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Discussione: Agire!

  1. #1
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    Predefinito Agire!

    A conclusione di questa importante giornata politica, che fra pochi minuti vedrà la riconferma della fiducia al Governo, vorrei lasciare una piccola riflessione personale. Il centrodestra si sta giocando il futuro: mesi di polemiche, veleni, contrapposizioni e personalismi hanno falcidiato, letteralmente distrutto, il solido consenso attibuito dai cittadini all'esecutivo. La sfida mortale fra i due contendenti, Berlusconi e Fini, rischia di ridurre in macerie un intero blocco politico, e di spianare la strada ad un centrosinistra gratificato dalle divisioni altrui.

    Tutto ciò, per un semplice elettore del centrodestra come il sottoscritto, è disarmante. Lo spettacolino offerto dalla politica rasenta lo squallore: è dalle elezioni regionali della scorsa primavera che il governo appare bloccato, paralizzato, inerte di fronte al paese. Certo, non possiamo dimenticare i tanti risultati positivi raggiunti in questi 2 anni, che Berlusconi giustamente rivendica come un merito. Ma d'altra parte, solo un atteggiamento fazioso potrebbe nascondere una realtà ben triste e desolante: non c'è più un obiettivo, uno scopo da raggiungere, un progetto da realizzare. Ed è sconcertante pensare che il "governo del fare" rischia di affondare nel fango dell'immobilismo, e di occuparsi, malamente per giunta, dell'ordinaria amministrazione.

    No, così non va. Questa strada ci porta allo sflacelo, all'affondamento, al catastrofico naufragio: i consensi tracollano, la fiducia svanisce, la voglia di astensione, di abbandono aumenta. Che fare dunque? La risposta è una sola: agire. Approvare e applicare tutte le riforme di cui si sente bisogno. Un compito non facile, si converrà, e a tratti quasi impossibile, considerati i lacci ed i lacciuoli della politica, della burocrazia. Ma il governo deve, ripeto deve, al di là delle divisioni e delle fratture interne, riprendere in mano il timone ed individuare i suoi traguardi. In questo senso, i "5 punti" rappresentano una prima importante enucleazione degli obiettivi che il centrodestra si pone di raggiungere e realizzare. Sembrerà una provocazione, ma a mio parere Berlusconi farebbe bene convocare al più presto un Consiglio dei Ministri (o, più realisticamente, una serie definita di più CdM da "spalmare" in un arco temporale di 3 mesi al massimo, da qui a dicembre) per discutere con tutti i ministri, ed ovviamente emanare, decreti e disegni di legge di attuazione dei 5 punti.

    L'Italia si aspetta un Governo che fa, e che fa bene, con un progetto ben chiaro in mente, senza confusione, senza pasticci, ed ovviamente senza inutili frenate e perdite di tempo. Il centrodestra si salva solo se riesce a rispondere alle necessità, alle urgenze dei cittadini, nel campo dell'economia e della sicurezza in primis. Se questo esecutivo perderà altro tempo in modo inutile e dispendioso, allora la prossima primavera, se davvero si tornerà al voto, la batosta elettorale sarà molto, molto dolorosa, potenzialmente letale.

  2. #2
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    Predefinito Rif: Agire!

    Citazione Originariamente Scritto da FalcoConservatore Visualizza Messaggio
    A conclusione di questa importante giornata politica, che fra pochi minuti vedrà la riconferma della fiducia al Governo, vorrei lasciare una piccola riflessione personale. Il centrodestra si sta giocando il futuro: mesi di polemiche, veleni, contrapposizioni e personalismi hanno falcidiato, letteralmente distrutto, il solido consenso attibuito dai cittadini all'esecutivo. La sfida mortale fra i due contendenti, Berlusconi e Fini, rischia di ridurre in macerie un intero blocco politico, e di spianare la strada ad un centrosinistra gratificato dalle divisioni altrui.

    Tutto ciò, per un semplice elettore del centrodestra come il sottoscritto, è disarmante. Lo spettacolino offerto dalla politica rasenta lo squallore: è dalle elezioni regionali della scorsa primavera che il governo appare bloccato, paralizzato, inerte di fronte al paese. Certo, non possiamo dimenticare i tanti risultati positivi raggiunti in questi 2 anni, che Berlusconi giustamente rivendica come un merito. Ma d'altra parte, solo un atteggiamento fazioso potrebbe nascondere una realtà ben triste e desolante: non c'è più un obiettivo, uno scopo da raggiungere, un progetto da realizzare. Ed è sconcertante pensare che il "governo del fare" rischia di affondare nel fango dell'immobilismo, e di occuparsi, malamente per giunta, dell'ordinaria amministrazione.

    No, così non va. Questa strada ci porta allo sflacelo, all'affondamento, al catastrofico naufragio: i consensi tracollano, la fiducia svanisce, la voglia di astensione, di abbandono aumenta. Che fare dunque? La risposta è una sola: agire. Approvare e applicare tutte le riforme di cui si sente bisogno. Un compito non facile, si converrà, e a tratti quasi impossibile, considerati i lacci ed i lacciuoli della politica, della burocrazia. Ma il governo deve, ripeto deve, al di là delle divisioni e delle fratture interne, riprendere in mano il timone ed individuare i suoi traguardi. In questo senso, i "5 punti" rappresentano una prima importante enucleazione degli obiettivi che il centrodestra si pone di raggiungere e realizzare. Sembrerà una provocazione, ma a mio parere Berlusconi farebbe bene convocare al più presto un Consiglio dei Ministri (o, più realisticamente, una serie definita di più CdM da "spalmare" in un arco temporale di 3 mesi al massimo, da qui a dicembre) per discutere con tutti i ministri, ed ovviamente emanare, decreti e disegni di legge di attuazione dei 5 punti.

    L'Italia si aspetta un Governo che fa, e che fa bene, con un progetto ben chiaro in mente, senza confusione, senza pasticci, ed ovviamente senza inutili frenate e perdite di tempo. Il centrodestra si salva solo se riesce a rispondere alle necessità, alle urgenze dei cittadini, nel campo dell'economia e della sicurezza in primis. Se questo esecutivo perderà altro tempo in modo inutile e dispendioso, allora la prossima primavera, se davvero si tornerà al voto, la batosta elettorale sarà molto, molto dolorosa, potenzialmente letale.
    io che sono Berlusconiano do la colpa di tutto ciò a Berlusconi e al popolo italiano, che in fondo, ignorante come é, e lobomotizzato come é, dopo 60 anni di repubblica, é forse fin troppo messo bene, grazie al retaggio dei nostri nonni, e prima di loro dei loro nonni, che fecero questo paese.
    Posto che voterò Berlusconi sempre, in un panorama politico desolante come questo, sono e restano errori gravissimi di Silvio:

    -non avere fatto cultura "di destra" e arginato la lega e il suo sparaputtanatesimo patagno
    -non aver eliminato politicamente il traditore e fesso (politicamente parlando) fini
    -aver concluso accordi vergognosi con il tiranno di tripoli (invece di condannare e annullare il trattato precedente fatto da prodi, con cui si regalavano perfino unità navali allo stesso tiranno, usate poi per sparare addosso ai nostri concittadini).

    Detto questo, per un conservatore il panorama italiano é circondato da delusione, ipocrisia, eredi dei mali dell'Italia, figli e degni eredi dei fondatori della repubblica delle banane.

    Come ovviare a ciò?
    Se uno si astenesse, farebbe il gioco dei nemici di sempre. (Io piuttosto mi faccio castrare, e piuttosto che farmi castrare vi lascio immaginare cosa sono disposto a fare!!)
    Se uno sostiene Silvio da conservatore invece, e si comporta da tale, allora forse possiamo dare una speranza all'Italia, la nostra Italia, che beneinteso, siamo in pochissimi ad amare.

    E comunque continuiamo a sperare sempre in tempi migliori, oggi non ci sono i rossi in parlamento, domani speriamo anche fini traditore e i radicali con lui.
    Ultima modifica di Gilbert; 29-09-10 alle 19:26
    NOI SIAMO LA VERA ITALIA !
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  3. #3
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    Predefinito Rif: Agire!

    Citazione Originariamente Scritto da Gilbert Visualizza Messaggio
    io che sono Berlusconiano do la colpa di tutto ciò a Berlusconi e al popolo italiano, che in fondo, ignorante come é, e lobomotizzato come é, dopo 60 anni di repubblica, é forse fin troppo messo bene, grazie al retaggio dei nostri nonni, e prima di loro dei loro nonni, che fecero questo paese.
    Posto che voterò Berlusconi sempre, in un panorama politico desolante come questo, sono e restano errori gravissimi di Silvio:

    -non avere fatto cultura "di destra" e arginato la lega e il suo sparaputtanatesimo patagno
    -non aver eliminato politicamente il traditore e fesso (politicamente parlando) fini
    -aver concluso accordi vergognosi con il tiranno di tripoli (invece di condannare e annullare il trattato precedente fatto da prodi, con cui si regalavano perfino unità navali allo stesso tiranno, usate poi per sparare addosso ai nostri concittadini).

    Detto questo, per un conservatore il panorama italiano é circondato da delusione, ipocrisia, eredi dei mali dell'Italia, figli e degni eredi dei fondatori della repubblica delle banane.

    Come ovviare a ciò?
    Se uno si astenesse, farebbe il gioco dei nemici di sempre. (Io piuttosto mi faccio castrare, e piuttosto che farmi castrare vi lascio immaginare cosa sono disposto a fare!!)
    Se uno sostiene Silvio da conservatore invece, e si comporta da tale, allora forse possiamo dare una speranza all'Italia, la nostra Italia, che beneinteso, siamo in pochissimi ad amare.

    E comunque continuiamo a sperare sempre in tempi migliori, oggi non ci sono i rossi in parlamento, domani speriamo anche fini traditore e i radicali con lui.
    In effetti, pur in un quadro desolante di stasi, paralisi ed ipocrisia, segnato in effetti da molte promesse non mantenute (dov'è la riforma generale della giustizia? dov'è la riforma fiscale?), mai, mai mi asterrei. L'astensione gioca a favore dei nemici di sempre: se il centrodestra berlusconiano a tratti delude, sarà sempre meglio di un progressismo deteriore e foriero di incommensurabili brutture. Però, per il cittadino comune, lo scenario è inquietante: senza uno scatto d'orgoglio, qui finisce male.

  4. #4
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    Gheddafi e Bossi qua non c'entra nulla ragazzi, il vero, solo ed unico problema è quella serpe in seno di Gianfranco Fini.

  5. #5
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    Predefinito Rif: Agire!

    Berlusconi delude per l'oggi ma lavora per le elezioni di marzo (almeno spero)

    Le cose troppo attese hanno sempre il potere di deludere. E’ successo con l’attesissimo video-messaggio di Gianfranco Fini qualche giorno fa ed è stato ancora il caso del discorso del presidente del Consiglio oggi alla Camera dei deputati.

    Berlusconi si è dovuto misurare con aspettative molto intense e diffuse, il suo discorso è stato caricato di una congerie infinita di elementi di valutazione sia dalla maggioranza che dall’opposizione ed era atteso come un punto di svolta decisivo per l’attuale fase politica. Forse troppo peso per un discorso solo, per 44 minuti letti d’un fiato su una manciata di fogli.

    A Berlusconi si deve riconoscere di aver scelto un tono sobrio, commisurato alla delicatezza del momento, senza gigionerie e senza eccessivo autocompiacimento. E’ stato un discorso asciutto, per certi versi quasi notarile, in definitiva poco berlusconiano. Ed è forse è proprio questa l’origine di quel senso di insoddisfazione che ci ha lasciato. Vi si sente più la mano di Letta con qualche aggiunta tremontiana che non quella – come si era detto – di Giuliano Ferrara.

    Avremmo voluto sentire più Berlusconi nel testo letto oggi alla Camera, avremmo voluto percepire, seppure filtrato e depurato per l’occasione, il vero stato del suo umore, la traccia dell’accumulo di settimane e mesi di scontri e ritirate, minacce e promesse, voglia di mollare e voglia di vendetta. Perché certamente tutto questo e molto altra ancora grava sul Cav. ma non se ne è avuta contezza. Sembra invece aver funzionato una sorta di cordone sanitario steso attorno al presidente del Consiglio e messo a presidio di un possibile incidente di percorso, di una eventuale sfebbrata di verità e del suo immediato contagio.

    Ma si tratta di una protezione esile, che tutela temporaneamente la stabilità del quadro politico ma non lo risana e che soprattutto non funzionerà a tutela di Berlusconi stesso, fiducia o non fiducia, 316 o non 316. Il presidente del Consiglio rimarrà infatti esposto a tutti i venti di uno scenario molto turbolento e difficilmente controllabile. Sono tempeste uscite dal vaso di Pandora di un bipolarismo mal digerito e che non pare possibile chiudere di nuovo nello stesso vaso.

    L’impressione è che in nome della stabilità e della prosecuzione dell’azione di governo Berlusconi abbia rinunciato ad alzare il livello dell’analisi e della comprensione di quanto accaduto negli scorsi cinque mesi, dalla direzione del 22 aprile ad oggi. Cosa pensa davvero Berlusconi di tutto ciò: perché si arrivati alla “incompatibilità” di Fini e dei suoi? Cosa muove davvero l’azione di rottura del presidente della Camera? Davvero basta a spiegare tutto la sua impazienza, la sua ambizione, la sua antipatia per il premier? Davvero Fini vuole solo fare carriera più in fretta? Cosa pensa o cosa sa Berlusconi degli intenti finiani, di chi lo sostiene, di chi magari gli ha promesso appoggi e risorse, in Italia e all’estero. E come si spiega Berlusconi l’incredibile atteggiamento di Casini che pretende di fare l’ago della bilancia di una bilancia che anni ormai ha un solo piatto, quello di centro-destra. O basta a spiegare la sua testarda inazione, il suo eterno pendere un po’ di qua e un po’ di là, il fatto che parli un po’ troppo spesso con D’Alema. E cosa pensa, cosa intuisce Berlusconi di quello che può aver messo in moto nel paese, nella magistratura, nell’esercito, nelle grandi imprese, nelle grandi banche, nella Chiesa, oltre confine, la prospettiva di un suo eventuale arrivo al Quirinale, capo della magistratura e delle forze armate?

    Insomma ci sono molte e molto grandi poste in gioco che attraversano l’Italia di questa metà legislatura e che investono politica estera, politica economica, poteri forti (quelli veri, non Montezemolo…) equilibri e alleanze di lunga gittata. Tutto è in movimento e sull’orlo di precipitare in qualche nuova e imprevedibile soluzione. Per Berlusconi pare che invece sia successo nulla o molto poco: “io ritengo – ha detto – che i passi indietro determinati dalle vicende di questi ultimi mesi non abbiano per nulla intaccato la validità del nostro progetto”.

    Basta dichiarare un po’ di “amarezza” per spazzare via i passati mesi di veleni e quelli futuri di complotti e manovre?

    Quello che era nato come il Parlamento più bipolare della storia d’Italia, con oltre il 70 per cento dei suoi componenti concentrati nei due maggiori partiti, Pd e Pdl, rischia, con gli ultimi sviluppi, di trasformarsi nel più cespuglioso dei parlamenti repubblicani. Il potere di interdizione di gruppi e gruppetti sembra destinato a crescere oltre la soglia di guardia e nessuno, neppure il detentore di una quota singola, pare disponibile ad un “progetto” che vada oltre la massimizzazione dell’incasso personale.

    C’è dunque una solo lettura che può giustificare la prudenza e la vaghezza del discorso berlusconiano nel contesto appena descritto: si tratta di un biglietto con scadenza marzo 2011. Berlusconi ha fatto buon viso a cattiva sorte, ha trattenuto battute e sfoghi, ha indossato un sorriso d’ordinanza facendo forza a se stesso, ma solo perché sa che deve resistere ancora per pochi mesi. Le sue parole dovevano servire a raggranellare il piccolo gruzzolo sufficiente ad un breve tragitto: il grande viaggio, sempre che resti nella sua prospettiva, è rimandato.

    In questo senso si piega perché Berlusconi abbia voluto riconfermare la sua fede nel bipolarismo proprio nel momento in cui tutto sembra darlo per spacciato. Se il bipolarismo è malato non è detto che l’unica soluzione sia farla finita: Berlusconi oggi si è confermato tra i pochi a non voler staccare la spina di un sistema bipolare in agonia ma ancora in grado di riprendersi. Gli altri sono tutti pronti a festeggiare sulla sua tomba. Il messaggio ai moderati è stato forse l’unico passaggio forte e impegnativo, non di routine, del suo discorso, ma non era per l’oggi. Berlusconi sa che non è in questa legislatura che si possono gettare le basi per un nuovo partito dei moderati. Ci vuole una specie di palingenesi e il Cav. sa trovarla solo nelle urne. Non è detto che la trovi anche questa volta ma è lì che la cercherà. Mentre tutti gli altri giocano con il pallottoliere del Parlamento.

    Berlusconi delude per l'oggi ma lavora per le elezioni di marzo (almeno spero) | l'Occidentale

  6. #6
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    Predefinito Rif: Agire!

    Sì, lo spero anche io, perchè effettivamente il discorso di ieri di Berlusconi, al di là delle note positive e delle promesse, alla fin fine non ha fatto chiarezza, non ha contribuito a stabilire una maggioranza solida, certa, "di ferro". Ha lasciato tutti i margini per un nuovo precipitare della crisi, per ulteriori mesi di instabilità.
    Però, se davvero si punta alle elezioni primaverili, conviene arrivarci con dei risultati, con delle riforme come minimo impostate in disegni di legge.
    Se ci si presenta all'appuntamento in questo stato, la sconfitta, al Senato e a giudicare dagli ultimissimi sondaggi quasi quasi anche alla Camera, è certa.

  7. #7
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    Predefinito Rif: Agire!

    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Gheddafi e Bossi qua non c'entra nulla ragazzi, il vero, solo ed unico problema è quella serpe in seno di Gianfranco Fini.
    fini é la serpe da estirpare, ed é il primo problema ora, sono d'accordo con te, ma ammetterai che anche gli altri due punti costituiscono affronti alla coscienza di un conservatore!
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    RICOSTRUIAMO LA NOSTRA PATRIA !

 

 

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