















Confermo. Io ho vissuto un anno in un paesino del Midwest, dai 16 ai 17 anni, ed è da tagliarsi letteralmente le vene.
Speravo che le cose fossero cambiate nel frattempo, ma pare che la provincia della provincia americana sia dura a morire.
Sull'ultima parte, di quelli che ho conosciuto io nati e cresciuti lì, quasi nessuno è rimasto. Con le borse di studio (per meriti sportivi, accademici, quello che vuoi) in genere il college riesci comunque a farlo.
Teniamoci stretti, che c'è vento forte.
Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno.
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Riaffiorano i ricordi degli anni di passione
ritorna il vecchio sogno per la rivoluzione.
Racconti senza fine di gente che ha pagato
non puoi mollare adesso la lotta a questo stato.
La rivoluzione è come il vento, la rivoluzione è come il vento.


Da vedere è splendida, sul serio. A prima vista sembra un po' Stepford, la location de La donna perfetta: tantissimo verde, ben curato, persone ospitali, natura meravigliosa ecc. ecc. Unico neo il clima.
Dopo un mese già ti rendi conto che c'è qualcosa che non funziona. Dopo un anno non vedi l'ora di tornare in questo casino di paese perché ti sembra di essere a Twin Peaks (a proposito di David Lynch).
Oh, poi tieni conto che io ho i ricordi di una sedicenne, impossibilitata a frequentare qualsivoglia locale in cui servivano alcolici, impossibilitata a guidare per motivi assicurativi dell'organizzazione con la quale sono partita (e senza macchina nel Wisconsin sei morto), costretta a frequentare una scuola fra i cui club spiccavano The Future Homemakers of America e The Future Farmers of America, ecc. ecc.
Forse ora la vedrei con occhi diversi, non so. Però il fatto che mi abbiano chiesto se in Italia avevamo le strade e la luce elettrica mi fa pensare che non mi ci troverei mai.
Teniamoci stretti, che c'è vento forte.
Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno.
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