
Originariamente Scritto da
Giustizia&Libertà
I liberali di sinistra sono quelli che mettono l'accento sul liberalismo politico (differentemente da quelli di destra che mettono l'accento sul liberalismo economico), cioè che lottano a favore del garantismo, contro la violenza dello stato e contro la sua intromissione nella vita privata. Sono per l'individualismo etico e quindi contro lo stato etico, cioè contro la morale imposta dall'alto.
Per questo motivo i left-liberal sono allergici ai conservatori, sostenitori dello stato etico e di un modello sociale imposto dall'alto secondo cui devi vestirti in un determinato modo, fare sesso in un determinato modo, pregare in un determinato modo, vivere in un determinato modo, ecc ecc...
Sempre per via di questo difendono le minoranze etniche e gli omosessuali: dissociarsi da supposte tradizioni e costumi fa parte della libertà fondamentale di un individuo.
Ritengono che ogni individuo sia unico e irripetibile e che quindi il razzismo sia una cretinata, perché frutto di un pensiero collettivista che cerca di accollare le responsabilità individuali su intere categorie. Per un left-liberal ogni individuo è responsabile delle proprie azioni, sia quelle buone che quelle cattive, quindi si prende individualmente sia i meriti che le colpe: né le colpe né i meriti possono essere fatti ricadere sulla sua famiglia o su un gruppo di sua appartenenza.
È proprio per questo motivo che i left-liberal non sopportano, oltre ai conservatori, anche i nazionalisti. Hanno fatto loro quella famosa citazione che dice più o meno: "Il nazionalismo è quella cosa per cui una persona si prende meriti per cose che non ha mai fatto e odia persone che non ha mai conosciuto".
Pertanto non sentirai un left-liberal italiano vantarsi per il fatto che l'Italia ha vinto i campionati di calcio: sa benissimo di non avere nessun merito, così come ritiene di non aver nessun merito per il fatto di essere nato in Italia, di essere maschio e eterosessuale, pertanto non crede nemmeno di essere migliore di chi non è italiano, non è maschio e non è eterosessuale.
Questo spiega perché i left-liberal spingono tipicamente per dare la cittadinanza agli stranieri nati e cresciuti in Italia: se un normale italiano non deve sudarsi in nessun modo la cittadinanza, allora perché uno straniero dovrebbe farlo? Esattamente come un italiano deve acquisire la cittadinanza per via del semplice fatto che è nato in Italia.
Ecco, questo è un ritratto piuttosto accurato della filosofia left-liberal.
Tra questi individui puoi trovare persone con visioni economiche più di destra o più di sinistra: il left-liberalism non si concentra sull'economia come il liberalismo classico, ma tendenzialmente un left-liberal ama il globalismo, vuole comprare roba online da tutto il mondo e spostarsi liberamente, quindi è favorevole alla libera circolazione di merci e persone: vede le frontiere e quindi i dazi come un ostacolo alla libertà.
Questo è forse ciò che accomuna i left-liberal economicamente.
Seppure possano in linea di principio avere anche idee comuniste in economia (visto che la loro dottrina filosofica ignora tendenzialmente il liberalismo economico), tendenzialmente non sono comunisti: più spesso sono vagamente liberali anche in economia, anche se non hanno una filosofia economica precisa e strutturata come i right-liberal.
Tendenzialmente sono piuttosto favorevoli alla sanità pubblica e alla scuola pubblica, ma spesso non al reddito minimo garantito. Quelli che lo sono, tendenzialmente vogliono comunque contenere l'assistenzialismo: non vogliono sussidi a pioggia.
Per quanto riguarda me, io ritengo doveroso che lo stato si assicuri, in un mondo o nell'altro, che tutti i cittadini abbiano cibo, alloggio, sanità e istruzione, poi si può discutere su come farlo.