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  1. #41
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    Predefinito Re: Effetti collaterali del coronavirus.

    Citazione Originariamente Scritto da incerto Visualizza Messaggio
    @FrancoAntonio quello che chiederà Zaia lo valuterò al momento, per ora l'importante che qualcuno continui a togliere la terra sotto i piedi allo "statista con gli occhiali", che pur essendo al governo e preso dal delirio di onnipotenza, ha mandato affanculo un progetto con tutte le promesse fatte in campagna elettorale, solo perchè i sondaggi lo davano alk 38% e Zingaretti gli aveva assicurato di andare al voto. Un vero "statista"!
    quello che fa un politico lo si vede sulla distanza, cioè su una legislatura e Salvini ha potuto fare pochissimo di quello che era nel suo programma in 9 mesi di governo litigiosissimo e

    io ti avverto che Zaia è federalista

    Intendiamoci io sono per il federalismo magari alla tedesca o anche alla spagnola, sarei contentissimo

  2. #42
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    Predefinito Re: Effetti collaterali del coronavirus.

    Citazione Originariamente Scritto da FrancoAntonio Visualizza Messaggio
    quello che fa un politico lo si vede sulla distanza, cioè su una legislatura e Salvini ha potuto fare pochissimo di quello che era nel suo programma in 9 mesi di governo litigiosissimo e

    io ti avverto che Zaia è federalista

    Intendiamoci io sono per il federalismo magari alla tedesca o anche alla spagnola, sarei contentissimo
    Hai perfettamente ragione sul fatto che un politico si vede sulla distanza! A meno che lo stesso politico sia così pirla, da tagliarseli da solo mandando affanculo il governo dove è, solo perchè i sondaggi lo davano al 38% e Zingaretti gli aveva assicurato di andare al voto. Veramente uno "statista"!

  3. #43
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    Predefinito Re: Effetti collaterali del coronavirus.

    Citazione Originariamente Scritto da incerto Visualizza Messaggio
    @FrancoAntonio quello che chiederà Zaia lo valuterò al momento, per ora l'importante che qualcuno continui a togliere la terra sotto i piedi allo "statista con gli occhiali", che pur essendo al governo e preso dal delirio di onnipotenza, ha mandato affanculo un progetto con tutte le promesse fatte in campagna elettorale, solo perchè i sondaggi lo davano alk 38% e Zingaretti gli aveva assicurato di andare al voto. Un vero "statista"!
    Punto primo:
    chi ha mandato affanculo un progetto sono stati i 5stelle da quando si sono messi a fare feroce opposizione al loro alleato Salvini, e questo è successo almeno un mese prima delle Europee, segno che qualche contatto ci dev'essere stato, e si è appalesato successivamente con l'assist alla Von Leyen. 2+2 fa 4, o no ?
    Punto secondo:
    Salvini è colpevole di aver creduto alle parole di Zingaretti e Renzi, che si sarebbe andati al voto. E' stato credulone, ingenuo. E questo per me è una aggravante, cioè non aver agito con intento doloso, con la logica di un serpente a sonagli, ma da tordo, cascando nella trappola. Per me questo è grave, indiscutibilmente.
    Lo scopo di Salvini era scrollarsi di dosso Toninelli e la Trenta. Quest'ultima, in particolare, conduceva una feroce campagna contro Salvini: lui faceva, lei disfaceva. La Trenta era ministro della difesa. La Von Leyen, prima di diventare quello che è adesso, era ministro della difesa del governo tedesco. Sarà un caso ? Erano in contatto da prima ? Che dietro le operazioni delle ong nel giugno-luglio 19 ci fosse il governo tedesco, nella persona di Seehofer, non c'è dubbio. Solo in Italia non hanno trasmesso le interviste. E contemporaneamente la Trenta agiva mettendo in difficoltà ancora di più Salvini, e non l'ha fatto per puro caso o spinta da chissà quali ideali....era tutto concertato. E Seehofer ha bloccato, impedito, il trasferimento degli Africani in Baviera tenedoli inchiodati davanti a Lampedusa per mettere Salvini in difficoltà assieme alla Trenta, ministro dello stesso ministero della Von Leyen.
    2+2 fa 4.
    Comunque Salvini c'è cascato nel trappolone, s'è comportato da tordo.
    I Tedeschi probabilmente si aspettavano un certo numero di mesi di resistenza e tentativi, e saranno stati presi alla sprovvista alla facilità con cui Salvini ha abboccato all'amo.
    Del resto da uno che va a suonare il campanello 3-4 giorni prima delle elezioni facendo una cappella così grossa davanti ad una folla........
    Decisamente Salvini non è figlio di Machiavelli.
    Per stare in politica la dote principale è essere fetenti dentro l'animo.
    Essere animato da buoni propositi, ma la prassi è da fetenti.
    Cioè devi essere un gran bel figlio di puttana.
    Il disarmo è l'espediente per togliere agli aggrediti la possibilità di difendersi dagli aggressori sfruttando la dabbenaggine di massa.

  4. #44
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    Predefinito Re: Effetti collaterali del coronavirus.

    Citazione Originariamente Scritto da Menelik Visualizza Messaggio
    Punto primo:
    chi ha mandato affanculo un progetto sono stati i 5stelle da quando si sono messi a fare feroce opposizione al loro alleato Salvini, e questo è successo almeno un mese prima delle Europee, segno che qualche contatto ci dev'essere stato, e si è appalesato successivamente con l'assist alla Von Leyen. 2+2 fa 4, o no ?
    Punto secondo:
    Salvini è colpevole di aver creduto alle parole di Zingaretti e Renzi, che si sarebbe andati al voto. E' stato credulone, ingenuo. E questo per me è una aggravante, cioè non aver agito con intento doloso, con la logica di un serpente a sonagli, ma da tordo, cascando nella trappola. Per me questo è grave, indiscutibilmente.
    Lo scopo di Salvini era scrollarsi di dosso Toninelli e la Trenta. Quest'ultima, in particolare, conduceva una feroce campagna contro Salvini: lui faceva, lei disfaceva. La Trenta era ministro della difesa. La Von Leyen, prima di diventare quello che è adesso, era ministro della difesa del governo tedesco. Sarà un caso ? Erano in contatto da prima ? Che dietro le operazioni delle ong nel giugno-luglio 19 ci fosse il governo tedesco, nella persona di Seehofer, non c'è dubbio. Solo in Italia non hanno trasmesso le interviste. E contemporaneamente la Trenta agiva mettendo in difficoltà ancora di più Salvini, e non l'ha fatto per puro caso o spinta da chissà quali ideali....era tutto concertato. E Seehofer ha bloccato, impedito, il trasferimento degli Africani in Baviera tenedoli inchiodati davanti a Lampedusa per mettere Salvini in difficoltà assieme alla Trenta, ministro dello stesso ministero della Von Leyen.
    2+2 fa 4.
    Comunque Salvini c'è cascato nel trappolone, s'è comportato da tordo.
    I Tedeschi probabilmente si aspettavano un certo numero di mesi di resistenza e tentativi, e saranno stati presi alla sprovvista alla facilità con cui Salvini ha abboccato all'amo.
    Del resto da uno che va a suonare il campanello 3-4 giorni prima delle elezioni facendo una cappella così grossa davanti ad una folla........
    Decisamente Salvini non è figlio di Machiavelli.
    Per stare in politica la dote principale è essere fetenti dentro l'animo.
    Essere animato da buoni propositi, ma la prassi è da fetenti.
    Cioè devi essere un gran bel figlio di puttana.
    Posso sintetizzare il tuo scritto, che condivido in buona parte, con un semplice: E' UNO "STATISTA"!
    E l'Italia dovrebbe affidare il timone ad un così?

  5. #45
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    Predefinito Re: Effetti collaterali del coronavirus.

    1° effetto collaterale coronavirus: ulteriore crescita della burocrazia.

    Qualcosa già s'è visto: le giustifiche per andare a comprare il giornale (fino a 4-5 modelli diversi e che si annullavano a vicenda), perché c'è l'obbligo dei domiciliari per tutti; l'app IMMUNI con l'esortazione facoltativa, e tutto quello che seguirà, è un altro allarme. Ma ciò che spetterà alle aziende - e che graverà molto di più sulle piccole, peggio sulle micro e non trovo aggettivi sugli artigiani - sarà inimmaginabile. Ovviamente i Medici Consulenti (medici del lavoro) serviranno a poco data l'iperplasia normativa, così sarà necessario destinare altri scaffali alle carte. Tutto questo peserà ancora di più sul CLUP.

  6. #46
    Date e vi sarà chiesto.
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    Predefinito Re: Effetti collaterali del coronavirus.

    Citazione Originariamente Scritto da incerto Visualizza Messaggio
    Hai perfettamente ragione sul fatto che un politico si vede sulla distanza! A meno che lo stesso politico sia così pirla, da tagliarseli da solo mandando affanculo il governo dove è, solo perchè i sondaggi lo davano al 38% e Zingaretti gli aveva assicurato di andare al voto. Veramente uno "statista"!
    Hai ragione! I veri statisti in effetti li vediamo... otre 30 anni che governano con giochi di palazzo! Presidenti del consiglio che se si prendono i pieni poteri... contro chi li chiedeva. Impara Salvini!
    Non c'è uomo così virtuoso che, se dovesse sottoporre tutti i suoi pensieri e tutte le sue azioni al giudizio della legge, non meriterebbe di essere impiccato dieci volte nella vita.
    Michel de Montaigne

  7. #47
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    Predefinito Re: Effetti collaterali del coronavirus.

    Citazione Originariamente Scritto da Entropia Visualizza Messaggio
    Hai ragione! I veri statisti in effetti li vediamo... otre 30 anni che governano con giochi di palazzo! Presidenti del consiglio che se si prendono i pieni poteri... contro chi li chiedeva. Impara Salvini!
    No no. Hai ragione tu. Negli ultimi 30 anni, a partire da Berlusconi, abbiamo avuto solo "statisti". E' per quello che non voto da molti anni.
    Salvini è un dilettante allo sbaraglio.

  8. #48
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    Predefinito Re: Effetti collaterali del coronavirus.

    “DA QUANDO HA FATTO CADERE IL GOVERNO CONTE, SALVINI NON NE HA AZZECCATA PIÙ UNA” - COME DAGOANTICIPATO, CRESCE IL MALUMORE VERSO IL “TRUCE” DEI VERTICI DELLA LEGA, CHE CALA ANCORA NEI SONDAGGI (POCO SOPRA IL 25%) - “IL PROBLEMA DI MATTEO È ANCHE CHI LO CIRCONDA. GIOVANI CACICCHI TUTTI TWEET E DISTINTIVO, GENTE CHE COME ORIZZONTE HA AL MASSIMO IL PROSSIMO POST, INCAPACE DI UN'ANALISI SERIA. SERVE MENO PROPAGANDA"
    Alberto Mattioli per “la Stampa”
    Sicuramente non è l' inizio della fine. Ma forse è la fine dell' inizio. Da quando Matteo Salvini, nel dicembre 2013, ereditò una Lega ferma a un preagonico 4% facendone il primo partito italiano, mai i sondaggi avevano fatto un dietrofront così. Mettono d'accordo tutti i più reputati istituti demoscopici: la Lega è al 25,9% per Ixè, fra il 27 e il 28 per Euromedia, al 25,4 per Pagnoncelli: uno smottamento, per un partito che veleggiava sopra il 30. Gli elettori sanzionano una politica ondivaga, passata da ipotesi di governissimo con Draghi premier e appelli all' unità nazionale al "no" fisso a qualsiasi cosa dica Conte e qualsiasi accordo con l' Europa.
    La notizia è che crescono i malumori anche "dentro". Certo, la Lega è l' ultimo partito autenticamente leninista del mondo, quindi nessuno contesterà apertamente la leadership del Capitano. I big continuano a stare coperti; abbottonati però no, e così le voci di contrasti sulla linea politica, o meglio sulla sua assenza, filtrano. Non è un segreto che Giancarlo Giorgetti abbia detto chiaramente a Salvini cosa pensa: un distanziamento alquanto deciso (ma non è vero che l'intervista è finita a sberle come si è scritto).
    Come un Cincinnato varesotto, "il Giancarlo" si è chiuso nella magione di Cazzago Brabbia e lì riceve le telefonate allarmate di imprenditori di area, preoccupati perché l'intesa con Bruxelles stavolta serve davvero e ogni volta che Bagnai o Borghi o Siri ventilano fughe dall' Europa e uscite dall' euro calcolano le catastrofiche conseguenze che avrebbero per il fatturato della fabbrichetta.
    Nel partito c' è un fronte che non è ancora una fronda ma che vorrebbe una Lega più moderata e pragmatica e dialogante, meno di lotta oggi per essere di governo domani, «perché se governi con i poteri forti devi comunque vedertela, e devi essere credibile», spiega un amministratore locale. Tanto più che l'intransigenza barricadiera non paga, e Salvini viene regolarmente scavalcato avanti a destra da Meloni e i suoi fratelli, come si è visto nel caso della mozione antiMes. Infatti la Lega cala più o meno nella stessa misura in cui cresce FdI.
    A sorpresa, un leghista di primissimo piano ne fa una questione generazionale: «Il problema di Matteo è anche chi lo circonda». Nel mirino ci sono i giovani cacicchi tutti tweet e distintivo, «gente che come orizzonte ha al massimo il prossimo post, incapace di un'analisi seria. Serve meno propaganda e più politica».
    Già, la propaganda. Il salvinismo appare in difficoltà dov'era più forte. L'epidemia ha azzerato tutto, l' immigrazione non paga più, il Mes è un argomento troppo tecnico per trascinare le folle, e insomma un boccone "forte" da far addentare alla Bestia per uscire dal cul-de-sac attuale non c'è.
    «È un problema di comunicazione, ma anche di visione politica», spiega il leghista doc di cui sopra. Senza contare i guai della Lombardia. Che ci sia stato qualche problema nella gestione dell' emergenza nella più leghista delle regioni è ormai pacifico a tutti, e rischia di incrinare il mito del buongoverno locale del Carroccio: sarebbe come un autogol a San Siro. Così l'ottimo portavoce di Salvini, Matteo Pandini, è stato distaccato al Pirellone dalla sua clausura a Bergamo per dare una mano alla traballante autodifesa di Fontana. In Veneto invece le cose sono andate molto meglio, ma è una magra consolazione, perché quello è il feudo di Luca Zaia che fa corsa a sé.
    Trae le conclusioni Gianni Fava, ex assessore regionale lombardo e leader della bullizzata minoranza interna, o di quel che ne resta: «Il sovranismo è morto prima di nascere.
    E da agosto in poi, quando ha fatto cadere il Conte I per ritrovarsi con il Conte II, e senza di lui, il segretario non ne ha azzeccata una. Ma i dirigenti non si ammutineranno. Non c' è un altro leader, e quelli possibili come Giorgetti o Zaia non sono dei barricadieri». In effetti, fa notare Roberto Weber di Ixè, i sondaggi sono in calo da novembre, dunque prima della pandemia che ha dopato i consensi al governo.
    «Non era mai successo dal '45 in poi - spiega -, nemmeno ai tempi di Berlusconi, che ci fosse una contrapposizione così netta fra maggioranza e opposizione. Questo tipo di radicalità paga solo se vinci sempre. Salvini non può perdere: ma è successo nel cambio estivo di maggioranza e poi con le regionali in Emilia-Romagna. Non è soltanto colpa della crisi sanitaria: qualcosa si era incrinato già prima».
    Alessandra Ghisleri di Euromedia spiega la crisi con il teorema dei pantaloni blu: «Tu mi puoi dire che non posso indossare i pantaloni blu. Ma mi devi anche dire di che colore posso mettermeli». Insomma la protesta non basta, serve anche la proposta. Pesa anche la mancanza della piazza, elemento fondamentale della narrazione salviniana: «Per farsi i selfie non si può stare a un metro di distanza», chiosa Ghisleri. Però, fa notare, attualmente la percentuale di elettori indecisi è molto alta, «circa il 40%», e le due squadre, centrodestra e maggioranza giallorossa, più o meno si equivalgono. Quindi la partita è apertissima. Ma per la prima volta Salvini non gioca all' attacco.
    https://www.dagospia.com/rubrica-3/p...-ha-234642.htm

 

 
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