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incerto
QUALCOSA NELLA LEGA SUCCEDERÀ. DALLE VETTE DEL 36 PER CENTO, IL CARROCCIO ORMAI GALLEGGIA INTORNO AL 26 E SALVINI SA BENE CHE LA SOGLIA È IL 25: SE VA SOTTO, PUÒ SUCCEDERE CHE LA LINEA EUROPEISTA DI ZAIA, FONTANA E GIORGETTI, LONTANA DAL SOVRANISMO ALLA BAGNAI-BORGHI DELL’EX TRUCE, PRENDA IL SOPRAVVENTO...
Berlusconi, eterodiretto da Gianni Letta, ha mollato il sovranismo alla Borghi-Bagnai di Salvini ed è pronto a entrare in un governo di unità nazionale che superi Conte. E l’Eminenza Azzurrina si sta adoperando per un riavvicinamento, microscopico per ora, a Fratelli d’Italia. Salvini e Giorgia Meloni non si sono mai amati e ciò che tuona il Truce non lo sottoscrive Giorgia; e quel che dice Berlusconi, mentre fa incazzare Salvini, non viene criticato dalla Meloni.
Qualcosa nella Lega succederà. Sceso con la Lega nel limbo del 26 per cento dalle vette del 36, relegato ai margini della scena dopo uno slalom di uscite sul coronavirus che in 50 giorni ha spiazzato, confuso, infine deluso parte del suo elettorato, con la mossa di Berlusconi-Letta di appoggiare il governo sul Mes e mollare il centrodestra al suo destino, ora l’ex Truce rischia di veder travolta la sua leadership da Luca Zaia.
Il governatore del Veneto ha maturato una sua linea sull'Europa che non coincide con il massimalismo della Lega. E’ consapevole che il sistema industriale lombardo-veneto ha un disperato bisogno di liquidità e questa la può fornire soprattutto l'Europa. E si sta ritagliando un ruolo che si allontana dal massimalismo di Salvini e che fa scopa con l'ipotesi Giorgetti, il gianniletta della Lega, che da tempo spinge per la solidarietà nazionale.
E forse l'immobilismo attuale della Lega non durerà a lungo. Dalle vette del 36 per cento, il Carroccio ormai galleggia intorno al 26 e Salvini sa bene che la soglia è il 25: se va sotto, tutto può succedere.
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