







Notizie dal Grand Reset
https://www.maurizioblondet.it/notizie-dal-grand-reset/


OTTIMO RIAVVIO PER LA ELITE DOMINANTE
A nostro avviso, tutte le misure prese l’anno scorso da Bruxelles contro l’Ungheria e la Polonia sono un tentativo di distruggere semplicemente e ingegnosamente gli ultimi resti dell’autoidentificazione degli Stati nazionali d’Europa, poiché la distruzione delle tradizioni ha successo solo se non incontra resistenza.
Il grande ripristino (Great Reset), che originariamente significava un riavvio dei sistemi elettronici, è stato il meme più utilizzato nel sistema di potere monetario globale e liberale negli ultimi dieci anni. Gli eventi che si stanno verificando oggi negli Stati Uniti dimostrano chiaramente questo desiderio.
Negli ultimi anni, è diventato sempre più chiaro a tutti noi che la più grande frode nella storia del mondo è il gonfiaggio di un gigantesco pallone speculativo chiamato “bolla onnipotente”. Pertanto, alcuni broker cinici avevano ragione nell’avvertirci che ci saranno molti problemi non appena qualcuno riavvierà il sistema. Ma qual è stata la nostra sorpresa che il coronavirus sia arrivato e , con quel pretesto, “si decide tutto”.
Nell’ultima, isterica e morente danza di “prezzi gonfiati”, i mercati azionari mondiali hanno cominciato a scendere bruscamente e a febbraio, marzo dello scorso anno, le banche centrali hanno inondato il mondo con una massa di denaro inimmaginabile, che chiamano ancora “denaro dell’elicottero”. Di conseguenza, è iniziata una nuova ondata di debiti su una scala mondiale senza precedenti.
Bolla finanziaria
La fase in cui la “Washington Swamp” si trova in questo processo è forse meglio illustrata dal fatto che ogni dollaro di aumento del reddito nazionale degli Stati Uniti è già collegato a un aumento di sette dollari del debito nell’ultimo decennio. Sulla base di tutto ciò, non dovremmo sorprenderci che il Great Reset sia un messaggio piuttosto inquietante per noi, quindi siamo rimasti tutti davvero sorpresi quando Klaus Schwab (economista tedesco; fondatore e presidente permanente del World Economic Forum di Davos dal 1971), al prossimo World Economic Forum di Davos Il Forum di Davos (World Economic Forum, WEF) ha denominato la sua invenzione finanziaria, il Great Reset, ovvero una forza vitale intenzionale in grado di rilanciare il potere di un sistema finanziario globale e liberalista.
Klaus ha dichiarato che la pandemia di coronavirus è solo una grande opportunità per iniziare finalmente a costruire un nuovo ordine mondiale. Forse sarebbe bastata la personalità dello stesso Schwab per guardare con un po ‘di sospetto a questo nuovo trucco del potere globale, ma in questo contesto, vale la pena considerare come intendono utilizzare le ricadute della pandemia per buttare il mondo più in basso lungo il pendio entropico nell’inevitabile caos.
La prima vivida manifestazione di iniziative strategiche liberali per creare un nuovo ordine mondiale è stata la creazione del Club di Roma, organizzato mezzo secolo fa. Infatti, a cavallo degli anni Sessanta e Settanta, i padroni della “sovrastruttura energetica globale” erano già in grado di rendersi conto che la complessità in rapida crescita dell’ordine mondiale aveva raggiunto o forse addirittura superato un livello critico dal quale poteva ancora essere controllata. È importante notare che la caduta di qualsiasi grande struttura umana, ad esempio, imperi mondiali, grandi regni, si verifica a causa del fatto che la loro complessità aumenta più velocemente con la loro espansione rispetto alla complessità delle strutture di potere che sono in grado di controllarli.
Se questo livello critico viene superato in qualsiasi organizzazione umana, o si è inevitabilmente verificato un collasso sistemico o, per evitarlo, creando un caos programmato, i padroni del mondo hanno cercato di violare “manualmente” leggermente il sistema, come per “cancellare alcuni punti problematici” del sistema. Logicamente parlando, regolare quanto necessario per riprendere poi il controllo sicuro del sistema in modo che possano controllare nuovamente l’intero meccanismo di regolazione.
Da questo punto di vista, può diventare più comprensibile perché e come i tre principali temi globali degli ultimi anni siano diventati le migrazioni, il clima e i virus e la guerra civile deliberatamente provocata negli Stati Uniti o la campagna punitiva del Parlamento europeo contro Ungheria e Polonia.
Il sistema è stato trasformato in una “agenzia di contrasto” che si adatta bene alla loro strategia.
Migrazioni di massa
Questo significa anche la completa distruzione degli ultimi resti della tradizionale autoidentificazione nazionale, poiché la distruzione della complessità dei processi che non gli piacciono può avere veramente successo e velocemente solo se non incontra alcuna resistenza. Controllo totale e obbedienza, queste sono le principali richieste di trasformazione, e i padroni del mondo sembrano determinati a distruggere gli ultimi resti della resistenza, dando l’esempio a tutti, rendendo chiaro che “non c’è possibilità di resistere alla loro dittatura globale”.
Ma allora quale sarà l’essenza di questo nuovo ordine mondiale che verrà costruito dopo questo Grande Reset? Ebbene, dietro le “rivoluzioni teatrali del World Economic Forum (WEF) e le patetiche manifestazioni di Klaus Schwab” sembra esserci un nuovo ordine mondiale, forse più brutale che mai nella storia umana.
Sebbene i loro programmi siano apparentemente mirati a “stabilità, equilibrio e armonia”, in realtà, non c’è alcuna ragione oggettiva che abbia impedito al mondo di diventare il luogo che ci circonda oggi.
O se, tuttavia, c’è qualche riferimento a queste ragioni, allora “questo non va bene”, perché questo è già nazionalismo, razzismo, populismo, omofobia e simili, che, a loro avviso, descrivono i principali ostacoli sulla via del bilanciamento del mondo …
Tuttavia, poiché nella loro interpretazione questi concetti sono inequivocabilmente falsi, creati dal sistema del potere globale e dall’opinione dei media liberali globali, a nostro avviso, l’unico obiettivo dei liberali globalisti è etichettare ed escludere da qualsiasi strategia per l’attuazione di qualsiasi nuovo ordine coloro che difenderanno il loro identità tradizionale e quindi proteggeranno l’ordine tradizionale del mondo. Donald Trump e i suoi sostenitori sono semplicemente diventati vittime di questo “nuovo ordine”.
Tuttavia, il “Nuovo Ordine Mondiale” già in questa fase e livello frammentario non è sufficiente per creare alcun accordo globale, quindi i suoi creatori non vogliono discutere le loro proposte, ma “si aspettano la completa obbedienza da tutti gli insediamenti e da tutti i paesi del mondo”.
Sembra che mentre il “grande blackout globale” sia ancora coronato dal successo e i padroni del mondo abbiano davvero creato la crisi più grave nella storia dell’economia mondiale moderna, la cui profondità non possiamo nemmeno immaginare.
Ma cosa succede se il Grande Reset non funziona nel modo in cui i globalisti liberali hanno delineato? Siamo solo fiduciosi che molti paesi e governi stiano lavorando duramente contro il piano “mortale del Great Reset”.
Dr. Laszlo Bogar, Miklos Kevehazy, Ungheria
Fonte: Zen Yandex.ru
Traduzione Segei Leonov
https://www.controinformazione.info/...ite-dominante/




THE GREAT RESET GIORNATA DI STUDI
Una analisi critica della situazione attuale e dei suoi possibili sbocchi attraverso le opinioni di alcuni esperti e analisti internazionali….
Una iniziativa che vuole approfondire le cause di quanto accade al di fuori delle scontate manipolazioni dei media di regime……….
Nota: Sarà trasmesso sulla piattaforma di ByoBlu, Sabato 16 c.m.


La realtà come rappresentazione
Il mondo nuovo è già stato allestito. Si è parlato molto del transumanesimo, che atterrisce tanti di noi come una grande minaccia sempre più vicina. Sentiamo di essere attaccati dagli stessi strumenti diabolici che abbiamo creati. Le armi che dovevano alleviare ogni difficoltà e assicurare ogni beneficio sono ormai fonte di pericolo e presentiamo di essere saliti su una macchina senza controllo perché guidata da forze sconosciute. Eppure c’è un male ancora più grande, che ricomprende tutti gli altri e tutti li alimenta.
Non siamo più in grado di percepire la realtà, che è stata sostituita dalla sua rappresentazione. Il mondo nuovo è già tutto contenuto in quello virtuale, che ci viene raccontato come vero anche se non combacia per nulla con quanto accade, magari persino sotto i nostri occhi, o vediamo sfilare dentro uno schermo.
I fatti americani, avvenuti per ironia della sorte nel giorno della Epifania, hanno squadernato il libro della menzogna planetaria in cui sembriamo condannati a vivere, come nell’incubo di una follia che non smette di sorprendere.
La gente era arrivata da tanto lontano per dire che non credeva più all’inganno di cui si nutre il potere. Che ha scoperto finalmente la truffa mediatica al servizio dei prestigiatori.
Ma la trappola era pronta ed è scattata puntualmente. L’11 settembre i cieli più protetti del mondo erano risultati per incanto i più sguarniti, ma le folle non riuscirono a meravigliarsi di nulla, e pare che quasi nessuno se ne meravigli ancora oggi. Così è apparso del tutto normale a quanti hanno elargito al popolo il proprio grave pensiero sull’accaduto che l’accesso al luogo più protetto di Washington fosse stato lasciato libero in diretta televisiva a qualche comparsa di mestiere e allo sparuto gruppo di ingenui e disarmati trasgressori. Poi, siccome né le comparse né gli sprovveduti invasori avevano intenzioni omicide, i pistoleri di professione al soldo del potere non si sono lasciati sfuggire l’occasione di fare un po’ di tiro al bersaglio e ammazzare qualcuno così come capita. Con naturalezza professionale.
Di solito i morti fanno molto rumore. Ma poiché la direzione delle trenodie spetta di diritto a chi conduce la musica, e ai maestri cantori, quei morti sono stati considerati virtuali come la mano che a freddo emerge dall’ombra, punta la pistola e stende una poveretta presa a caso. Insomma, nonostante la disarmante eloquenza delle immagini, anzi, a dispetto di esse, il film in cartellone era un altro ed è stato proiettato puntualmente con i sottotitoli già programmati. La pagina del New York Times era pronta fin dal mattino, cioè da una decina d’ore, con il compianto per il tentato omicidio della democrazia.
Un compianto riecheggiato ovunque, uguale su tutte le bocche autorevoli o presunte tali, senza distinzione di fede politica o di pregio culturale, senza disformità, Ogni persona intelligente ha partecipato a distanza alla Messa da morto per l’anima della democrazia in decesso temporaneo e tutti hanno assunto il tono mesto adatto alla luttuosa circostanza. E poiché la globalizzazione si è realizzata al meglio in quella della stupidità, non vale la pena di commentare le singole performance in patria o altrove. Intanto però molti altri, tra registi e impresari, se la ridevano perché la trappola che ha funzionato a dovere anche grazie ai compunti commentatori e alla loro mancanza di senso del ridicolo. Essi hanno risposto puntualmente e comme il faut alle aspettative del potere al potere, mentre i morti avevano assolto la necessaria funzione pedagogica.
Ma occorre essere comprensivi. Se i fatti non esistono più, ma esistono soltanto le rappresentazioni, non c’è più neppure l’obbligo morale di parlare con cognizione di causa. Meglio non perdere tempo e prendere al volo il piatto precotto e omologato passato dal convento e non apparire stravaganti. Chi mai si metterebbe a berciare durante un funerale? Figurarsi a quello provvisorio della Democrazia.
Solo Sgarbi, uno abituato per mestiere ad osservare tutti i particolari della immagine che ha davanti agli occhi, pare essersi accorto di quello che era stato documentato, e che doveva apparire evidente, a cominciare dai morti ammazzati e da quelli che li hanno ammazzati.
Dunque i fatti dell’Epifania, quelli che a dispetto di tutto sono veramente accaduti, hanno riassunto come in una metafora il vero dramma di questi tempi, che sarebbero parodistici se non fossero anche tanto minacciosi da non consentire né l’ottimismo né la distrazione.
Il mondo nuovo sta tutto nel tragico deragliamento della ragione. Un convoglio che sembra ormai rovesciato in campo aperto, mentre i suoi ignari e ormai disarmati passeggeri vagano in balia di ogni predatore. Con la ragione pare andata perduta anzitutto proprio la capacità di vedere l’evidenza, e così anche i fatti possono scomparire ed essere sostituiti a piacere secondo le esigenze dello spettacolo.
Del resto, se anche il denaro può essere creato dal nulla e, come nei giochi di società, certificare una ricchezza virtuale, perché stupirsi se la realtà può essere sostituita dalla sua falsa rappresentazione.
Forse il mondo nuovo è cominciato proprio allora, quando le riserve auree non hanno più garantito il valore della moneta senza che ci si allarmasse più di tanto. Anzi, l’inaugurazione di quella truffa planetaria è avvenuta con la naturalezza con cui era stata annunciata.
Se l’uomo si abitua a qualunque mostruosità “purché gli venga somministrata a piccole dosi”, ora è venuta in auge una tecnica ancora più semplice, quella di dare per scontata la normalità di qualunque anomalia.
Una tecnica per cui diventa naturale che la polizia si faccia da parte per far entrare i manifestanti a violare la sancta sanctorum della democrazia occidentale, come è naturale che una vittoria elettorale venga annunciata dalla Pelosi (prodotto italiano di nicchia come la Ciccone) prima dell’inizio delle e elezioni. È normale che la lettura delle schede venga affidato a un discusso sistema informatico cinese, come sono normali i nuovi “diritti civili”, la cancellazione della maternità, la cancellazione dell’uomo in quanto offensore della natura, l’aborto al nono mese di gravidanza, e tanto altro. Ora è soprattutto normale che, in nome della libertà, si rinneghi la libertà con cui si è liberato il mondo dai tiranni, o che in nome della democrazia si vada in casa altrui a sloggiare il legittimo proprietario dopo avere corrotto la servitù.
Dunque noi beneficati dalle tecnologie avveniristiche siamo riusciti nella impresa ardita di sostituire alla evidenza dei fatti quella che oggi va di moda chiamare la loro narrazione.
Ma l’annientamento della ragione comprende anche la cancellazione dell’ignoto. Se può essere sconveniente scoprire quello che non conosciamo, questo finisce anche per non esistere. Anche la chiesa ha abolito il sacro per abolire il mistero, senza forse accorgersi che stava perdendo anche la propria ragione d’essere.
Così, quando ci si è trovati d’improvviso in balia della malattia sconosciuta, è sembrato subito impertinente la domanda sul come, sul chi e sul perché, e non si è trovato di meglio che la consegna a tempo indeterminato all’oracolo televisivo, che nulla sa o vuol sapere. Eppure, se questo nemico ignoto che incombe sulle nostre vite si rivelasse manovrato dalle mani invisibili di un burattinaio, scoprire la fonte del problema potrebbe anche fornirne la soluzione.
I Greci, che tutto hanno visto e presentito, avevano una sola parola per indicare sia la vita umana sia l’arco di un dio capriccioso e crudele che può colpirla a tradimento. Ma ancora una volta pare sconveniente pensare a mani umane che armeggiano nell’ombra con l’arco della vita altrui. Così quasi nessuno dà troppo peso al fatto che un certo Bill Gates, il figlio d’arte in pulloverino rosa e con la frangetta grigia di adolescente attempato, avesse già da tempo affermato in diretta televisiva che bisogna ridurre l’umanità, e lo avesse fatto con la stessa disinvoltura con cui il Monti riconosceva a sé il merito di avere ridotto la domanda interna. Né ha destato soverchio interesse che lo stesso adolescente attempato, munito di eccezionali capacità divinatorie, abbia preannunciato già nel duemila quindici una epidemia capace di sfoltire del superfluo la ingombrante massa umana, per poi organizzare proprio poco prima che la profezia si avverasse una bella simulazione di pandemia da covid, con milioni di morti. Per poi predirne molte altre molto più letali entro venti anni.
E infine, di dimenticanza in dimenticanza, oggi passa quasi inosservato che sia lo stesso filantropo ad avere approntato in quattro e quattr’otto un piano vaccinale capace di sconfiggere il famoso virus, in controtendenza con il proprio sogno di bonifica umana a scopo umanitario. Delle due l’una: o il ragazzo si è ravveduto e sta correndo con tutte le proprie forze in soccorso dell’umanità perché non la ritiene più sovrabbondante, oppure il piano vaccinale è in grado di potenziare l’effetto riduttivo proprio delle pandemie profeticamente annunciate e scientificamente calcolate.
Eppure, anche a volersi voltare dall’altra parte a tutti i costi, una cosa almeno dovrebbe attirare l’attenzione. Gli ideatori di ogni piano provvidenziale scelgono ormai di parlare chiaro e tondo, come si conviene a chi è tanto sicuro del fatto suo da non temere obiezioni. Anche perché, se le cose più sconvenienti vengono dette con naturalezza, esse potranno sempre apparire come facezie. Come quando uno racconta alla propria fidanzata di averne anche un’altra, e la sventurata che aspiri ad apparire donna di spirito si guarderà bene dal mostrarsi sospettosa.
L’enfant prodige che sperimentava in garage le scoperte di altri può dunque parlare chiaro, sicuro di non suscitare allarmi sconsiderati. Ha respirato in famiglia l’alto ideale abortista di suo padre finanziatore di una grandiosa macchina di morte planetaria, alla luce de sole, per il bene delle donne e della intera società.
Con gli stessi metodi e le stesse finalità filantropiche è stata diffusa la santificazione dell’omosessualismo, il gender, la sessualizzazione precoce dei bambini a futuro uso pederastico, le pratiche eutanasiche e tutto l’altro marcio sparso a piene mani non solo in “Danimarca” ma sul mondo intero. Il tutto grazie anche alla impunità garantita dalla disattenzione dei popoli il cui depauperamento culturale è funzionale alla sudditanza e alla perdita di ogni consapevolezza critica.
Così i Gates e i loro ben noti omologhi regnano indisturbati e gratificati dall’ossequio di ogni benpensante devoto al progresso garantito dalla magnanimità del filantropo. I nomi sono solo paradigmatici. Stanno ad indicare un insieme, un potere che ha altri corpi non necessariamente identificabili in base a dati fisiognomici. Come le famose “famiglie” tentacolari ovunque dominanti. Famiglie, corpi, filantropi. Tutti i poteri fra i più oscuri e inafferrabili che abbiano segnato la storia umana.
Accanto ai fabbricanti di morte morale e materiale, a braccetto con loro, ci sono i grandi sacerdoti della finanza speculativa che inoculano una morte fredda, senza bisturi e senza morfina. Tanto dotati da fiutare anche l’affare ricavabile dalle scommesse sulle pandemie. E anche di questa efficienza e di queste attitudini ci siamo dimenticati in fretta. In fondo non ci è sembrato abbastanza immorale, neanche paradossale, non ci è sembrato neppure sospetto. Il nastro che scorre davanti agli schiavi televisivi fissa immagini e suoni, ma quello che deve rimanere impresso è solo il messaggio diramato secondo il piano di bonifica mentale egualitaria. Un piano che ha funzionato alla perfezione anche nel giorno della Epifania, quando la proiezione politica dei poteri al potere ha organizzato la trappola in cui sono caduti anche tanti topi intelligenti.
Contro queste forze è impossibile difendersi ad armi pari. Ma se ne possono smascherarne i piani se ne vengono finalmente scoperte le intenzioni. Anche la medusa può essere disarmata, forse proprio cominciando a guardarla in faccia con la forza e il coraggio della ragione.
Giorgio Colli dedicò anni fa un saggio illuminante alle origini della filosofia. Queste andrebbero fatte risalire ad una sapienza ancora più arcaica, cui fu riconosciuta la forza di affrontare il mistero della vita. Una sapienza che si manifestava nella capacità di risolvere gli enigmi con la forza liberatoria della ragione. Essa è la sola arma concessa all’uomo per difendersi dall’ignoto che lo minaccia. È quella vera sapienza per cui Edipo, sciogliendo l’enigma, libera la città dalla Sfinge che la tiene in scacco. Secondo una tradizione altrettanto antica, Omero si sarebbe gettato in mare per la disperazione di non essere riuscito, nonostante la propria sapienza, a risolvere l’enigma propostogli da alcuni giovani pescatori.
Noi sapienti e saccenti figli della modernità dovremmo tentare di rimettere in piedi il carro rovesciato della ragione, magari cominciando col chiederci quando e perché una torre di acciaio alta quattrocento metri può polverizzarsi al suolo in nove secondi esatti.
Patrizia Fermani Gennaio 12, 2021
https://www.ricognizioni.it/la-realt...presentazione/


THE GREAT RESET - Giornata di studi
Siamo lieti di offrirvi il programma del nostro evento di sabato 16 gennaio 2021.
Dalle ore 10 alle ore 19, 18 relatori di altissimo livello internazionale si confronteranno in diversi ambiti di riflessione.
L'evento sarà trasmesso in esclusiva da ByoBlu e DavveroTV con le seguenti modalità:
DIGITALE TERRESTRE - DAVVERO TV:
Lombardia: Canale 606
Lazio: Canale 632
Piemonte e Veneto: Canale 607
Emilia Romagna: Canale 622
(Ri-sintonizzate il decoder)
______________
DAVVERO TV STREAMING LIVE
Simultaneo alla diretta Digitale Terrestre
https://guarda.davvero.tv/DavveroTVLive
______________
APP DAVVERO TV
I-Phone https://guarda.davvero.tv/APP-iPhone
Android: https://guarda.davvero.tv/APP-Android
______________
DAVVERO TV SU WEB:
Sito Web: https://www.davvero.tv
______________
SOCIAL
Telegram: https://t.me/DavveroTV
Twitter: https://twitter.com/DavveroTv
Ringraziamo i numerosi cooperatori dell'evento, che hanno aderito con entusiasmo scegliendo di scrivere la storia: Comunità Giovanile, Economia di Spirito, La Terra dei Padri, Centro Studi Dimore della Sapienza, Il Guastatore, Arianna Editrice, Fratria Altotiberina, Identità e Territorio, Croce Reale - Rinnovamento nella Tradizione, Accademia San Pietro, Unione Socialismo Nazionale, Il Corriere delle Regioni, CUIB d'Avanguardia, Identità Europea, Centro di Gravità e tante altre realtà culturali, formative e di informazione.
Ecco a voi il programma dell'evento:
Inizio ore 10:00
GEOPOLITICA DEL MONDO MULTIPOLARE
10:00 10:15 LUCIANO LAGO
10:15 10:30 PAOLO BORGOGNONE
10:30 10:45 LORENZO CENTINI
10:45 11:00 HANIEH TARKIAN
11:00 11:15 GHERARDO MARENGHI
11:15 11:40 Giro di conclusioni
11:40 11:50 Pausa
ECONOMIA E FINANZA DELLA NUOVA ERA
12:00 12:15 ILARIA BIFARINI
12:15 12:30 CESARE POZZI
12:30 12:45 MARCO DELLA LUNA
12:45 13:00 Giro di conclusioni
13:00 14:00 Pausa
14:00 14:15 FERNANDO VOLPI
14:15 14:30 DANIELE TRABUCCO
14:30 14:45 RAINALDO GRAZIANI
14:45 15:00 Giro di conclusioni
15:00 15:10 Pausa
FILOSOFIA E SCIENZE DELLO SPIRITO
15:15 15:30 ALESKANDR DUGIN
15:30 15:45 ADOLFO MORGANTI
16:00 16:15 FRANCESCO MAROTTA
16:15 16:30 FRANCESCO LAMENDOLA
16:30 16:50 Giro di conclusioni
16:50 17:00 Pausa
17:00 17:15 ENRICA PERUCCHIETTI
17:15 17:30 ROBERTO PECCHIOLI
17:30 17:45 EDUARDO ZARELLI
18:00 18:15 Giro di conclusioni
Termine intorno alle ore 18:30


10 DOMANDE SUL GRANDE RESET
L’azione più difficile e determinante, che porta alla comprensione di un fenomeno nuovo o sconosciuto, è quella di porsi le domande giuste.
E infatti la manipolazione mediatica agisce proprio attraverso la restrizione degli argomenti, portando l’attenzione sul dito anziché sulla luna, o fomentando discussioni e liti su aspetti totalmente secondari e tacendo colpevolmente le istanze principali.
Il pubblico viene trattato come un infante, che viene distratto con lucine e sonaglietti, mentre i manovratori agiscono indisturbati sotto il suo naso.
Pertanto è opportuno provare a esaminare il piano come una proposta di cui si possa dibattere e provare a vagliarlo con le domande opportune.
Il programma del grande reset
Sommando le dichiarazioni provenienti dal forum di Davos, i dati finanziari di pubblico dominio e le indiscrezioni provenienti dal Canada possiamo farci un quadro della “proposta” (che in realtà vuole essere imposta in modo totalmente autoritario).
Il ventilato piano canadese (esposto qui https://scenarieconomici.it/fughe-di...ia-diffondere/) narra che, a seguito di una successione di serrate (designate col termine carcerario di lockdown: “isolamento” nel senso di prigione dura), si arriverà alla penuria di rifornimenti (volgarmente detta “fame”) e al completo controllo militare del territorio.
In queste condizioni verrà attuata la riforma e la trasformazione del sistema di sussidi di disoccupazione per la transizione verso un reddito universale.
Per compensare il crollo economico internazionale, il governo federale offrirà un taglio del debito, dei debiti personali, dei prestiti, delle ipoteche, grazie al FMI nell’ambito del programma mondiale di reset del debito; in cambio, i cittadini perderanno per sempre la proprietà privata di qualsiasi bene.
Questa risoluzione sorprendente non è affatto estranea al “pensiero di Davos”, come appare dagli scenari illustrati dai loro analisti, che vedono nel futuro un mondo in cui i beni sono tramutati in servizi e la proprietà privata, quasi per conseguenza naturale, è scomparsa insieme alla privacy.
https://it.ihodl.com/lifestyle/2016-...-non-esistono/
Un altro fatto che si accorda col tema della proposta è che, a livello macroeconomico, i debiti mondiali risultano nettamente maggiori dei crediti, anomalia registrata da numerosi analisti finanziari, e questo non dovrebbe sorprendere più di tanto perché è la conseguenza naturale dell’emissione di denaro-debito soggetto a interessi.
Infatti, poiché è impossibile che si restituisca una cifra maggiore di tutto il denaro che è stato immesso in circolazione, il debito totale non è ripagabile.
Ma poiché il debito è frazionato tra molteplici soggetti alcuni di essi (guadagnando sugli altri) lo onorano e altri diventano insolventi,
E siccome il fenomeno è graduale, le società creditrici (tipicamente le banche) svalutano i crediti inaffidabili ed ecco come i crediti diminuiscono a fronte di debiti, ancora in essere, che non si potranno onorare.
Dunque o si accetta l’insolvenza con conseguente discredito di tutto il sistema monetario e finanziario, oppure si proclama una moratoria, un giubileo o qualcosa di simile.
Anche l’incidenza dell’automazione nella trasformazione del lavoro e dei mezzi di sostentamento è un fatto acclarato e previsto da molto tempo. Cito:
Su invito di Michail Gorbaciov. nel settembre 1995 al Fairmont Hotel di San Francisco, si svolse un incontro sul tema “il futuro del lavoro” con vari leader mondiali.
I convenuti tratteggiarono un nuovo ordine sociale e sembra che tutti fossero d’accordo nel pensare che nella società del ventunesimo secolo solo il 20 per cento delle persone avrebbe avuto un lavoro.
In quella stessa occasione Brzezinski coniò il termine tittytainment per designare la strategia di controllo semi-ipnotico con cui ammansire l’80% della popolazione rimasta disoccupata.
Dunque i problemi sul tappeto ci sono, non sono inventati, ma proprio per questo è doveroso discuterli e non essere messi di fronte al fatto compiuto di una “soluzione”, studiata magari da sedicenti esperti, e presentata come se fosse l’unica via d’uscita.
Doverose domande
1) Quando si ammette la necessità di un reset, si sancisce il totale fallimento del sistema precedente.
Chi ha governato il sistema precedente deve essere ritenuto responsabile per tale completo, totale, e assoluto fallimento.
E chi ha fallito in modo totale ha appena dimostrato di essere inadatto al governo e alla gestione di qualsivoglia sistema.
Quindi, come è possibile che le stesse persone, che hanno in mano ora le leve del potere e sono i primi responsabili del fallimento del sistema (e che si ritrovano in vacanza a Davos), possano essere autorizzate a gestire il cambiamento verso un assetto economico-sociale totalmente nuovo?
2) Un reset non è un’azione tecnica, che avviene entro il sistema, ma è un’azione di programmazione del sistema.
Visto che in questo caso il “sistema” è la società civile, soggetto dell’economia, quale voce ha avuto detta società civile nella scelta degli amministratori del sistema?
Chi ha mai legittimato i membri di un club privato, come il forum di Davos, a decidere del destino dei popoli? Possono vantare qualche diritto divino? Oppure, democraticamente parlando, quale popolo è mai stato interpellato a proposito?
3) La proposta può funzionare?
A giudicare dalle esperienze passate dei regimi comunisti più rigidi ed estremi, sembra che la piccola proprietà privata sia stata impossibile da eliminare.
Perché mai dovrebbe diventare possibile adesso?
4) Un ente opaco autoproclamatosi gestore del “programma del reset del debito”, collegato al FMI, propone l’azzeramento dei debiti. Chi gli conferisce l’autorità per gestire/imporre un simile cambiamento? Cosa ne pensano i creditori? Quale compenso ne avranno?
5) Si parla, con esempi, dell’eliminazione della piccola proprietà privata e per nulla della grande proprietà privata. Cosa ne sarà di quest’ultima?
I miliardari di oggi rinunzieranno a tutte le loro proprietà in cambio di un reddito di base?
Chi vive nei castelli e nelle ville con piscina verrà trasferito in un bilocale nel Bronx?
6) Un reddito universale di base garantisce una domanda virtuale, ma chi garantirà l’offerta, cioè
chi garantirà che ci saranno le merci da comprare?
Il sistema attuale prevedeva che il reddito derivasse dalla produzione di merci e questo garantiva la presenza delle merci stesse; un reddito incondizionato solleva il problema dell’incentivazione alla produzione.
Se l’idea è che le merci siano prodotte dai robot, dove sono tutti questi robot? Occorreranno anni o decenni affinché i robot siano in grado di provvedere al sostentamento dei 7,5 miliardi di abitanti della terra, o forse i robot sono pochi perché i “filantropi” di Davos hanno deciso di ridurre drasticamente (leggi sterminare) la popolazione mondiale?
7) Per quanto la percentuale della popolazione lavorativa sia in calo, esiste pur sempre il bisogno di lavoratori (e siamo ancora su quote ben superiori al 20% previsto).
È necessario che costoro siano spremuti come limoni in nome della produttività, mentre gli altri stanno a guardare?
8) Quando le macchine avranno ridotto la percentuale di occupazione umana, l’assegnazione del lavoro a una minoranza del 20% con quali criteri avverrà?
Ha senso un sistema competitivo in cui un 20% di vincenti prende tutto e un 80% di perdenti nulla?
9) Quanto divergerà il tenore di vita dei lavoratori da quello dei non-lavoratori?
E quanto sarà distante il tenore di vita della gente comune da quello dei governatori mondiali?
Ci sarà uniformità, oppure esisteranno ancora il lusso e l’abbondanza per alcuni?
10) La proprietà privata garantisce degli ambiti di libertà e autonomia, che riguardano la famiglia, l’educazione dei figli, le scelte valoriali e religiose.
Sopprimendo la proprietà privata si vogliono estirpare anche questi ambiti di libertà e autonomia?
In caso contrario cosa li garantirà?
Altri approcci
Ho parlato solo del programma economico finanziario, trascurando il secondo pilastro del piano che riguarda le vaccinazioni obbligatorie.
Per quante voci girino sui doppi fini delle vaccinazioni (e i sospetti siano gravi e fondati) non ho conoscenze certe in merito.
Probabilmente riguarderanno la riduzione della popolazione, ma, vista l’insistenza sulla rimozione della privacy, sicuramente riguardano il controllo delle masse.
Infatti il piano del grande reset finanziario, ben lungi dal rispondere alle domande che ho posto, ha tutte le ragioni di temere malfunzionamenti e creazione di situazioni innaturali che provocheranno reazioni e ribellioni.
In quest’ottica (una delle poche cose veramente realistiche del programma) diverse tappe dovranno essere imposte con la forza.
Di sicuro un programma di reset finanziario si basa su di un patto sociale, in quanto il dare-avere è un caso particolare del criterio più generale diritto-dovere, ha a che vedere con il principio di legalità e con la fonte del diritto, e deve essere affrontato valutando possibili soluzioni confrontando costi e benefici.
Non può arrivare qualcuno (con un curriculum di fallimento) a dire: “È così perché ve lo dico io”.
Altri approcci potrebbero essere basati
– sulla credibilità dell’azione, quindi prima si espropria la grande proprietà e solo successivamente si valuta se limitare quella piccola.
– sulla rappresentatività popolare, per cui prima si approva per votazione il nuovo sistema finanziario e poi si abolisce quello vecchio.
– sull’adozione di soluzioni non traumatiche, ad esempio attraverso una transizione alla riserva 100% con riacquisto del debito pubblico attraverso moneta emessa dallo Stato e redistribuzione della ricchezza indebitamente concentrata attraverso la socializzazione d’impresa.
(Soluzione non traumatica per il 99,9% della popolazione, per un ristretto numero di miliardari sarebbe abbastanza traumatica, ma non si può condizionare un sistema e la stragrande maggioranza delle persone che lo compongono per salvaguardare i privilegi indebiti di una minuscola minoranza, che è quanto avviene oggi).
– su nuovi criteri di solidarietà e di utilità pubblica, per cui si stabilisce la piena occupazione obbligatoria (con conseguente riduzione degli orari di lavoro e l’introduzione della retribuzione per le donne che liberamente scelgono di fare le casalinghe) e l’introduzione di coefficienti di utilità sociale nei bilanci delle imprese, per cui ad esempio l’agricoltura venga tassata al -5% (lo Stato aggiunge il 5% al fatturato dell’azienda per consentire un giusto compenso ai dipendenti) e il gioco d’azzardo al 95% (comprendendo in questa categoria anche alcuni strumenti finanziari) e tutta una gamma intermedia in mezzo.
– sull’espansione dei servizi alla persona: per quanto i robot siano lavoratori indefessi e sempre più efficienti (anche se gli odiosi risponditori automatici delle aziende, a partire da quelle della telefonia, inducono a dubitare di questa meravigliosa efficienza) credo che qualunque anziano o malato se dovesse scegliere fra essere assistito da un robot o da una persona non avrebbe dubbi.
Ma anche altri tipi di rapporto di assistenza (educazione, personal trainer, facilitatori e servizio d’ordine nel commercio, nell’intrattenimento, nel turismo e nei trasporti) potrebbero essere sviluppati man mano che le macchine sostituiscono l’uomo nei mestieri usuranti o di livello più materiale.
Il mantenimento della piena occupazione favorirebbe transizioni finanziarie non traumatiche.
– sull’abolizione di tutti i titoli finanziari: dato che l’economia reale non ha problemi di debito, dichiarare nulli tutti i titoli risolverebbe automaticamente anche il problema debitorio.
– …altro
Sono esempi buttati giù al momento, ma servono per capire che la soluzione proposta non è l’unica, non è brillante e si distingue solo per una smisurata capacità coercitiva dei cittadini, che si troveranno a dipendere totalmente da un potere centrale opaco.
In pratica un potere autocratico e autoproclamato propone di condonare un debito, generato dalle sue stesse cattive pratiche, in cambio della libertà.
Non è un grande affare.
Ma di fronte alla prospettiva di un cambiamento epocale, la pratica più odiosa è quella di escludere i cittadini dalla conoscenza e dalla discussione dei problemi.
Quindi ecco questo foglio di appunti che possa aiutare il pubblico a formarsi un’opinione.
Andrea Cavalleri
https://comedonchisciotte.org/10-dom...-grande-reset/