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Vaccino Covid, “efficace nel prevenire il 90 per cento delle infezioni”. Ecco come funziona BNT162 di Pfizer e Biontech
primi dati dell'ultima fase della sperimentazione sono analizzati da un Comitato indipendente che si è riunito ieri. La Pfizer aveva presentato la richiesta di autorizzazione all'Ema (Agenzia europea del farmaco) il 6 ottobre scorso
Un candidato vaccino anti-Covid sviluppato congiuntamente dalla Pfizer e BioNTech è risultato efficace nel prevenire il 90 per cento delle infezioni durante la fase 3 della sperimentazione, che è ancora in corso. L’annuncio arriva dal presidente della Pfizer, Albert Bourla e la notizia è pubblicata sul Washington Post. I primi dati dell’ultima fase della sperimentazione sono analizzati da un Comitato indipendente che si è riunito ieri. La Pfizer aveva presentato la richiesta di autorizzazione all’Ema (Agenzia europea del farmaco) il 6 ottobre scorso.
Scienza
Vaccino Covid, “efficace nel prevenire il 90 per cento delle infezioni”. Ecco come funziona BNT162 di Pfizer e Biontech
Vaccino Covid, “efficace nel prevenire il 90 per cento delle infezioni”. Ecco come funziona BNT162 di Pfizer e Biontech
I primi dati dell'ultima fase della sperimentazione sono analizzati da un Comitato indipendente che si è riunito ieri. La Pfizer aveva presentato la richiesta di autorizzazione all'Ema (Agenzia europea del farmaco) il 6 ottobre scorso
di F. Q. | 9 Novembre 2020
Un candidato vaccino anti-Covid sviluppato congiuntamente dalla Pfizer e BioNTech è risultato efficace nel prevenire il 90 per cento delle infezioni durante la fase 3 della sperimentazione, che è ancora in corso. L’annuncio arriva dal presidente della Pfizer, Albert Bourla e la notizia è pubblicata sul Washington Post. I primi dati dell’ultima fase della sperimentazione sono analizzati da un Comitato indipendente che si è riunito ieri. La Pfizer aveva presentato la richiesta di autorizzazione all’Ema (Agenzia europea del farmaco) il 6 ottobre scorso.
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Il candidato vaccino BNT162 sviluppato della società tedesca BioNTech utilizza l’Rna messaggero, analogamente a quello della società Moderna, anche questo in fase 3. Il vaccino utilizza una tecnologia innovativa. Ogni iniezione contiene nanoparticelle lipidiche – bolle di grasso – che circondano una striscia di materiale genetico, l’Rna messaggero appunto. Dopo che il siero è stato iniettato, la capsula adiposa trasporta il suo carico nelle cellule e l’Rna messaggero le istruisce a costruire la proteina Spike, insegnando efficacemente al sistema immunitario come riconoscere e bloccare il coronavirus.
L’azienda ha sviluppato il vaccino in collaborazione con la Pfizer negli Stati Uniti, e con lo Shanghai Fosun Pharmaceutical Group in Cina. Le aziende hanno selezionato per i test sull’uomo uno dei loro quattro candidati iniziali, che ha generato le risposte anticorpali più promettenti, per passare adesso a uno studio di fase 3 su 30mila persone. Gli Stati Uniti e il Regno Unito hanno raggiunto accordi per garantirsi la fornitura di questo vaccino. Il ceo di Pfizer Albert Bourla aveva affermato che è probabile che questo vaccino diventi a somministrazione stagionale come quello dell’influenza. Anche in questo caso è stata presentata una domanda di autorizzazione.
Per far comprendere l’importanza della notizia, se questa fosse confermata dai dati finali sulla sperimentazione, basti ricordare che alcune settimane fa l’American Journal of Preventive Medicine ha pubblicato un lavoro in cui si spiegava che in assenza di altri interventi per prevenire un’epidemia, il vaccino deve avere un efficacia (cioè probabilità di prevenire l’infezione) di almeno il 70% quando la vaccinazione copre almeno il 75% della popolazione. Mentre per estinguere un’epidemia in corso e evitare la necessità di altre misure (ad esempio il distanziamento sociale), il vaccino dovrebbe avere un’efficacia di almeno 80% con una copertura vaccinale del 75%. Ovviamente raggiungere una copertura del 75% non è facile, in quanto bisogna avere il numero necessario di dosi e personale per somministrarlo.
“I risultati dimostrano che il nostro vaccino a base di mRna può aiutare a prevenire il Covid-19 nella maggior parte delle persone che lo ricevono. Ciò significa che potenzialmente siamo ad un passo dal fornire alle persone in tutto il mondo una svolta tanto necessaria per contribuire a porre fine a questa pandemia globale – afferma Albert Bourla, il presidente di Pfizer, in un lettera pubblicata sul sito dell’azienda farmaceutica americana -. Al momento non possiamo richiedere l’autorizzazione all’Fda per l’uso in emergenza del vaccino solo sulla base di questi risultati di efficacia. Sono necessari infatti più dati sulla sicurezza, che stimiamo arrivino nella terza settimana di novembre, come parte del nostro studio clinico che è ancora in corso“. Bourla sottolinea anche che l’azienda, che lavora sul vaccino in collaborazione con BionTech, “sta lavorando per dimostrare che il vaccino può essere prodotto in maniera costante soddisfacendo gli standard di qualità” perché ricorda il presidente di Pfizer “l‘efficacia, la sicurezza e una produzione costante, sono i tre requisiti necessari prima di chiedere l’autorizzazione“. “Voglio ringraziare le migliaia di persone che si sono offerte volontarie per partecipare alla sperimentazione clinica – conclude – i nostri collaboratori e ricercatori, i colleghi in tutto il mondo che stanno dedicando il loro tempo a questo compito cruciale. Non avremmo potuto arrivare a questo punto senza il grande impegno di tutti, la loro dedizione e il loro coraggio sono le ragioni per cui continuiamo a credere che la scienza vincerà”.
“Allo stato attuale è probabile che si possa arrivare velocemente come mai prima nella storia dell’umanità a un vaccino contro un nuovo virus – ha detto il ministro degli Esteri tedesco Jens Spahn – Possiamo essere ottimisti”. I risultati annunciati sono “davvero impressionanti” per il livello “di protezione” commenta il virologo Ian Jones, dell’università britannica di Reading, ipotizzando un risultato potenzialmente migliore persino di quello – considerato finora in pole position sul fronte delle speranze anti Covid – fatto filtrare di recente sulla sfondo della stessa fase 3 per il prototipo sviluppato dall’ateneo di Oxford assieme al produttore farmaceutico AstraZeneca e con la collaborazione dell’azienda italiana Irbm di Pomezia. Jones sottolinea la procedura totalmente nuova utilizzata per il prototipo Pfizer, unica al mondo con quello in sperimentazione da parte della Moderna Inc (Usa). “Di tutti i candidati vaccini in via di sviluppo, quello di BioNtech sembra avere il miglior colpo in canna”. prosegue lo scienziato britannico. “I dati sul trial mostrano risultati eccellenti, davvero impressionanti, e nessun effetto collaterale avverso riportato. L’unica cosa che non sappiamo ancora è la durata della risposta fra tutti i gruppi” di pazienti.
https://www.ilfattoquotidiano.it/202...ntech/5997012/
Noi comuni mortali dobbiamo pazientare 5/6 mesi per essere vaccinati. Teniamo duro!