

"Per tutto il pensiero occidentale, ignorare il suo Medioevo significa ignorare se stesso" - Étienne Gilson
"Se commettiamo ingiustizia, Dio ci lascerà senza musica" - Cassiodoro.


"Il dovere verso qualcosa di superiore o precedente l'uomo", non è altro che il dovere verso altri uomini che lo hanno arbitrariamente stabilito e soggettivamente attribuito a questo qualcosa.


Se tu fossi posto in un isola deserta e da questa condizione non perdessi ma bensì, addirittura, guadagnassi delle libertà, che prima non avevi, potresti dire così, ma in realtà sai benissimo che vorresti tornare a sottostare a tale arbitrio umano piuttosto che sottostare all'arbitrio della natura che nemmeno ti lascerebbe il tempo per leggere o rispondere ad un post...
In quest'isola deserta comprenderesti come la tua libertà e la tua realizzazione passano attraverso una società, una cultura e una storia, che sono una parte di ciò che chiamiamo Dio.
NO UE, NO EURO, NO NATO, NO NUCLEARE, NO GREEN, NO TAV, NO PONTE, NO IA AD AZIENDE PRIVATE, SOLO DI STATO
Giustizia per Rosa e Olindo. Giustizia per la Palestina
“Sorgi, Dio, difendi la tua causa.”
"Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli…"


Nel mondo, ci sono tante società, culture e storie diverse: fanno tutte parte di questa cosa che voi chiamate "Dio"?


Sì, secondo forme più o meno degradate, in quanto tutti i popoli derivano da un'unica famiglia umana.
Alcuni si sono distanziati di più, altri di meno dalla verità rivelata fin dagli albori della storia umana.
Vengono definiti «raggi della verità che illumina tutti gli uomini» da Paolo VI, "Nostra aetate"
citato anche da Giovanni Paolo II "Redemptoris missio".
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Le peggiori sono quelle di popoli rimasti isolati allo stato primitivo. Criterio oggettivo sono i sacrifici umani praticati fino al sec. XVI dagli Aztechi Mexicali. Il cannibalismo e la necrofagia praticati dai popoli delle isole fiji fino al sec. XIX. Per gli africani la pratica del vodoo, le infubulazioni, le violenze tribali ecc... Credo siano tutti criteri oggettivi che forse condividerai.
Poi meno peggio di queste le culture indiane e cinesi per via del sistema delle caste. Condividi le caste? Non lo so, ma che tu le condivida o meno è provato scientificamente che India e Cina non riuscirono mai a tradurre in progresso tecnologico le importanti scoperte scientifiche a cui giunsero spesso prima degli europei da secoli. Ti ho fatto un elenco di criteri molto oggettivi. Tratti negativi ce ne sono anche nella cultura islamica e penso che li conoscerai bene.
Marietto siamo occidentali, dai. Lasciamo perdere 'ste menate radical chic sulle altre culture.
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Non è un problema di culture straniere: io e te siamo occidentali ma, su tante cose, non la pensiamo allo stesso modo. Dove differiscono, le nostre moralità, significa che io sono nel Falso e tu nel Vero? E, se sì, significa che, potendo, mi imporresti la tua etica?


L'etica cristiana non si impone coercitivamente, si accoglie o si rifiuta.
Dicono che viaggiare sviluppa l'intelligenza. Ma si dimentica sempre di dire che l'intelligenza bisogna averla già prima.-.G. K. Chesterton


La risposta che ti ha dato Draigo è solo un aspetto del problema. Essa è valida in astratto come se, per dire, io e te fossimo puri spiriti non dipendenti da dei corpi e da una società per la nostra esistenza. Ma in fondo in quella condizione non avrebbe nemmeno bisogno dell'altrui opinione.
Bisogna partire dalla Dottrina cattolica. Innanzitutto, questo discorso che si sente fare continuamente anche dal Papa sulla libertà religiosa, va spiegato. Si tratta di discorsi pastorali, sull'atteggiamento da avere verso il prossimo e sul quale la Chiesa insiste dal Concilio. Però questo atteggiamento pastorale non si separa e non contraddice una dottrina. Per la Chiesa la libertà religiosa, di professare idee diverse può essere tollerata per il bene comune della società. Tollerata vuol dire che si riconosce che c'è un bene comune ma se possibile bisogna operare per rimuovere tali situazioni con l'evangelizzazione. Tollerata perchè corrisponde alla logica del male minore che da sempre ispira la visione politica cattolica.
A questo proposito Pio XII ha espresso questa dottrina della tolleranza in un discorso ai giuristi sul diritto nel dicembre del 1953, «la verità ha diritti» nello spazio pubblico, mentre «ciò che non corrisponde alla verità e ai retti costumi, non ha alcun diritto oggettivo ad esistere, ad essere propagandato e attuato». Ma per un bene maggiore, ovvero per il «bene comune» e quindi per la pace sociale, è possibile che l’autorità «tolleri» l’errore, in modo da evitare mali peggiori.
Chi ha idee diverse, un'etica, un culto differente può non essere nella condizione di piena avvertenza e deliberato consenso che ne costituiscono insieme l'imputabilità del peccato. Per questo motivo, e nel quadro del male minore, si deve procedere con prudenza verso di loro perchè la condizione ignoranza è condizione umana.
In pratica essi sono nell'ignoranza di cosa sia la Verità e rimane sempre valido che ci è stato dato un comandamento da Cristo: di evangelizzare tutto il mondo nel nome della Trinità.
Secondo me si potrebbe dire che l'ignoranza umana più che un diritto umano del singolo ignorante
è un dovere umano e di misericordia per il cristiano verso l'ignorante.
Poi lo stile pastorale può variare secondo le epoche non tanto perchè ci sia una crescita di consapevolezza, ma anche perchè cambiano proprio le situazioni sociali. Ad es. quando i nostri evangelizzatori andarono in America trovarono popolazioni oppresse da una casta sacerdotale perversa e sanguinaria che gli imponeva migliaia di sacrificaci umani (Aztechi mexicali) in un solo giorno. Altri popoli avevano abbandonato la pratica da pochi secoli. Non si poteva applicare le categorie pastorali di oggi davanti ad una condizione così catastrofica di peccato. Oggi non si incontrano situazioni di questo tipo e nel contempo non essendo la società più cristiana si fa per forza quel poco che si può.
Infine, la tua domanda @Marietto presuppone l'idea che il laicismo sia la condizione ideale umana per garantire te e me. Ma non è così.
Ti faccio un esempio, oggi le donne sono costrette dalla tua etica laica a rinunciare ad una importante difesa che verrebbe loro dal diritto naturale su un aspetto che le rende molto fragili ed è strettamente connesso alla loro natura.
Oggi uno che voglia stuprare una donna sa che può sperare che la sua vittima:
- prenda normalmente la pillola, abbia la spirale o altro mezzo contraccetivo
- dopo lo stupro vada a prendersi la pillola abortiva del giorno dopo. Volendo lo stupratore potrebbe anche fornirgliela dopo lo stupro.
- proteggersi con il preservativo
- augurarsi che abortisca e se egli conosce la sua vittima indurla a farlo.
In una società cattolica l'aspirante stupratore saprebbe che la sua vittima avrebbe molte più probabilità di restare incinta perchè:
- la vittima considerebbe lo stato di gravidanza come un qualsiasi trauma fisico da portare a termine come si porta a termine la guarigione da un trauma,
- lo Stato che si prende cura del bambino ma se viene beccato tutte le spese di mantenimento fino alla maggiore età sarebbero a suo carico
- rendere orfano un bambino sarebbe un reato perchè procura un trauma psicologico e lo priva di un suo diritto naturale ad avere un padre naturale.
Tutte queste cose aumenterebbero di molto la sua colpa e la sua pena.
Ma a suo vantaggio l'aspirante stupratore vivrebbe in una società:
- con molti meno stimoli eccitanti provenienti dai media,
- con piu solidarietà
- più controllo sociale
- maggiori possibilità di una socializzazione sana e normale.
Oggi le donne hanno perso tutte queste difese naturali e sociali. Sono rese oggetto di libertà e di abuso della libertà perchè sono state rese dal diritto politico sempre più solo soggetto di libertà e sempre meno soggetto di natura.
Concludendo.
Per questo oggi (uso sempre questa metafora di te e me) sei tu ad imporre a me le tua etica!
A me come cattolico non resta altro che cercare di mostrarti come questo avvenga quando abbiamo occasione di confrontarci.
Attendevi una risposta, spero che sarai stato soddisfatto!
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