



No, servire è un atto di carità, cioè di amore. Mio padre per esempio detesta la parte stanza da bagno, ma quando è bello vestito, profumato, rasato e fresco di shampo, lo inondo di complimenti e baci su quanto è elegante e piacevole da guardare! E lui fa il pavone.


se la società occidentale sta andando in malora, lo deve al fatto di aver cancellato il concetto che hai espresso.
il "vietato vietare" e il libertinaggio senza limiti, hanno maturato i loro frutti velenosi in ogni ambito della società e delle coscienze, ormai incapaci di distinguere il lecito e il senso del male procurato a se stessi e agli altri


Temo che non abbia capito. Stiamo parlando qui dei morti nelle case di riposo, le RSA gli EMS EHPAD etc.. proprio quei luoghi dove dovevano essere protetti, al riparo, fuori dal girone infernale. Appunto perché questo virus - e da oggi lo chiamerò solo virus, non gli darò più il suo nome, troppo onore per un killer - ammazza prevalentemente le persone deboli che si trovano poi essere gli anziani. O i malati cronici. Uno studio in Francia dice che il virus fa una strage tra le persone obese... Ma per tornare in soggetto, rammaricavo che i nostri vecchi siano rinchiusi nelle rsa in balia del virus, mentre dovrebbero essere con noi nelle nostre case, almeno il tempo che passi la tempesta.


ovviamente è un dovere morale. i miei genitori mi hanno cresciuto, mi hanno permesso di fare quello che mi pareva (ovviamente ero "formato", quindi non avevano bisogno di particolari proibizioni o atti di forza) e mi hanno economicamente sostenuto negli studi senza farmelo pesare (almeno mio padre, mia madre era rompicoglioni). non hanno voluto "cocchi di mamma" e sia io che mio fratello abbiamo sempre avuto da fare in casa nonostante ci fosse qualcuno per le pulizie e lavare i panni. quando è stato il momento di andarmene non ho avuto problemi a gestire una casa da solo (vabbè, a stirare le camicie non sono mi stato capace).
non è una questione di "valori perduti", perchè ci sono sempre stati uomini che in vita loro non hanno mai fatto nulla per curare qualcuno o badare alla casa, considerato lavoro muliebre. ecco, è una stronzata. quando sento quelli che vorrebbero reintrodurre la leva così i giovani imparano a farsi il letto rispondo che mio nonno di guerre se ne è fatte due ma nessuno lo ha mai visto farsi il letto. mia nonna oltre a lavorare tutto il giorno si occupava dei figli e della casa, mio nonno dopo il lavoro (lo stesso di mia nonna) andava al bar.
tornando all'accudimento mi è venuto naturale fare queste cose (mio fratello è medico e le fa meccanicamnete, io mi sono dovuto applicare un po' i più). l'unica volta che mi sono ribellato in questo senso è stato quando mia madre pretendeva che mi occupassi di mia nonna con l'alzheimer nel mio periodo finale in università. mi sono nettamente rifiutato perchè poteva farlo lei (era a casa in pensione) e c'era la badante. se serve occasionalmente OK, ma non sistematicamente perchè lei non aveva voglia e non voleva chiedere a sua sorella una mano in quanto avevano litigato. notare che non era una questione di soldi che non mancavano, ma solo di tempo e fatica personale.


sostanzialmente d'accordo, tuttavia riguardo la reintroduzione del servizio militare, non va inteso come imparare a fare da se il letto, ma cominciare a dire signorsì a qualcuno che magari detesti. il senso dell'obbedienza e lo stare agli ordini di qualcun altro, è sostanzialmente scomparso in molti giovani, avendo questi la sfortuna di avere genitori, che li hanno accontentati in ogni loro desiderio, formando così delle personalità fragili e pretenziose, destinate ad avere non pochi problemi nelle relazioni con gli altri.


Ogni situazione é diversa dalle altre. Mio padre é rimasto vedovo a 93 anni (non era mia madre). Lucidissimo e quasi autosufficiente, ha espresso il desiderio di rimanere nella sua casa. Badante fissa per un periodo, poi sono iniziati i problemi motori, non ha voluto venire a stare da noi e ha preferito la casa di riposo, nella quale era stata per un breve periodo la moglie. E' vissuto serenamente per altri tre anni, fino alla fine del 2018, assistito e riverito, con mie visite settimanali, in una struttura che, fra l'altro, non è stata minimamente colpita dalla strage causata dal coronavirus. Qualsiasi assistenza domiciliare avrebbe dato risultati peggiori.


per le RSA ci sono posti belli e brutti, come potrebbe essere orribile stare a casa magari con molte barriere architettoniche o in balia di parenti serpenti o badanti naziste.
le sfaccettature sono infinite.
mio padre poteva permettersene uno in svizzera, ma non ha avuto bisogno di andare in un posto del genere. diciamo che non ci abbiamo pensato perchè stava a casa con noi e in gamba fino agli ultimi 6 mesi, quando ha cominciato ad avere molti più problemi di deambulazione e quindi ad andare in bagno da solo (presa badante h24). nelle ultime settimane pensavamo in un'hospis per via dei dolori lancinanti dovuti al diabete (ormai un piede era andato e non era operabile vista l'età), ma ci ha pensato da solo ad avere un coccolone mentre leggeva il giornale in ospedale, durante un ricovero per l'ennesima infezione.
mia madre invece, 5 anni prima, è stata fulminea. da quando in vacanza ha detto: "oggi non sto molto bene, mi manca il fiato" a quando se ne è andata, sono passati 59 giorni. io ci metterei la firma per una cosa così.


tuo padre ha fatto da servo a te quando sei nato e fino a quando sei stato sulle sue spalle. E poi usare questo termine "servo" mi fa schifo, perchè invece tuo padre vorrebbe avere voi come compagnia dei ssuoi ultimi anni da vivere.
Invecchierai anche tu e forse capirai quanto le parole che hai scritto qua sopra sono brutte
se fai le cose come gli altri poi diventi come gli altri - Charles Bukowsky


io sono figlio unico, avrei molto, molto sofferto di vedere mia madre in una RSA. La volevo vicina a me per i suoi ultimi anni. Ma non sai mai come fare, in effetti, perchè invecchiando si diventa per forza un po' chiusi e anche egoisti, è la tua fragilità ad obbligarti ad esserlo. A 30 anni non lo eri.
se fai le cose come gli altri poi diventi come gli altri - Charles Bukowsky