Io sarei per tornare ad una sorta di equo canone.
Cioè appartamenti classificati come popolari, nel senso non di lusso, con canoni di affitto calmierati, che non possono superare un massimo, fuori dalla libertà del mercato immobiliare di stampo liberista.
I massimi devono essere fissati in funzione del posto, Bolzano e Caltanissetta sono diversi come "facoltà di pagare" delle persone.
D'altro canto farei come contropartita leggi più snelle per tornare in possesso della casa in caso di morosità.
Affitti contenuti, che impegnano al massimo un terzo dello stipendio medio di un operaio, esempio un 80 metri camera-cameretta non più di 300 euro, mediamente, magari a Enna qualcosa meno, due e cinquanta, a Trento tre e cinquanta, poi i valori reali si discutono nelle sedi opportune.
Però che uno non debba spendere 2000 euro di avvocato e aspettare il classico anno e mezzo per ritornare in possesso dell'appartamento, dopo un anno di morosità pregressa che arriva a due anni e mezzo in cui lo stato ti chiede anche le tasse sugli affitti non percepiti.
Così anche chi ha un part time è in grado di far fronte ai pagamenti.
Riguardo ai centri storici, prima di dare il via all'espansione delle aree urbane, che va contrastata, bisogna avviare programmi per il restauro di case già esistenti a condizioni agevolate.




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