
Originariamente Scritto da
cireno
Siamo tutti sospesi a un filo. Abbiamo tutti voglia di libertà, anche quelli che non vanno in piazza a gridarlo, come se ci fosse una dittatura che usa il virus per sopprimere le libertà dei suoi cittadini, abbiamo voglia di libertà, poter uscire, poter lavorare, poter frequentare i nostri figli parenti amici, ma non possiamo.
Dice: dobbiamo avere pazienza, fra qualche mese uscirà il vaccino, pare quello italo inglese, e allora torneremo a vivere. Non è proprio così, amici, non proprio.
Il vaccino pare che avrà un’efficacia di tre, quattro mesi al massimo, per cui come faremo, quattro vaccinazioni l’anno? E poi c’è la quantità di vaccini che servirebbero, appena saranno pronti, e si parla di qualche miliardo di dosi, nel mondo, qualche miliardo di dosi quattro volte l’anno: un numero allucinante.
In Italia diciamo 40/45 milioni di dosi ogni trimestre e già questo ci stravolgerà la vita, siamo sinceri, anche per il timore che avremo sempre in tasca: il futuro che avremo da vivere non assomiglierà per niente allo spensierato passato.
E questo per quanto riguarda la salute. E l’economia? Prendiamo ad esempio un caso personale, il mio, pur sapendo che ce ne sono certamente dei più difficili da affrontare. Allora: la colf ucraina che veniva da noi due volte la settimana per 4 ore alla volta preferiamo lasciarla a casa, lei prende tram e metro, niente, meglio di no. Ma lei, poverina, vive di questo lavoro e allora la paghiamo ugualmente. Sono otto ore settimanali per 100 euro che al mese dicono 450 euro. Ora la cifra non è alta ma c’è il fatto che sia moglie che io non possiamo lavorare e allora anche quei 450 euro pesano moltissimo. Io sono fermo in casa, il mio settore è completamente fermo, e mia moglie ha chiuso la sua boutique e questo vuol dire che la merce che ha avuto in settembre dalle aziende non può venderla e allora, forzatamente non potrà nemmeno pagare le relative tratte ùper cui le aziende fornitrici come faranno? E i loro dipendenti?
Allarghiamo questo ragionamento alla nazione intera: dove andremo a finire? Chi lavora per vivere, specialmente i dipendenti, non può non avere i soldi per vivere, e chi potrà darglieli se le imprese non lavorano? Dice: lo Stato. Certamente, lo Stato. Ma, domanda: lo Stato dove li prende i soldi se non a debito? E se il nostro debito forzatamente continuerà a salire come lo potremo affrontare domani quando questo dramma della pandemia sarà finito, se finirà mai?
Chiudo. Io mi auguro che davanti a un simile possibile futuro i nostri politici la piantino di dire cazzate. Governo e opposizioni tutti uniti nello spararle. SIAMO IN GUERRA, mettiamocelo in mente bene, e allora dobbiamo stare, come si fa davanti a un pericolo nazionale, tutti uniti, magari costituire un governo di unità nazionale e FARLO DIVENTARE IL CENTRO UNICO DI COMANDO per affrontare questa guerra. Basta con governatori rompicoglioni che decidono questo si questo no: un GOVERNO NAZIONALE che comandi, alla cinese per intenderci, con leggi dure per tutti
Se continuiamo anche in questa crisi a fare all’italiana fanculo, ne vedremo delle brutte. Molto brutte