



Ma infatti su questo concordo con te. Oggi parlare di fascismo e del suo antagonista ha senso solo per gli antifa e i nostalgici. D'altronde è un errore credere che quell'esperienza possa essere l'unico esempio da cui trarre spunto per un certo tipo di valori, senza considerare che se vogliamo giudicare questi personaggi politici facenti riferimento a stati extra-europei utilizzando i crismi degli ideali del fascismo storico si usano dei mezzi di interpretazione limitati, in quanto i rappresentanti di questi popoli tenderanno sempre a vedere l'esperienza dei fascismi come legata a quella del colonialismo otto-novecentesco. Quindi è normale che gente come Gheddafi, Chavez, Ahmadinejad siano nominalmente degli antifascisti, ma ciò non toglie che Stati come l'Iran e quelli che sposano l'ideale neobolivarista siano da considerare del tutto nazionalitari ed identitari.
Ultima modifica di José Frasquelo; 02-10-10 alle 17:50


Cosa che per inciso fece anche la geo-politica di Mussolini: L'America Latina e Mussolini. Brasile e Argentina nella politica estera dell'Italia. (1919-1943) - archiviostorico.info
E che sta facendo anche Berlusconi (l'Italia sta superando la Francia nella vendita di tecnologia militare al Brasile, e tornando economicamente nelle terre piene di Italiani: Panama e l'Argentina).
Italiani all'estero, Silvio Berlusconi a San Paolo: incontro con gli imprenditori e bagno di folla per il Presidente del Consiglio - di Rafael Bassoli
:: Il Caffe Geopolitico :: - Silvio latino
http://forum.politicainrete.net/von-...l-brasile.html
carlomartello
Ultima modifica di carlomartello; 02-10-10 alle 17:55


L'apologia ideologica del Bolivarismo non c'entra, tranne che per la valutazione geopolitica dei progetti di integrazione continentale. Sai distinguere le due cose, esaltare il meticcio e "il Socialismo del XXI secolo" e valutare gli effetti dell'integrazione latinoamericana nello scacchiere mondiale?
carlomartello


sì, ma guarda che quel socialismo lì ha poco a che fare con l'euro-comunismo che conosciamo noi. Ha molto a che fare con il populismo, che tanto piace a Karl, e con le dittature paramilitari (ricordati che Chavez era un Comandante non uno formatosi nei vertici del partito e/o nei centri sociali).










Perchè come vedi non ha nessun senso.
Canaglia, sai perfettamente che anche su questo, andando a spulciare, troveremmo delle notevoli differenze, soprattutto nell'impostazione teorica ma anche in quella pratica alla fine, col Fascismo europeo, nonostante tutte le possibili contestualizzazioni e attualizzazioni che si potrebbero fare.2) Statalismo e Nazionalizzazione sono due cose diverse. Nel caso di Chavez assistiamo a una riappropriazione di settori strategici dell'economia prima nelle mani di soggetti privati, il più delle volte stranieri. Il fatto che lo Stato venezuelano torni ad essere soggetto economico non è certo in contrasto con la formula mista pubblico-privata inaugurata in Italia con l'IRI.
Ovviamente aggiornato ai giorni nostri, visto che l'Italia fascista non aveva a che fare con le multinazionali di oggi.
Non sono io ad esser partito per la tangente :gluglu:3) Ah beh, se è così allora va bene, abbiamo discusso inutilmente, ma non ci voleva Wilders per capirlo.