



Per 3mila anni abbiamo avuto un solo popolo eletto.
Nel mezzo si è avuto il popolo romano che non era eletto, ma solamente superiore, e poi tutto finì.
Poi a causa di Hitler (o di chi lo ha sovvenzionato), meno di un secolo fa, è nato un popolo che si considerava anche lui eletto.
Fu un problema perché di popolo eletto ve ne è uno solo. Vi è stata una guerra, si sono equilibrati i poteri finanziari, e si compreso che per non incorrere nel pasticcio di avere due popoli eletti, era sufficiente mischiare il tutto.
Tutto il mondo, consapevole o no, lavora per questa opera di miscelatura.
Per poter effettuare questa operazione si è creato un debito mondiale che è molte volte il PIL del globo.
Con questo andazzo, tra un secolo, non vi sarà più nessuno che può parlare di popolo eletto. E così ritorniamo ad averne uno solo..
E la situazione potrebbe rimanere così per secoli.
Infatti se si considera ogni operazione politica, e si considera il suo percorso e si risale alla sua sorgente anche se è occulta o carsica, si vede che è in funzione di questo progetto di miscelatura.
Questo progetto va inteso come un planetoide enorme che cade sulla terra e i suoi effetti andranno avanti per millenni. .
Noi abbiamo la ventura di poter assistere a questa impatto, e molti arriveranno al termine della loro vita senza accorgersene nel suo insieme.
Ultima modifica di jotsecondo; 28-09-10 alle 18:21
O si taglia o il caos




Teoria interessante, sott'intende che dietro al progetto multietnico globale si celi una sinarchia tutto sommato con un fine filantropico.
Io la penso diversamente anche se in diverse occasioni mi sono posto il dubbio sulla reale natura del governo globale, visto che a me appare palese che di questo si tratti, di dittatura globale.
Purtroppo le mie convinzioni mi orientano su una natura meno benigna di questo governo che ha esteso la classica strategia del divide et impera su tutti i campi oltre a quello etnico. Per esempio col femminismo si è realizzata la guerra tra sessi, col bipolarismo neoliberista abbiamo due coalizioni pressochè identiche nella politica pratica, ma animatamente avverse sotto l'occhio della telecamera. Il tutto va ad alimentare le fortissime tensioni religiose che ci portiamo dietro dalla notte dei tempi.
Il caos che ne deriva e che realizza la moderna Babilonia, è di facile gestione per governi fantoccio più o meno capaci. Siamo troppo impegnati a guardare il nostro orticello per avere una visione d'insieme, combattiamo la nostra piccola guerra contro lo straniero, il vicino di casa, il collega in ufficio, ecc...
Secondo Orwell prima o poi i prolet si sveglieranno e realizzeranno una società più giusta e a misura d'uomo, la vera democrazia. Aveva ragione o forse la sua era solo l'ultima speranza, il non voler arrendersi all'evidenza
che vede l'essere umano vittima e complice dei fallimenti insiti nella sua natura.


Questo piano ha incontrato un problema. La globalizzazione ha risvegliato un altro popolo, demograficamente enorme che da sempre si considera il Popolo Eletto e considera il proprio immenso paese come la Terra di Mezzo (tutto il resto del globo è un contorno barbarico).
Questo Popolo è antichissimo e millenario come il Popolo Eletto più noto, altrettanto paziente, intelligente ed astuto, altrettanto violento e implacabile contro i propri nemici, altrettanto etnocentrico: questo Popolo stà diventando la Prima Economia Mondiale, la Fabbrica del Mondo, il Creditore del Mondo e si stà impossessando delle risorse naturali del mondo.
Questo Popolo che si considera anch'esso Eletto ha le atomiche e la forza potenziale di decine di germanie hitleriane: come può essere fermato se decide che questo millennio è il SUO MILLENNIO? Napoleone ci aveva avvertiti.
Bisogna adattarsi al presente, anche se ci pare meglio il passato.


sono sostanzialmente d'accordo con te.
questo popolo è davvero convinto di avere
una qualche atavica supremazia rispetto
agli altri popoli, anche se si deve riconoscere,
che sul piano storico si sono battuti per la
loro indipendenza, più che per la conquista.
ora le cose sono drammaticamente cambiate,
in quanto facendo propria l'insensata politica
economica di un capitalismo terminale,
devono giocoforza imitare le stesse follie
di un sistema che impone l'espansione
infinita per stare in piedi.
lo scontro sarà inevitabile, dovendo competere
per l'accaparramento di ogni tipo di risorsa,
con altri paesi determinati a far valere le proprie
prerogative.
peccato, il maoismo aveva in qualche modo
saputo ritagliarsi una sua specificità che poteva
senz'altro preservare il sistema sul piano
militare, politico e dell'autosufficienza.
un grande paese, deciso a dormire ancora per secoli,
forte della sua cultura autoreferenziale
se non fosse intervenuto un occidente autolesionista,
deciso a risvegliarlo in funzione di uno sfruttamento
intensivo e di rapina.
bene, il gigante si è svegliato e ora presenterà il conto.


Dopo lo shock patito nei secoli XIX° e XX°, essi hanno compreso che il loro isolazionismo aveva permesso all'occidente e al Giappone di prendere il sopravvento: ora sono loro ad espandersi per la prima volta nella loro storia seguendo le orme dei giapponesi che però erano un popolo piccolo, avventato e che fu quindi sconfitto. Lo stesso difficilmente accadrà ai loro ben più antichi e riflessivi cugini.
Quello che mi preoccupa è il fatto che abbiano un conto aperto con noi occidentali (soprattutto noi europei) per il dolore e l'umiliazione che gli furono inflitti nel XIX° secolo, inferiore solo a quanto gli fu fatto dal Giappone nel XX°. Il Piccolo Popolo Eletto mantenne un odio vivido verso gli europei a causa della Distruzione compiuta da Tito che si perpetuò nei secoli e che è stato rinfocolato dai fatti della Seconda Guerra Mondiale (da cui il desiderio di "mescolarci"): temo che il Grande Popolo Eletto abbia analoghi sentimenti di odio e rivalsa nella propria psiche collettiva (sia contro di noi che contro gli odiati cugini samurai) con la differenza che non ha bisogno di sotterfugi per metterli in atto perchè la sua forza è immensa.peccato, il maoismo aveva in qualche modo
saputo ritagliarsi una sua specificità che poteva
senz'altro preservare il sistema sul piano
militare, politico e dell'autosufficienza.
un grande paese, deciso a dormire ancora per secoli,
forte della sua cultura autoreferenziale
se non fosse intervenuto un occidente autolesionista,
deciso a risvegliarlo in funzione di uno sfruttamento
intensivo e di rapina.
bene, il gigante si è svegliato e ora presenterà il conto.
Ultima modifica di Italiano; 29-09-10 alle 00:09
Bisogna adattarsi al presente, anche se ci pare meglio il passato.


Non è un sentimento filantropico, la base del rimescolamento dei popoli.
Ma è il desiderio di potere .Potere inteso some missione culturale.
Ogni uomo porta con se un punto di riferimento che è la etnia a cui ritiene di appartenere.
Questo punto di riferimento è un grande coagulante della unione che determina i popoli.
Però se il dominio di un qualcuno si allarga ,diventa consequenziale l'obbligo di imporsi ad altri popoli.
Esempio l'impero romano.
Un popolo che assoggettò molte decine di altri .
E il mantenimento di questo impero era demandato alla forza delle legioni.
Però questo sistema richiede una costo enorme e pertanto destinato a scomparire. .
I popoli si ribellano. Ed allora nell'impero romano si dovette cercare un qualcosa che agisse sulla popolazione dandogli come collante un altro elemento esterno, ossia non le legioni ma una religione.
Il Grande Costantino, tra le cento forme religiose che prosperavano a roma attirate dalla centralità del potere, riuscì a scovare una religione di origine egiziana che predicava esservi un dio solo. Una forma poi ripresa da operai semiti allontanati dall'Egitto per mancanza di lavoro.
Questa religione impediva la eventuale sparizione etnica, in quanto chi si allontanava dal Dio cadeva in un baratro esistenziale.
Questo nuovo tipo inusitato di religione, permise al potere che giaceva in roma, di dare un solo punto di riferimento a popoli diversi. Cioè un pensiero teorico come la religione che univa tutti, meglio che con il gladio.
Il monoteismo come forma di cementazione per favorire il dominio.
Monoteismo che assunse poi una forma più adatta per le popolazioni semitiche con il maomettismo.
Però tutti i punti di riferimento culturali che agiscono fuori dall'animo umano, non dovendo confrontarsi con la realtà della trasmissione della cultura etnica, diventano punto di corruzione e di centralismo.
Pertanto tre secoli or sono nacque una rivalsa contro il centralismo del pensiero monoteista.
Però per il potere doveva mantenere una forma che fosse un nuovo punto di riferimento per i popoli, al di fuori di essi, e la religione come mezzo di potere venne sostituita dall'ideologie.
Anche l'ideologia però è un centro cultuale coltivato all'esterno della società, e pertanto decadde.
Con il crollo dell'ideologie viene così a mancare un qualcosa che contrasti la forza interna dell'uomo atta ad identificarsi attraverso l'etnia. .
I popoli sono difficili da vincere.
Bisogna trovare un altro sistema.
Abolire i popoli , e questo si ottiene con il mescolamento.
O si taglia o il caos




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