Siamo tutti bugiardi, perché la bugia è connaturata alla natura umana... e se n'era già accorto Charles Darwin nel 1877, osservando il comportamento del proprio figlio di due anni e mezzo. Dunque, sul fatto che siamo bugiardi non ci piove; ma non tutti lo siamo allo stesso modo.
L’edizione inglese di Wikipedia raccoglie un discreto catalogo di forme specifiche di menzogna: dal bluff alla diffamazione, dalla frode all'omissione, fino all'esagerazione promozionale. Una distinzione abbastanza accreditata individua, invece, tre macro-categorie, catalogate in base a colori diversi: bianco, blu e nero.
BUGIE BIANCHE. Sono quelle empatiche, dette per gratificare l'interlocutore o per non offenderlo, oppure per non pregiudicare una relazione. Sono frequenti e vengono considerate socialmente accettabili. Appaiono tutto sommato inoffensive e aiutano a smussare gli spigoli e a semplificarsi la vita. In qualche caso, persino a renderla più piacevole. Ma persino le bugie bianche hanno delle controindicazioni: danneggiano l'autostima; a lungo andare, diminuiscono il grado d'intimità in una relazione affettiva e la rendono stereotipata; riducono la fiducia reciproca e disincentivano il confronto, il cambiamento, il miglioramento e la crescita. Inoltre, possono risultare difficili da sostenere nel tempo.
BUGIE BLU. Sono quelle che favoriscono sia il mentitore sia la sua sfera di appartenenza (amici, colleghi, compagni, seguaci, sostenitori, familiari) e hanno l'obiettivo di accrescere l'identità di un gruppo, la sua coesione e il suo successo, ovviamente a scapito di altri. Per questo motivo, le bugie blu risultano scarsamente credibili fuori dal contesto del gruppo di riferimento, ma perfettamente legittime e plausibili all’interno del gruppo stesso: sono esattamente ciò che gli appartenenti al gruppo vogliono sentirsi dire. Non solo: perfino quando gli appartenenti al gruppo sono consapevoli del fatto che a favorirli è una bugia, considerano la falsità solo un dettaglio irrilevante: dopotutto, la menzogna sta "promuovendo una buona causa"!
Le bugie blu sono diffuse all'interno di ambienti molto polarizzati: la politica, per esempio (la disinformazione è fatta di bugie blu) o un'organizzazione in cui due fazioni entrano in conflitto per il comando. Ma possono anche essere anche impiegate da gruppi più ristretti a fini squisitamente corporativi, per difendere se stessi e la propria reputazione, o per mascherare abusi e incapacità. Provate a pensare a cosa succede se e quando un'équipe medica o una squadra di poliziotti comincia a praticare le bugie blu... oppure, se a dire bugie blu è un gruppo di pubblici amministratori o di consulenti finanziari.
BUGIE NERE. Sono quelle egoistiche, dette a scopo predatorio per guadagnare un vantaggio immeritato a scapito di qualcun altro, oppure per evitare una punizione. Sono palesemente dannose perché distruggono reputazione e fiducia. Vengono stigmatizzate e ritenute socialmente inaccettabili e possono avere risvolti penali. Infatti, la maggior parte delle persone si astiene dal dire bugie nere... chi le dice, lo fa perché si sente superiore e inattaccabile, perché crede di aver poche possibilità di essere scoperto, ma anche perché si aspetta che la sua menzogna gli procuri un vantaggio consistente. Tuttavia, la strada delle bugie nere è fangosa e scivolosa: quando si comincia è facile precipitare sempre più giù... e smettere è difficile, a volte persino impossibile.
Bando alle timidezze o ai "io non dico mai bugie" e fuori il rospo: di che colore sono le vostre bugie?



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