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Re: Ellen Page rivela: "Sono una persona trans, il mio nome ora è Elliot"
Originariamente Scritto da 22gradi
https://www.repubblica.it/spettacoli...ns_-276618863/
"Elliot Page. Canadese, 33 anni, sei anni fa aveva annunciato di essere gay e ora, in un lungo post sui suoi profili social, dice di considerarsi una persona trans "non binario", vale a dire né uomo né donna, e che d'ora in poi vuole che nei suoi confronti vengano usati i pronomi "he/they", lui e loro.".
mica ho capito ma quando è nata-o era un maschio o una femmina???
Re: "I miei pronomi sono lui/loro e il mio nome è Elliot"
Originariamente Scritto da Dr. Gori
la gente normale non va generalmente oltre le categorie binarie, se poi complicano il tutto con pretese linguistiche e altre astruserie ....
Credo saranno chiamati dai più semplicemente Trans con l'articolo IL
Ci sarebbe la terza persona... il famoso it.
Non va bene?
Gli anglosassoni lo hanno... come i tedeschi, es appunto.
Re: Ellen Page rivela: "Sono una persona trans, il mio nome ora è Elliot"
Originariamente Scritto da 22gradi
https://www.repubblica.it/spettacoli...ns_-276618863/
"Elliot Page. Canadese, 33 anni, sei anni fa aveva annunciato di essere gay e ora, in un lungo post sui suoi profili social, dice di considerarsi una persona trans "non binario", vale a dire né uomo né donna, e che d'ora in poi vuole che nei suoi confronti vengano usati i pronomi "he/they", lui e loro.".
beh se non è ne maschile ne femminile è "it".
e pquindi pure "esso" ci sta.
Re: "I miei pronomi sono lui/loro e il mio nome è Elliot"
Originariamente Scritto da acquazzurra
Ci sarebbe la terza persona... il famoso it.
Non va bene?
Gli anglosassoni lo hanno... come i tedeschi, es appunto.
It è applicato alle cose ed agli animali (a dire il vero, c'è chi sostiene che sarebbe discriminatorio anche verso di loro). Usare quel tipo di pronome temo creerebbe ancora più polemiche.
Combattere contro il malvagio non fa di te per forza il buono; combattere per una causa che ritieni giusta non rende giusto tutto quello che fai
Non basta negare le idee degli altri per avere il diritto di dire "Io ho un'idea". (G. Guareschi)
Elliot Page, le parole per dirlo: ecco cosa abbiamo imparato finora
Il secondo coming out dell’attore ha generato un dibattito in redazione sui pronomi e gli articoli da utilizzare per rivolgerci a lui. Abbiamo deciso di condividere le nostre scelte con i lettori e spiegare cosa ci ha insegnato fino a questo momento la sua storia
Come apparirà chiaro dal titolo e dal sottotitolo, abbiamo deciso di rispettare il suo genere d'elezione, cioè il maschile. È stato lui stesso a chiederlo: "Chiamatemi Elliot, usate i pronomi lui / loro". In base all'affermazione di Elliot, entrambi i pronomi sono accettabili. "Loro" è il pronome preferito dalle persone non binarie, le persone cioè che non si riconoscono nel binarismo maschile / femminile ma sentono che la propria identità non può essere rappresentata attraverso una scelta uomo / donna. Chiedono di usarlo riferendosi alla singola persona non binaria in modo da evitare il pronome lui / lei.
Per il passato, abbiamo utilizzato il maschile. Ci siamo chiesti se questo non alterasse la percezione che l'attore ha avuto della sua storia, se non creasse cioè un "falso storico", ma abbiamo deciso di rileggerla con gli occhi di oggi. I suoi. Rispettando cioè la sua volontà. Lasciando però intatti i virgolettati che pronunciò prima del coming out come transessuale. Altrimenti avremmo dovuto scrivere che "Elliot era gay invece di Ellen era lesbica".
Grazie all'aiuto delle linee guida di Glaad, l'associazione americana che dagli anni Ottanta promuove una rappresentazione corretta delle persone lesbiche, gay, bisex, transgender e queer (lgbtq+) abbiamo riscritto alcune frasi dell'articolo su Repubblica con queste piccole accortezze che condividiamo con i lettori.
Abbiamo preferito l'aggettivo transgender a transessuale o travestito perché Elliot non si identifica, come dicevamo, né come donna né come uomo: è una persona non binaria, cioè sente di avere un'identità più complessa, con caratteristiche sociali e culturali di entrambi i generi.
Non abbiamo menzionato il nome precedente ma siccome era noto al pubblico con quello femminile, abbiamo iniziato scrivendo "Elliot Page, precedentemente noto come Ellen Page...". Dal momento in cui i lettori hanno appreso il nuovo nome di Page, non abbiamo più fatto riferimento ad esso.
Abbiamo quindi evitato espressioni tipo "nata donna". Sarebbe corretto, se proprio dobbiamo specificarlo, scrivere "Elliot Page è stato registrato come donna sul suo certificato di nascita, ma ora vive come secondo il suo vero sé".
Abbiamo usato semplicemente il nome e i pronomi correnti. Ad esempio: "Elliot Page ha iniziato la sua carriera come attore bambino prima delle esibizioni di successo in Hard Candy e Juno".
Transgender è un aggettivo, non l'abbiamo utilizzato quindi come un sostantivo: "Elliot Page è una persona transgender", non "un transgender".
Non bisogna confondere, è bene ricordarlo sempre, l'identità di genere con l'orientamento sessuale: le persone gay e lesbiche sono attratte da persone del proprio sesso: si tratta quindi di orientamento sessuale. Le persone transessuali, invece, sentono di appartenere al genere opposto a quello assegnato alla nascita: si tratta di identità di genere. Quindi non sono sinonimi.
Non c'è bisogno inoltre di speculare sulle procedure mediche che le persone transgender possono o non possono scegliere di intraprendere come parte della loro transizione. Sono informazioni private e un'identità transgender non dipende da procedure mediche. Enfatizzare gli aspetti medici della transizione oggettivizza le persone transgender e impedisce di vedere la persona transgender come una persona e basta, nella sua interezza.
A proposito della scelta tra outing e coming out, vale la pena ripeterlo: outing e coming out non sono la stessa cosa. L'outing è rivelare l'omosessualità altrui contro la volontà della persona interessata. È una pratica utilizzata dai movimenti gay più radicali negli Usa ai danni di politici segretamente omosessuali ma pubblicamente omofobi. Il coming out invece, come nel caso di Elliot, è rivelare consapevolmente e liberamente ciò che si è.
Abbiamo infine eliminato ogni allusione che potesse sottendere un giudizio sul perché finora l'attore aveva scelto di mantenere privata l'informazione sul suo percorso: le persone transgender affrontano tassi estremamente elevati di rifiuto familiare, discriminazione sul lavoro, sull'abitazione, quando non subiscono anche violenze fisiche.
La cautela di Elliot, quindi, non dovrebbe essere fraintesa. L'attore, secondo quanto scrive sui social, ha ritenuto necessario tenere privato il proprio sé autentico fino a quando non è stato in grado di rivelarlo pubblicamente in sicurezza. In questo senso vanno intese le sue parole: "Chiedo pazienza, perché ho paura dell'odio".
Dunque, prima era donna ed etero ed è diventata lesbica
Poi sembra abbia deciso di diventare uomo, quindi sarebbe un "uomo" etero, se non per il fatto che in realtà vuole restare trans non binaria e quindi deve essere definita persona transgender e per chiamarla bisogna utilizzare i pronomi sono lui/loro
Una persona normale deve ogni volta perdere tot minuti per capire cosa e come vuole farsi chiamare la persona che ha davanti pena accuse di omofobia e/o transfobia?
Ho fatto leggere l'articolo a un over 60 e non ha capito una cippa
Sono giovane ma non capisco queste idee moderne. Per me i sessi sono due, maschio e femmina. Dopo ci sono maschi che preferiscono la danza al calcio e femmine camioniste. Non per questo smettono di essere maschi o femmine.
Del movimento LGBT rispetto gli omosessuali, ma gli altri mi sembrano francamente dei matti. Devo dire che mi dispiace un po' per gli omosessuali che vengono messi in mezzo a queste teorie deliranti: se fossero stati per conto loro e non si fossero mischiati con i matti adesso verrebbero rispettati molto di più.
Re: "I miei pronomi sono lui/loro e il mio nome è Elliot"
Originariamente Scritto da Guy Fawkes
It è applicato alle cose ed agli animali (a dire il vero, c'è chi sostiene che sarebbe discriminatorio anche verso di loro). Usare quel tipo di pronome temo creerebbe ancora più polemiche.
In Germania usano es per i bambini/e oltre che per le cose gli animali.
das Kind --> es
das Mädchen --> es
Re: "I miei pronomi sono lui/loro e il mio nome è Elliot"
Non è possibile inventare ogni anno una nuova categoria di identità sessuale giusto per sentirsi qualcuno o qualcosa.
Quindi se uno si sente un paramecio dovremmo creare un nuovo termine per definirlo?