
Originariamente Scritto da
don Peppe
questo bar a piazza municipio, vicino al teatro Mercadante, che ha chiuso da quasi un anno, ed aveva aperto circa sette anni fa, e primaè stato per due anni un negozio di vestiti che mi risulta(non sono sicuro al 100%) appartenente allo stesso imprenditore intervistato, che apparentemente ha meno di trenta anni, è di pianura, quartiere dove non esistono persone ricchissime, e non ho mai capito dove abbia preso i capitali per aprire un'attività del gere, in un locale che costa come minimo diecimila euro al mese di affitto, iniziando poco più che ventenne, si trovava in un punto in cui nel raggio di cinquanta metri di distanza, si trovavano e si trovano ancora ben nove bar, che allungando il raggio a cento metri diventano dodici, tutti con personale almeno all'80% italiano, di stranieri in questi bar lavorano solo due senegalesi nel bar allangolo tra via de Pretis e via Melisurgo, un'ucraina ed una messicana nel bar all'angolo tra calata san Marco e via Medina, un filippino nel bar a piazza municipio tra la farmacia Londra e la pizzetteria, ed una venezuelana in un bar bar di via Melisurgo, fino ad un paio di anni fa lavorava anche un russo, ma a Napoli fin da bambino, tanto che ho scoperto solo di recente che era russo, prima pensavo fosse napoletano, gli altri dipendenti dei bar circa una cinquantina di persone, sono di nazionalità italiana, ma nessuno dei proprietari passa la vita a lamentrsi ed a lasciare interviste sui giornali e sui canali youtube del fatto che i giovani non avevano voglia di lavorare e che il reddito di cittadinanza aveva aumentato la difficoltà di trovare lavoratori, evidentemente negli altri bar non preendono che i propri dipendenti lavorino dalle sei e mezzo di mattina fino alle undici di sera o anche oltre, dato che questi erano gli orari di apertura di quel bar, rinunciando a vivere, ad avere un poco di tempo da dedicare alla famiglia ed altro, glia ltri bar della zona la sera chiudono, fatta eccezzione per il bar all'incorcio tra via de pretis, via de gasperi e via melisurgo, dove lavorano anche i due senegalesi, che è aperto 24 ore su 24 praticamente tutto l'anno, ma in questo bar i lavoratori tra cui anche i titolari si alternano con turni di lavoro umani, che gli permettono anche di dedicare un poco di tempo alla famiglia, più unaltro bar che si trova a via melisurgo ed ha anche funzione di piccolo teatrino, dove spesso la sera si tengono spettacoli di cabaret, ma anche inquesto caso esiste una turnazione tra i dipendenti che consente orari di lavoro sopportabili, ma se si prentende che i dipendenti lavorino dodici ore al giorno, compresi sabato e domenica, iniziando con ottocento euro al mese, che potenzialmente in futuro protrebbero arrivare a milleduecento, rinunciando a vedere la famiglia, a rilassarsi, guardare la televisione, o avere qualsiasi attività di svago, fatta eccezzione per la notte di natale e capodanno, è chiaro che diventa difficile trovare personale in queste condizioni.