Se leggi il testo della diffida (più e più volte pubblicato) ci trovi che Brigandì rivendica remunerazioni che non gli erano state ancora riconosciute.
Detto questo, lo stesso Brigandì DIMOSTRA di essere a conoscenza, a quella data, della presenza di quel residuo dei 49 (quaranta milioni e spiccioli; come confermato da Belsito in dibattimento) nella disponibilità dell'ALLORA segretario del partito: il Cazzàro.
A conferma di questo, c'è un documento ove il Cazzàro delibera una spesa di poco meno di un migliaio di prod-èuri: spiccioli, ovviamente, ma che dimostrano che il "deliberatore" era a conoscenza della cassa.
Cassa che i magistrati di Genova, a distanza di pochi giorni, hanno trovato poi VUOTA.





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