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iancarlo Tulliani nega di essere il vero proprietario della casa di Montecarlo. Nega pure il più illustre cognato, il quale fa evocare dossier, documenti falsi e servizi segreti, accreditandosi come vittima di una campagna scandalistica che mira a distruggerlo. Niente di nuovo, si potrebbe dire. Senonché Fini tramite i suoi uomini ha deciso di coinvolgere il Copasir, ovvero il comitato parlamentare per la sicurezza, un organismo presieduto da Massimo D’Alema col compito di vigilare sui complotti ai danni del nostro Paese. Che le vicende immobiliari del presidente della Camera fossero un affare di Stato certo non me lo sarei mai immaginato. Da quel che è dato capire, la mobilitazione dell’importante apparato si è resa necessaria in conseguenza della lettera che ieri abbiamo pubblicato. Ripreso da un giornale di Santo Domingo e finora non smentito, dunque da considerarsi autentico fino a prova contraria, l’atto proverebbe che il cognato di Gianfranco è il proprietario occulto del quartierino monegasco. Tanto è bastato per indurre Carmelo Briguglio, esponente di spicco di Futuro e Libertà, a invocare «l’uso della nostra intelligence a tutela delle massime cariche della Repubblica». Secondo la testa d’uovo finiana, anziché inseguire gli estremisti islamici o anche solo quelli nostrani, gli 007 italiani dovrebbero mettersi alla caccia del sottoscritto e di altri... [continua]
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