
Originariamente Scritto da
Curufinwe
Cireno, la politica E' populismo. A destra, a sinistra, al centro, sopra e sotto. Per un semplice motivo: nel suffragio universale (piaccia o non piaccia) chi prende più voti ha ragione (nel senso che vince le elezioni e si trova a governare).
Qualunque partito abbia aspirazioni di governo (con scopi nobili o meno, io di gran nobiltà non ne ho mai vista quando c'è in ballo anche un solo straccio di potere, questo senza andare neppure a pescare nell'empireo della politica) cercherà sempre il modo di dire cose che attirino consensi, che buchino lo schermo, che evitino quantomeno antipatie. Altrimenti si perde e chi perde non ha voce ne', molto più importante, potere.
A questo punto secondo me il ragionamento che provi a fare nel post di apertura va assolutamente rovesciato: non è la gente che si fa affabulare dal politico di turno, è il politico di turno che valuta attraverso vari metodi l'umore della gente e dice ciò che questa vuole sentirsi dire. Per fare un esempio che possa andarti bene, sono straconvinto che se fra dieci anni Salvini dovesse valutare che la maggioranza degli Italiani dovesse ritenere che c'è bisogno di più immigrati, ecco che avremmo Salvini a schermi unificati a elogiare le ONG e a spingere per stringere accordi con gli stati africani per importare più persone (lo ha già fatto, quindici anni fa Napoli merda e ora tutti fratelli). Questo discorso vale più o meno per qualunque partito superi lo 0,%, poichè i micromovimenti possono 'permettersi' delle posizioni più identitarie proprio perchè non hanno concrete aspirazioni di potere e cercano più che altro di creare uno zoccolo duro di fedeli.
Chi le leve di potere le ha già in mano inoltre cerca a sua volta di influenzare l'opinione pubblica con vari metodi (che siano giornali, televisioni, social media) in modo da indirizzarla verso sentieri che possano far comodo.
Tirando le somme, il populismo è una normale conseguenza della democrazia rappresentativa.
Gli unici modi in cui il politico si può slegare dal populismo e dalla caccia del consenso sono due:
1) Dittatura, dove l'uomo forte è al potere e a quel punto è il popolo che si piega alle sue posizioni, volente o più spesso nolente
2) Sistema simil-statunitense, dove esistono due partiti che fanno politiche estremamente simili e si differenziano più che altro sulla fuffa e sugli slogan, ma nel concreto sono entrambi liberisti, capitalisti ed egemonisti.
Finchè non ci si rende conto che, nel sistema moderno, il politico non ha posizioni giuste o sbagliate, ma solo popolari o impopolari, continueremo a dividerci in branchi di tifosi estremamente ostili fra loro e per questo motivo estremamente manipolabili.