







Sì, ma prima bisogna toglierlo dal mercato, esattamente come se hai del pesce devi togliere i gatti dalla cucina altrimenti è un casino. Attualmente la bce può ridurre il debito pubblico italiano, rinunciando a qualche decina di miliardi di rimborso dei titoli di stato comprati ma non può farlo, perchè l'altro debito è sul mercato e se per caso lo facesse si creerebbe il panico.
E' il modello giappone, dove il debito pubblico è al 90% in mano allo stato, banche pubbliche e alla banca centrale, e il governo fa sottoscrivere alla banca centrale i titoli emessi al tasso vicino allo zero, ma per fare questo bisogna cambiare l'impostazione liberista dei trattati europei su tutto, dal mercato al bilancio dello stato e alla moneta.
La bce non può fare la banca centrale, e quindi non può monetizzare, non può finanziare gli stati, tantomeno sottoscrivere titoli di stato, e non ha nessun scopo di crescita economica a differenza della federal reserve. Deve essere neutrale rispetto all'economia, anche a costo di deflazione e creare miseria. La bce deve solo controllare i prezzi perchè l'euro è costruito a immagine e somiglianza del vecchio marco, e i tedeschi hanno la paranoia dell'inflazione.
Tradotto significa che sono guai seri per l'italia, perchè sarà costretta a tagliare ancora lo stato sociale. Il debito per i trattati deve essere ridotto solo riducendolo in valore assoluto cioè con macelleria sociale.
E' vietato ridurre il debito sul pil facendo salire il pil con la spesa pubblica e gli investimenti in deficit, ma adesso si stanno ravvedendo perchè sono in crisi anche altri paesi.
Il problema è che i giapponesi hanno bassa inflazione e bassi tassi, anche con un debito al 250% del pil e stampando tanta moneta, perchè sono giapponesi appunto quindi fanno quello che dicono e hanno una classe dirigente che evidentemente usa la spesa pubblica in maniera sapiente, aumentando la produzione mentre aumenta la moneta.
Fondatore e Presidente onorario di Italia Morta. Pro Italexit e Unione Terroni d'Europa (UTE).
Nostra proposta per emergenza Ucraina -----> La nato invade i paesi dell'est e li consegna alla Russia. Guerra finita e pace per tutti.


Il giappone ha bassa inflazione stampando moneta a raffica e svalutando la moneta periodicamente, quindi i patrimoni privati non perdono valore. Non c'è nessun nesso fra svalutazione e inflazione, perchè i prezzi aumentano solo quando la produzione non aumenta come la moneta. Evidentemente in giappone sale la produzione, o la fanno salire, cioè non lasciano decidere tutto al mercato. Investono in produttività e stanno attenti all'energia importata.
Ovviamente il giappone non ha inflazione e alti tassi perchè è un paese finanziariamente isolato e perchè il debito non è in mano nemmeno ai cittadini giapponesi ma solo allo stato giapponese, cioè lo stato è sia debitore che creditore, e può fare quello che vuole con il debito e la sua moneta.
Non esiste il mercato dei tassi in giappone, ma c'è il monopolio dello stato. Nessuno in giappone può influire sui tassi dei titoli di stato sul mercato, tantomeno gli speculatori, perchè tanto la banca centrale, il governo e le banche pubbliche hanno in mano in pratica il 90% dei titoli, e non li venderanno mai sul mercato.
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Ma la spesa pubblica produce crescita economica cioè pil, tantopiù gli investimenti pubblici, quindi tagliandola si ridurrà ancora il pil. Per far aumentare il pil privato devono aumentare i disoccupati e i poveri. Quando ci saranno più poveri allora il pil crescerà molto.
Il problema non è la fissa della crescita economica, ma l'obbligo di farlo col mercato privato, cioè l'impostazione liberista di tutta l'ue. Quando si tornerà ad aprire il mercato alla produzione dello stato, cioè alle aziende di stato, il pil salirà e il debito calerà.
Ovviamente questo può avvenire solo se i ricchi accetteranno di essere meno ricchi, perchè significa redistribuire la ricchezza.
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Lo stato per definizione è più efficiente del privato perchè produce al prezzo di costo e quindi usa tutte le risorse dell'azienda per produrre. E' impossibile avere un privato più efficiente, salvo riprodurre un regime di mercato concorrenziale liberista dove il profitto è ridotto vicino allo zero, cioè dove il privato vende appunto come lo stato al prezzo di costo.
In tutti i paesi con allargamento delle pensioni al privato c'è stata una riduzione dell'importo delle pensioni, o un impoverimento dei lavoratori. Basta vedere in cile cosa è successo.
Il taglio delle tasse aumenta le diseguaglianze a favore dell'imprenditore e impoverisce sempre i lavoratori anche se hanno una busta paga maggiore, perchè al calo delle tasse corrisponde una spesa maggiore per comprare gli stessi servizi sul mercato, che costano di più di quelli statali perchè hanno dentro il profitto. Infatti le assicurazioni costano troppo e non hanno la garanzia del sistema statale, quindi meno persone possono permettersi le assicurazioni.
Non a caso il calo delle tasse è spesso proposto da chi sfrutta i lavoratori, cioè da parte di chi finanzia la redistribuzione delle risorse a causa dei salari bassi.
Il mercato non redistribuisce le risorse ma le accumula e basta, per poi smettere di produrre. E infatti i paesi dove le masse stanno meglio sono quelli socialdemocratici, cioè dove c'è una presenza forte dello stato in economia e nello stato sociale. Paesi scandinavi o anche la germania.
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non so cosa abbia fatto la romania ... non capisco però per quale motivo non sia possibile ridurre l'esposizione finanziaria dello stato ... per poco che sia metto a bilancio 20 miliardi l'anno per la riduzione del debito che comportano un risparmio sugli interessi strutturale sia per il capitale rimborsato sia per la possibilità di finanziare il debito esistente ad un prezzo più vantaggioso


sull'efficienza della spesa pubblica in italia stenderei un pietoso sudario ma al di la dei luoghi comuni, al netto delle considerazioni sul pil, è un errore pensare di continuare ad aumentare il debito pubblico: drena risorse e lo fa sia in fase di crescita economiche che in fase di recessione con effetti più evidenti

