Risultati da 1 a 5 di 5
  1. #1
    Forumista senior
    Data Registrazione
    13 Jun 2009
    Località
    Munster(Westfalia)
    Messaggi
    1,452
     Likes dati
    2
     Like avuti
    91
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Area Programmatica “La CGIL che vogliamo”

    "Solo nella comunità diventa dunque possibile la libertà personale" Marx-Engels


    Area Programmatica “La CGIL che vogliamo”: il futuro Movimento Anticapitalista italiano?




    di Eugenio Orso


    Venerdì 24 settembre ho partecipato alla costituzione dell’Area Programmatica “La CGIL che vogliamo” in provincia di Trieste, città in cui lavoro e in cui risulto uno dei tanti tesserati Fiom. L’incontro fondativo dell’Area è avvenuto di pomeriggio, nella Casa del Popolo [ebbene sì, le Case del Popolo esistono ancora, pur non essendo esattamente quelle dei tempi “arcadico‐guareschiani” di Peppone e Don Camillo] in quel di Borgo San Sergio alla periferia di Trieste. Le componenti sindacali presenti in loco, con prevalenza di membri dei direttivi, erano quelle solite dei metalmeccanici Fiom, della Funzione Pubblica e dei bancari all’interno della CGIL – coloro che hanno sostenuto la mozione congressuale numero due, per intenderci, in contrapposto alla CGIL burocratico‐formale e “attendista” di Guglielmo Epifani – ma l’incontro era aperto a tutti i lavoratori interessati, senza preclusioni di sorta, così come dovrebbe essere quando si cerca di “riattivare” in situazioni sociali difficili l’efficacia dell’azione sindacale, e di estendere la base del consenso a tutta l’area del lavoro dipendente, intellettuale e materiale, impiegatizio e operaio, pubblico e privato, sfruttato e ri‐plebeizzato da questo capitalismo con l’evidente complicità della politica “ufficiale” e del sindacalismo giallo.

    Segue: Comunismo Comunitario
    Muntzer il Sopravvissuto

  2. #2
    PC Internazionale
    Data Registrazione
    24 Apr 2009
    Messaggi
    315
     Likes dati
    0
     Like avuti
    2
    Mentioned
    99 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Area Programmatica “La CGIL che vogliamo”

    Ma Eugenio Orso sa quali sono gli elementi dirigenziali che in CGIL promuovono quest'area o cade dal pero? Nessuno di loro è un novizio. Tutti sono stati firmatari dei peggiori accordi che la Confederazione (assieme a CISL e UIL) abbia mai sottoscritto in 100 anni di storia (qualcuno la Storia dovrebbe almeno leggerla o chiedo troppo, non dico la storia di Roma Imperiale - il che sarebbe chiedere troppo agli smemorati di Collegno - ma almeno quella degli ultimi 40 anni - e non dico nemmeno mondiale - ma italiana!): dal Protocollo sul Welfare a tutti i CCNL immondizia, per arrivare agli accordi sulla regolamentazione del cosiddetto precariato (che qualcuno giustamente ha chiamato lavoro servile).
    Dopo 20 anni di pedate nel culo inflitteci (gliene abbono 20 perchè con gli psicopatici si è più buoni), vengono a raccontarmi che LORO sono delle verginelle e allo stesso tempo dei duri-e-puri?
    Eugenio Orso dovrebbe sapere (come sanno benissimo tutti coloro che la CGIL la conoscono - e alcuni hanno ragione di aggiungere "purtroppo") che questa manovra non è neppure sindacale (come lo potevano essere le manovre della cosiddetta sinistra sindacale CGIL degli anni 60-70, che miravano perlomeno a raddrizzare le gambe al cane confederale; tentativo vano anche quello, ma almeno onesto e con una propria dignità), ma è solamente una buffonata corporativa per cercare di salvare la propria poltroncina di fronte ad un processo che comprenderebbe anche un neonato: l'anomalia italiana è sempre stata quella di avere un grado di sindacalizzazione esagerato (banalmente tanti soldini disponibili per la CGIL) che ora si sta drasticamente ridimensionando (fra l'altro il fatto comico è che sono proprio gli accordi sul precariato che indeboliscono il tesseramento, ma i firmatari sono proprio i sindacalisti! Servi sciocchi che credono d'essere padroni!); di fronte a risorse che scarseggiano già ora (amministrate malissimo perchè il grado di professionalità interno ai sindacati è demenziale); ecco che qualche illuminato cerca di pararsi il culo.
    Dopo aver lapidato il proletariato in stile talebano; ora ci vengono a dire che non sono stati loro, che quei sassi erano per-il-bene-del-paese, o per-il-sistema-paese (e già Marx aveva preso in giro gli economisti che credevano all'economia nazionale) ... e troiate varie.
    Dove stanno i contenuti (non dico comunisti perchè è impossibile per definizione a chi ha un minimo di dimestichezza con il materialismo marxiano) socialdemocratici della corrente "La CGIL che vogliamo?". E' semplicemente un'accozzaglia di poveracci (Eugenio Orso si legga i nomi dei firmatari di quella tesi e si vada a vedere la loro storia sindacale!) in cerca dell'ultima sedia per non rimanere in piedi al cessare della musica. Hanno accettato tutti al proprio interno: dagli ex-socialisti (e c'è ancora chi a sentire "PSI" mette mano al portafoglio per paura di vedersi scippato; io sono tra questi); ai fantocci di Lotta Comunista (alla faccia della lotta e in culo al comunista).
    Dato che l'obiezione che mi si muoverà è sempre la solita: "sì ma all'interno ci sono degli ottimi compagni di base ... bla bla bla". Rispondo ante-litteram. E' proprio perchè ho rispetto per quei lavoratori che sacrificano ore di riposo con del VOLONTARIATO all'interno del sindacato, che sono il primo a nutrire disprezzo ed a criticare severamente chiunque sta dalla metà in su dell'organizzazione. Chi ha rispetto per dei compagni, dev'essere il primo a indicargli dove e quando sbagliano (nel sostenere quei buffoni con la cravatta rossa per esempio); chi, invece, li asseconda, è il loro carnefice. Ad ognuno ... il suo destino.

    P.S. Ma Eugenio Orso sa di cosa sta parlando? Quando cazzo mai la FISAC (i bancari) e la FP (funzione pubblica) sono stati all'avanguardia delle battaglie CGIL? Sarà un caso?

  3. #3
    email non funzionante
    Data Registrazione
    01 Aug 2010
    Località
    Sicilia
    Messaggi
    510
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Area Programmatica “La CGIL che vogliamo”

    Tutti i sindacati sono solo delle aziende che preservano i loro interessi, facendo finta di essere interessati ai diritti dei lavoratori. Non capisco perchè la gente crede ancora in loro..
    http://http://www.youtube.com/watch?v=YnbXkI2K8U8Verrà un giorno in cui tutti verremo giudicati

  4. #4
    email non funzionante
    Data Registrazione
    30 Jun 2010
    Messaggi
    310
     Likes dati
    0
     Like avuti
    14
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Area Programmatica “La CGIL che vogliamo”

    I padroni disdicono il contratto dei metalmeccanici con l'accordo di FIM e UILM e la passiva complicità della FIOM

    La disdetta da parte di Federmeccanica del contratto nazionale metalmeccanici del 2008 è un duro attacco a tutta la classe lavoratrice. Gli industriali mirano a distruggere il contratto nazionale di categoria, attraverso deroghe e contratti di settore, fino ad avere solo contratti aziendali. L’obiettivo è dividere ulteriormente i lavoratori delle poche aziende in cui hanno la forza per difendersi, dagli altri, costretti ad accettare condizioni peggiori.

    La devastante competizione al ribasso, già in atto da anni fra i lavoratori di paesi diversi, e di cui la vicenda FIAT – in cui gli operai di Pomigliano e Mirafiori sono stati messi in concorrenza con quelli polacchi e serbi – è stato solo l’ultimo episodio, verrà in questo modo a dividere ed immiserire i lavoratori nello stesso paese.

    Il referendum di Pomigliano era il primo atto di questo attacco generale a tutta la classe lavoratrice: con la vicenda FIAT il padronato italiano ha tastato il terreno. Verificata la debolezza della reazione operaia, in realtà non organizzata da alcun sindacato, adesso i padroni affondano il colpo.

    Non è sufficiente dire che l’attacco stia riuscendo grazie ai sindacati apertamente complici FIM e UILM. Queste organizzazioni non sono mai state alleate degli operai, ma dei nemici da combattere. La FIOM ha sempre cercato l’unità con questi sindacati e, nonostante quanto sta accadendo, ancora si muove unitariamente con essi a livello aziendale, ad esempio in Fincantieri, Ilva, Indesit, Marcegaglia, ecc. La rottura di questa unità, dove e quando è avvenuta, è sempre stata una scelta di FIM e UILM, subìta dalla FIOM e descritta ai suoi iscritti e agli operai come un fatto negativo e dannoso. Se ciò che dicono e fanno FIM e UILM conta ancora qualcosa fra gli operai, ciò va quindi imputato innanzitutto alla FIOM che ha dato sempre un margine di credito a queste organizzazioni. In realtà FIM e UILM fra i metalmeccanici hanno poca influenza e una vera lotta non potrebbe non travolgerle e spazzarle via.

    Se la FIOM non ha mai dato ai lavoratori indicazione di combattere fino in fondo questi sindacati è perché essi, lungi dall’essere dannosi, sono per essa di cruciale utilità. È la spudorata alleanza fra padroni e FIM-UILM, infatti, ad avvalorare la FIOM a molti lavoratori, e non la sua azione sindacale: se non potesse addossare il suo fallimento a questi due suoi compari si mostrerebbe chiaramente in tutta la sua inconsistenza.

    Se FIM e UILM hanno apertamente appoggiato l’attacco del padronato, che cosa ha fatto la FIOM per opporvisi, dal referendum di Pomigliano ad oggi?

    La FIOM ha denunciato il referendum di Pomigliano come un attacco a tutti i lavoratori. Ma la conseguente azione avrebbe dovuto essere la mobilitazione di tutta la classe lavoratrice. La FIOM invece non ha né fatto appello alla CGIL per la proclamazione dello sciopero generale di tutte le categorie, né proclamato lo sciopero generale dei metalmeccanici, nemmeno infine ha mobilitato unitariamente gli operai di tutto il gruppo FIAT (se non per 4 ore di sciopero per il premio di produttività). Ha invece fatto ricorso a uno stillicidio di scioperi stabilimento per stabilimento, come a Melfi dove, dopo 40 ore di sciopero a luglio, il risultato è stato il logoramento dei lavoratori che infine hanno disertato in massa l’ultimo sciopero in difesa dei tre licenziati.

    La FIOM così ha agito nel senso esattamente opposto a quello necessario: non ha unito le lotte in uno sciopero il più esteso possibile, per un comune obiettivo quanto mai palese, ma le ha mantenute divise azienda per azienda, depotenziando le energie di cui disponeva la categoria, esaurendole, lì dove erano presenti, nel vicolo cieco della lotta dentro la galera aziendale.

    Peggio: la FIOM nemmeno ha spiegato e propagandato fra i lavoratori la necessità di ricorrere allo sciopero generale. Di fronte alla FIAT che marciava a tappe forzate seguendo il suo piano di attacco ai lavoratori, seguita dal resto degli industriali, la dirigenza FIOM si è limitata a proclamare una manifestazione (nemmeno uno sciopero!) per due mesi e mezzo dopo!

    Nemmeno ora che il previsto attacco generale a tutta la classe operaia si è concretizzato con la disdetta del contratto metalmeccanico, la FIOM cambia linea: si rifiuta di organizzare un vero sciopero generale, non si appella alla CGIL per estenderlo alle altre categorie, e annuncia 4 ore di fermata "articolate territorialmente". Nel frattempo continua con gli scioperi per stabilimento, come alla Sevel di Atessa e alla Piaggio.

    Naturalmente i bonzi sindacali giustificheranno sempre la loro reticenza a organizzare veri scioperi col timore del loro fallimento. Che questo timore sia fondato o meno, a seconda delle situazioni, ciò che conta e che dimostra le intenzioni dei dirigenti FIOM è il fatto che essi non facciano ricorso ad alcuna simile giustificazione per spiegare perché non organizzano una vera mobilitazione, per il semplice fatto che di questa mobilitazione nemmeno ne parlano!

    Si fa invece l’esatto contrario: i padroni accusano la FIOM di essere un sindacato conflittuale; la FIOM respinge l’accusa al mittente dicendo essere Marchionne a volere la "lotta di classe" - non certo loro! - mentre essa è per il ritorno al precedente registro di relazioni sindacali fatto di trattative e qualche sciopero di poche ore lì dove serve, come se con esso la classe operaia non abbia subìto da trent’anni ad oggi altro che sconfitte!

    Accusando Marchionne e Federmeccanica di "volere lo scontro", di scendere sul "piano della forza", la FIOM non mette in difficoltà i padroni – che sanno bene quel che fanno – ma quei lavoratori disposti a portarsi finalmente sul piano dello scontro aperto, avvilendo la loro combattività affogata nella melma dei sermoni sul rispetto delle "regole democratiche".

    Si capisce quindi che se gli industriali accusano la FIOM di "conflittualità" non è certo perché sono così sciocchi da credere di liberarsi in questo modo del sindacato con più iscritti fra i metalmeccanici. Invece in questo modo avvalorano la FIOM fra gli operai, e lo fanno perché ben conoscono e apprezzano il suo lavoro insostituibile nell’impedire che i lavoratori si organizzino per condurre delle vere lotte, incanalando le lotte in scioperi finti e perdenti, fatti di 4 ore, divisi per regioni, aziende e stabilimenti, e di innocue manifestazioni con malcelati fini elettorali.

    La persecuzione contro alcuni iscritti FIOM, con denunce e licenziamenti (Fincantieri, FIAT), non contraddice affatto questo giudizio. Qualche atteggiamento più conflittuale "in fabbrica" è funzionale a evitare che i lavoratori più combattivi sentano la necessità di organizzarsi al di sopra della fabbrica e dell’azienda. La massa dei lavoratori vede solo la FIOM in fabbrica, e in essa non trovano un organismo che unisca le loro lotte con quelle dei lavoratori delle altre aziende, ma che le mantiene il più possibile divise e compartimentate.

    Ugualmente la FIOM terrà sempre i suoi iscritti rinchiusi dentro la CGIL, nonostante questa li isoli dagli altri lavoratori e si muova contro di essi, come a Pomigliano dove di fatto ha dato indicazione analoga a quella di CISL e UIL.

    Compagni, operai, lavoratori!

    La demolizione del contratto nazionale di categoria, unitamente a quello dello "Statuto dei lavoratori", non sono un fatto inatteso ma in atto da anni, e con l’avallo della stessa FIOM, che di fatto ha accettato lo sviluppo della contrattazione integrativa aziendale, i contratti d’area, i premi produttività, il ricorso agli appalti, la flessibilità del lavoro. La disdetta del contratto dei metalmeccanici e il "Collegato lavoro" di prossima approvazione parlamentare segnano un passo ulteriore in questa direzione, e molto probabilmente un passo decisivo.

    La FIOM si appresta a seguire quanto ha fatto in tutte le precedenti tappe che hanno portato a questo punto, mettendo in piedi una finta opposizione per poi finire per accettare come dato di fatto la nuova sconfitta. Che la dirigenza FIOM pretenda di dare a bere che 4 ore di sciopero e una manifestazione possano servire a respingere un simile attacco è grottesco!

    La FIOM non è alternativa a FIM e UILM ma complementare ad esse. Non è un sindacato di classe e conflittuale, ma l’ala sinistra dei sindacati concertativi e di regime. I suoi dirigenti non sono organizzatori della lotta operaia ma professionisti del tavolo delle trattative al quale pietiscono d’essere riammessi, presentando quali credenziali il curriculum di migliori calmieratori della combattività operaia, e paventando ai padroni il rischio dell’esplosione della vera lotta operaia in assenza di questo loro lavoro. I padroni non hanno certo bisogno che la FIOM spieghi loro questo. Lo sanno molto bene e se la tengono fuori dal tavolo delle trattative è perché sanno che anche così essa mai organizzerà vere lotte e che quindi, di fronte a un attacco della durezza di quello attuale e di quelli futuri ancora più pesanti, la FIOM svolge meglio la sua funzione fuori, non dentro, la trattativa.

    Di fronte all’attuale attacco la sola mobilitazione della durezza necessaria sarebbe lo sciopero generale e ad oltranza. Ma un simile scontro non si improvvisa: va preparato, organizzato, propagandato e spiegato ai lavoratori. È frutto di una recuperata fiducia nelle proprie forze e nel mezzo della lotta. E soprattutto è possibile solo con un’organizzazione di lavoratori nata e cresciuta per la lotta: con un sindacato di classe.

    Questo è il problema fondamentale non eludibile della lotta operaia e finché non sarà affrontato e risolto non vi potranno essere nemmeno potenziali vittorie per i lavoratori, ma solo sconfitte certe.

  5. #5
    Forumista junior
    Data Registrazione
    28 Aug 2009
    Messaggi
    54
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Area Programmatica “La CGIL che vogliamo”

    "Di fronte all’attuale attacco la sola mobilitazione della durezza necessaria sarebbe lo sciopero generale e ad oltranza. Ma un simile scontro non si improvvisa: va preparato, organizzato, propagandato e spiegato ai lavoratori. È frutto di una recuperata fiducia nelle proprie forze e nel mezzo della lotta. E soprattutto è possibile solo con un’organizzazione di lavoratori nata e cresciuta per la lotta: con un sindacato di classe".

    Direi di chiamarlo sindacato rivoluzionario

 

 

Discussioni Simili

  1. Napolitano e la CGIL...Ci vogliamo capire qualcosa?...
    Di Zorro nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 25
    Ultimo Messaggio: 05-01-12, 00:27
  2. La CGIL che vogliamo
    Di MaRcO88 nel forum Sinistra Italiana
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 31-10-09, 08:57
  3. Sciogliere La Cgil Ora, O Vogliamo Un'altra Br?
    Di AndreaDiCioccio nel forum Destra Radicale
    Risposte: 25
    Ultimo Messaggio: 14-02-07, 19:43
  4. L'Area Programmatica Progetto Comunista esce dal PRC-SE
    Di Outis nel forum Comunismo e Comunità
    Risposte: 25
    Ultimo Messaggio: 22-11-06, 15:22
  5. Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 28-11-04, 15:08

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito