialismo e della produttività a tutti i costi.

    Lavorare come se si vivesse mille anni? MA PUSSA VIA!!!!
    «Ogni donna impudica sarà calpestata come sterco nella via. Molti per aver mirata la bellezza di donne altrui diventarono reprobi. Il trattenersi con lei è come fuoco fiammante». No, non è il Corano, ma la sacra Bibbla (Siracide 9, 10-11)

  6. #6
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    Predefinito Re: Chi NON si ferma è perduto

    Cento anni fa i bambini non andavano mica tanto a scuola: terza elementare e poi al lavoro nei campi.
    Cento anni fa, se chiamavi il medico, quello arrivava sì, ma quando e se poteva, sul biroccio. Non c'erano mica gli antibiotici, ti curavano a clisteri e pozioni. Il dentista era poco più di un cavadenti.
    Cento anni fa mangiavi polenta e saracca. Ms la saracca era una per tutta la famiglia, e ci strofinavi sopra la polenta per farle prendere sapore.
    Cento anni fa lavavi i panni a mano e poi aspettavi che asciugassero al sole, sempre che il sole ci fosse.
    Cento anni fa il trapano era a mano, come tanti attrezzi agricoli.
    Se volete tornare a cento anni fa, sappiate che si viveva così, e preferisco non dirvi quale era la vita media, perché non voglio farvi preoccupare.

  7. #7
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    Predefinito Re: Chi NON si ferma è perduto

    Citazione Originariamente Scritto da salve Visualizza Messaggio

    Lavorare come se si vivesse mille anni? MA PUSSA VIA!!!!
    Certo, invece.
    I lavori devono essere fatti per restare dopo di noi, non con la mentalità dell'usa&getta.
    Ti faccio un esempio tanto per farti capire cosa intendo dire con "lavorare come si vivesse 1000 anni":
    una dozzina d'anni fa ho fatto una ricerca, uno studio, su un acquedotto nell'Orvietano scavato in epoca etrusca (così, a stucco V secolo a.C.), restaurato in epoca romana, e in cui è stata aperta una diramazione a un centinaio di metri dall'ingresso con opere idrauliche alla fine del 1800. L'acquedotto ha fornito acqua fino agli anni 60 del secolo scorso, quando è stato sostituito da un pozzo che pesca a 120 mt di profondità.
    Tuttora esce acqua, estate e inverno, non molta, la portata minima sarà 5 lt al secondo.
    Un'opera fatta non meno di 2500 anni fa ha fornito acqua per vivere alle generazioni fino a mezzo secolo fa.
    Ecco cosa significa lavorare come si vivesse 1000 anni !!!!!!
    Io ci sono stato dentro parecchie volte, ho fatto il rilievo topo, le analisi chimiche, di radioattività, in quei meandri, nella volta illuminata dalla lampada dove si vedono ancora le picconate di due millenni e mezzo fa con le nicchie per le lampade ad olio, è come se quegli ingegneri ti parlassero, perchè nulla è eterno sulla Terrra, ma noi passiamo, e lui resta a parlare di uomini artefici di un'opera così ardimentosa e complessa vissuti tanto tanto tempo fa. Lo capisci ? Bisogna sentirselo dentro ed essere disponibili ad ascoltare oltre il suono materiale dell'acqua che fluisce nella canaletta.
    Mi sovviene una canzone mezzo rap casareccio, che dice:
    "Al tempo della Storia/quando veramente scrivevamo/col pensiero all'Eterno, e l'Arte pe' le mano".
    (Mano non è un errore grammaticale, ma il dialetto vivo figlio del latino - manus della quarta coniugazione, plurale: manus, da cui il dialetto vivo odierno: una mano, due mano).
    Capisci la grandezza di chi ci ha preceduto ? La nostra storia così nobile e tragica ? Ecco. Non ho altro da dire.
    Il disarmo è l'espediente per togliere agli aggrediti la possibilità di difendersi dagli aggressori sfruttando la dabbenaggine di massa.

  8. #8
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    Predefinito Re: Chi NON si ferma è perduto

    Citazione Originariamente Scritto da standing bull Visualizza Messaggio
    Cento anni fa i bambini non andavano mica tanto a scuola: terza elementare e poi al lavoro nei campi.
    Cento anni fa, se chiamavi il medico, quello arrivava sì, ma quando e se poteva, sul biroccio. Non c'erano mica gli antibiotici, ti curavano a clisteri e pozioni. Il dentista era poco più di un cavadenti.
    Cento anni fa mangiavi polenta e saracca. Ms la saracca era una per tutta la famiglia, e ci strofinavi sopra la polenta per farle prendere sapore.
    Cento anni fa lavavi i panni a mano e poi aspettavi che asciugassero al sole, sempre che il sole ci fosse.
    Cento anni fa il trapano era a mano, come tanti attrezzi agricoli.
    Se volete tornare a cento anni fa, sappiate che si viveva così, e preferisco non dirvi quale era la vita media, perché non voglio farvi preoccupare.
    Io vivo con lo stile di vita di 100 anni fa.
    E ho due trattori.
    E sono un chimico.
    E...ecc...ecc...
    Cerca di capire OLTRE le parole. Dai. Ho stima di te, so che non sei stupido nè superficiale.
    Il disarmo è l'espediente per togliere agli aggrediti la possibilità di difendersi dagli aggressori sfruttando la dabbenaggine di massa.

  9. #9
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    Predefinito Re: Chi NON si ferma è perduto

    Citazione Originariamente Scritto da Menelik Visualizza Messaggio
    Io vivo con lo stile di vita di 100 anni fa.
    E ho due trattori.
    E sono un chimico.
    E...ecc...ecc...
    Cerca di capire OLTRE le parole. Dai. Ho stima di te, so che non sei stupido nè superficiale.
    Non era una critica a te, ma un richiamo a fare attenzione. Poi tu lo avevi già detto chiaramente che servono le aziende meccaniche e serve il gasolio (o altro carburante).
    Insomma, le città e le fabbriche servono sempre, e ... meglio non decrescere.
    È solo così che puoi scegliere il tipo di vita che vuoi fare.

  10. #10
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    Predefinito Re: Chi NON si ferma è perduto

    Citazione Originariamente Scritto da standing bull Visualizza Messaggio

    Non era una critica a te, ma un richiamo a fare attenzione. Poi tu lo avevi già detto chiaramente che servono le aziende meccaniche e serve il gasolio (o altro carburante).
    Insomma, le città e le fabbriche servono sempre, e ... meglio non decrescere.
    È solo così che puoi scegliere il tipo di vita che vuoi fare.

    certo che serviranno le fabbriche e la produzione di beni e servizi. è interessante capire le quantità e i consumi, cosa va evitato e cosa va aumentato. già 50 anni fa, la meccanizzazione nelle campagne, aveva quasi tolto del tutto la fatica e il sudore che caratterizzavano quel lavoro. i trattori e le macchine che lavoravano allora, sono ancora efficienti e funzionanti; avevano però un particolare non da poco, non si rompevano mai e se capitava, qualunque meccanico sapeva farle ripartire. ora con le nuove ciò non accade più, perchè la sofisticazione della elettronica le ha rese fragili e i costi sono saliti alle stelle.

    così se estendi tale concetto agli elettrodomestici, caldaie, utensili, etc. avevi delle durate e costi di manutenzione che sono incomparabili con quello che viene prodotto oggi con la obsolescenza programmata.
    si tratta insomma di un altra ottica in cui vanno visti produzione e consumi.

 

 
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