22 marzo 2017, Londra (Regno Unito): 4 morti e circa 40 feriti davanti al Parlamento di Westminster, nel cuore politico del Regno Unito. L’attentatore Khalid Masood, 52 anni nato in Inghilterra e abitante a Birmingham, falcia con un Suv diverse persone sul ponte di Westminster che attraversa il Tamigi davanti al Big Ben. Poi si dirige a piedi verso il Parlamento, dove aggredisce a morte con un coltello un poliziotto di guardia, prima di essere ucciso a colpi di pistola da due agenti in borghese.
7 aprile 2017, Stoccolma (Svezia): 5 morti e 15 feriti in pieno centro città, nella zona commerciale di Drottninggatan, dove un camion si è gettato sulla folla in una strada pedonale per schiantarsi contro la vetrina di una catena di supermercati. Alla guida del camion, rubato, un richiedente asilo uzbeko simpatizzante dell’Isis, il 39enne Rakhmat Akilov, la cui domanda era stata respinta ed era ricercato per essere espulso.
22 maggio 2017, Manchester (Gran Bretagna): almeno 22 morti e 120 feriti, tra cui molti bambini e giovanissimi. Una bomba esplode al termine del concerto della pop star amata dai teenager Ariana Grande all’interno della sala concerti Manchester Arena. L’Isis rivendica l’attentato.
3 giugno 2017, Londra (Gran Bretagna): intorno alle 22 locali, tre uomini a bordo di un furgoncino prima investono i pedoni sul marciapiede del London Bridge, uno dei ponti più celebri della capitale britannica, in pieno centro, per poi schiantarsi contro il pub Barrowboy and Banker. I tre uomini, armati di coltelli, proseguono quindi a piedi verso Borough Market, a ridosso del London Bridge sulla riva meridionale del Tamigi, area affollata di bar e locali frequentata anche da molti turisti, accoltellando i passanti. I tre, che indossano cinture esplosive false, vengono poi uccisi dalla polizia. In totale si contano 8 morti, mentre i feriti sono 48. L’Isis ha rivendicato l’attentato tramite la sua agenzia di stampa, Amaq. Gli attentatori sono stati identificati: Khuram Butt, 27 anni, cittadino britannico di origine pachistana, residente nel quartiere londinese periferico di Barking, poi Rachid Redouane, marocchino-libico anch’egli residente a Barking, e il 22enne italo-marocchino Youssef Zaghba, già sotto osservazione dell’intelligence.
19 giugno 2017, Londra (Gran Bretagna): poco dopo la mezzanotte un furgone piomba su un gruppo di fedeli musulmani a Finsbury Park a nord di Londra, vicino a una moschea dalla quale escono le persone radunate per le preghiere del Ramadan. Una vittima e almeno 10 feriti, tutti di fede islamica. Nella zona, Seven Sisters Road, ci sono almeno quattro moschee. L’attentatore, Darren Osborne, viene arrestato. Originario del Galles, dove viveva con la moglie e quattro figli in un sobborgo di Cardiff, era animato da odio per i musulmani.
17-18 agosto 2017, Barcellona e Cambrils (Spagna): nel pomeriggio un camioncino investe la folla sulle Ramblas, nel cuore della capitale catalana, mentre la sera verso mezzanotte un’Audi A3 si schianta contro i pedoni sul lungomare di Cambrils, prima che la polizia intervenga e uccida i terroristi in una sparatoria. In totale, si contanto 15 morti e un centinaio di feriti. Tra le vittime anche 3 italiani, i giovani Luca Russo e Bruno Gulotta, e l’80enne Carmen Lopardo residente in Argentina. La cellula della strage, che preparava un attacco più grande contro la Sagrada Familia con 120 bombole di gas, è stata smantellata: uccisi dalla polizia l’autore della strage sulle Ramblas, Younes Abouyaaqoub, e i terroristi di Cambrils. Morti in un’esplosione accidentale mentre preparavano bombe la mente del gruppo, l’imam di Ripoll Abdelbaki Es Satty, e altre due persone, mentre sono finite dietro le sbarre ulteriori 4 membri del gruppo terroristico.
12 maggio 2018, Parigi (Francia): un uomo di 21 anni, Khamzat Azimov, ha accoltellato cinque passanti nel quartiere Opéra di Parigi, gridando «Allah Akhbar». Morto un ragazzo di 29 anni, ferite le altre quattro persone. Il terrorista è stato ucciso dalla polizia. Nato in Cecenia e poi naturalizzato francese, l’uomo era incensurato anche se schedato come a rischio radicalizzazione islamica (“S”) in quanto era in contatto con il marito di una donna partita per la Siri. I suoi genitori sono stati arrestati e interrogati per capire se abbiano avuto un ruolo nell’attentato; arrestato anche un amico a Strasburgo.
12 dicembre 2018, Strasburgo (Francia): 5 morti e 11 feriti, sei sono gravi: è il bilancio provvisiorio dell’attentato al mercatino di Natale di Strasburgo, messo a segno dal 29enne radicalizzato Cherif Chekatt, sfuggito alla cattura. Tra le vittime, anche il giovane giornalista italiano Antonio Megalizzi, di Europhonica.