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Elliot Page, le parole per dirlo: ecco cosa abbiamo imparato finora
Il secondo coming out dell’attore ha generato un dibattito in redazione sui pronomi e gli articoli da utilizzare per rivolgerci a lui. Abbiamo deciso di condividere le nostre scelte con i lettori e spiegare cosa ci ha insegnato fino a questo momento la sua storia
Come apparirà chiaro dal titolo e dal sottotitolo, abbiamo deciso di rispettare il suo genere d'elezione, cioè il maschile. È stato lui stesso a chiederlo: "Chiamatemi Elliot, usate i pronomi lui / loro". In base all'affermazione di Elliot, entrambi i pronomi sono accettabili. "Loro" è il pronome preferito dalle persone non binarie, le persone cioè che non si riconoscono nel binarismo maschile / femminile ma sentono che la propria identità non può essere rappresentata attraverso una scelta uomo / donna. Chiedono di usarlo riferendosi alla singola persona non binaria in modo da evitare il pronome lui / lei.
Per il passato, abbiamo utilizzato il maschile. Ci siamo chiesti se questo non alterasse la percezione che l'attore ha avuto della sua storia, se non creasse cioè un "falso storico", ma abbiamo deciso di rileggerla con gli occhi di oggi. I suoi. Rispettando cioè la sua volontà. Lasciando però intatti i virgolettati che pronunciò prima del coming out come transessuale. Altrimenti avremmo dovuto scrivere che "Elliot era gay invece di Ellen era lesbica".
Grazie all'aiuto delle linee guida di Glaad, l'associazione americana che dagli anni Ottanta promuove una rappresentazione corretta delle persone lesbiche, gay, bisex, transgender e queer (lgbtq+) abbiamo riscritto alcune frasi dell'articolo su Repubblica con queste piccole accortezze che condividiamo con i lettori.
Abbiamo preferito l'aggettivo transgender a transessuale o travestito perché Elliot non si identifica, come dicevamo, né come donna né come uomo: è una persona non binaria, cioè sente di avere un'identità più complessa, con caratteristiche sociali e culturali di entrambi i generi.
Non abbiamo menzionato il nome precedente ma siccome era noto al pubblico con quello femminile, abbiamo iniziato scrivendo "Elliot Page, precedentemente noto come Ellen Page...". Dal momento in cui i lettori hanno appreso il nuovo nome di Page, non abbiamo più fatto riferimento ad esso.
Abbiamo quindi evitato espressioni tipo "nata donna". Sarebbe corretto, se proprio dobbiamo specificarlo, scrivere "Elliot Page è stato registrato come donna sul suo certificato di nascita, ma ora vive come secondo il suo vero sé".
Abbiamo usato semplicemente il nome e i pronomi correnti. Ad esempio: "Elliot Page ha iniziato la sua carriera come attore bambino prima delle esibizioni di successo in Hard Candy e Juno".
Transgender è un aggettivo, non l'abbiamo utilizzato quindi come un sostantivo: "Elliot Page è una persona transgender", non "un transgender".
Non bisogna confondere, è bene ricordarlo sempre, l'identità di genere con l'orientamento sessuale: le persone gay e lesbiche sono attratte da persone del proprio sesso: si tratta quindi di orientamento sessuale. Le persone transessuali, invece, sentono di appartenere al genere opposto a quello assegnato alla nascita: si tratta di identità di genere. Quindi non sono sinonimi.
Non c'è bisogno inoltre di speculare sulle procedure mediche che le persone transgender possono o non possono scegliere di intraprendere come parte della loro transizione. Sono informazioni private e un'identità transgender non dipende da procedure mediche. Enfatizzare gli aspetti medici della transizione oggettivizza le persone transgender e impedisce di vedere la persona transgender come una persona e basta, nella sua interezza.
A proposito della scelta tra outing e coming out, vale la pena ripeterlo: outing e coming out non sono la stessa cosa. L'outing è rivelare l'omosessualità altrui contro la volontà della persona interessata. È una pratica utilizzata dai movimenti gay più radicali negli Usa ai danni di politici segretamente omosessuali ma pubblicamente omofobi. Il coming out invece, come nel caso di Elliot, è rivelare consapevolmente e liberamente ciò che si è.
Abbiamo infine eliminato ogni allusione che potesse sottendere un giudizio sul perché finora l'attore aveva scelto di mantenere privata l'informazione sul suo percorso: le persone transgender affrontano tassi estremamente elevati di rifiuto familiare, discriminazione sul lavoro, sull'abitazione, quando non subiscono anche violenze fisiche.
La cautela di Elliot, quindi, non dovrebbe essere fraintesa. L'attore, secondo quanto scrive sui social, ha ritenuto necessario tenere privato il proprio sé autentico fino a quando non è stato in grado di rivelarlo pubblicamente in sicurezza. In questo senso vanno intese le sue parole: "Chiedo pazienza, perché ho paura dell'odio".
Dunque, prima era donna ed etero ed è diventata lesbica
Poi sembra abbia deciso di diventare uomo, quindi sarebbe un "uomo" etero, se non per il fatto che in realtà vuole restare trans non binaria e quindi deve essere definita persona transgender e per chiamarla bisogna utilizzare i pronomi sono lui/loro
Una persona normale deve ogni volta perdere tot minuti per capire cosa e come vuole farsi chiamare la persona che ha davanti pena accuse di omofobia e/o transfobia?
Ho fatto leggere l'articolo a un over 60 e non ha capito una cippa
IDEOLOGICAL DECOMPILER
Angine de poitrinisateur du rythme argumentatif
Re: "I miei pronomi sono lui/loro e il mio nome è Elliot"
Il pronome forse potrebbe essere la fatto con la vocale dimenticata, u
il lo gli del dello maschile
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ul lu glu (gliú) dellu deglu per gli altri generi
Tipo:
Ul presidentu della repubblica vladimiro è statu in visita dal suo omologo giapponese japiku mariko per discutere sulle problematiche relative alla discriminazione deglu transgender. Glu discriminatu dovrannu essere aiutatu in questo percorso culturale, ha aggiunto ul rappresentantu della comunità lgbt nipponica.
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Re: "I miei pronomi sono lui/loro e il mio nome è Elliot"
Elliot Page e la transfobia a La Zanzara. Cruciani: «Uno è uomo o è donna»
By Luca Parente / 3 Dicembre 2020
Nella puntata del 2 dicembre del programma radiofonico La Zanzara sono state fatte delle dichiarazioni transfobiche nei confronti dell’attore Elliot Page. Come i radioascoltatori sanno, il programma condotto da Giuseppe Cruciani e David Parenzo, commenta spesso temi di attualità. Il recente coming out di Page non deve essere passato inosservato ai presentatori che hanno deciso di commentarlo con Mario Adinolfi, spesso ospite della Zanzara.
«Oggi ho letto che un’attrice, tale Ellen Page – esordisce Cruciani nel minuto 47, usando il deadname dell’attore e praticando il misgendering – ha fatto questo annuncio, che poi non se capisce perché uno debba fare questi annunci».
L’importanza e il privilegio del coming out, soprattutto da parte di personaggi famosi, è evidentemente sfuggita al presentatore che, non contento della frase altamente offensiva nei confronti delle persone trans continua: «Sei anni fa questa qua aveva annunciato di essere gay. Però dice di essere trans non-binario, vale a dire né uomo né donna. Vuole che nei suoi confronti vengano usati i pronomi he/they, cioè lui/loro. Se a questa gli dici gay, questa si incazza».
Autodeterminazione della propria identità di genere, questa sconosciuta. «Se a questa non dici lei/loro questa ti denuncia per omofobia con la legge Zan (che non punirebbe ciò, ndr), questa non è roba seria». La roba seria, probabilmente è ospitare uno sghignazzante Adinolfi, tronfio nelle dichiarazioni transfobiche appena sentite.
«Uno è uomo o donna, punto. Poi ci sono le persone che si vogliono trasformare – prosegue Cruciani – Poi ci sono i trans, ma non è che uno è trans non-binario e pretende l’uso di certi pronomi». Una richiesta assurda, per il presentatore, che non vede perché debba rispettare il volere di Page. «Questa è donna, non è che s’è messa il ca**o e la chiami lui – continua imperterrito – Questa è donna e dice che tu devi chiamarla lui, ma questa si chiama Ellen». L’apice della transfobia in formato radio, come svilire l’identità di una persona negando ciò che è. «Se questa qua se sente lesbica se sente lesbica, se se sente trans se sentirà trans» conclude poi, mischiando orientamento sessuale e identità di genere in un unico calderone.
Come è facile immaginare, poi, Adinolfi non è stato in silenzio e ha vomitato tutto il suo odio nei confronti della comunità LGBT+. «Trans non binario, nel loro linguaggio significa né carne né pesce – specifica – È un diktat ideologico in cui sopprime una verità e la copre con una carnevalata. Questa è donna finché non muore, inevitabilmente è così».
«La verità è che siamo uomini e siamo donne – continua il politico – se andiamo a cercare qualcosa di diverso, allora c’è un problema. Chi va a trans ha un problema psichico, mi trovo d’accordo con Parenzo». Quest’ultimo, infatti, aveva fatto delle dichiarazioni controverse sull’argomento. In questa puntata, invece, sostiene che «il trans ha diritto di essere trans, va rispettato».
A concludere il grottesco discorso Cruciani, sostenendo «Ma non è vero che sono malati, se uno va a trans magari gli piace inc**are un trans». Tutto ciò è accaduto in Italia, alle porte del 2021, in un programma che vanta più di due milioni di ascoltatori al giorno. E c’è ancora chi dice che la transfobia non esiste e non ci sia bisogno di una legge che la punisca.
Re: "I miei pronomi sono lui/loro e il mio nome è Elliot&amp
Originariamente Scritto da ಠ_ಠ
Il pronome forse potrebbe essere la fatto con la vocale dimenticata, u
il lo gli del dello maschile
la le della delle femminile
ul lu glu (gliú) dellu deglu per gli altri generi
Tipo:
Ul presidentu della repubblica vladimiro è statu in visita dal suo omologo giapponese japiku mariko per discutere sulle problematiche relative alla discriminazione deglu transgender. Glu discriminatu dovrannu essere aiutatu in questo percorso culturale, ha aggiunto ul rappresentantu della comunità lgbt nipponica.
Re: "I miei pronomi sono lui/loro e il mio nome è Elliot"
Il problema è soprattutto linguistico in questo caso: nella lingua parlata ed usata e forme più artificiose, lunghe e complicate tendono a essere ignorate o sintetizzate. Le perifrasi che il dialogo "rispettoso" richiede rendono ogni comunicazione (verbale o scritta) poco patica, macchinosa e farraginosa.
Di conseguenza, le possibilità che prenda piede sono molto ,molto basse.
Combattere contro il malvagio non fa di te per forza il buono; combattere per una causa che ritieni giusta non rende giusto tutto quello che fai
Non basta negare le idee degli altri per avere il diritto di dire "Io ho un'idea". (G. Guareschi)
Re: "I miei pronomi sono lui/loro e il mio nome è Elliot"
Originariamente Scritto da Guy Fawkes
Il problema è soprattutto linguistico in questo caso: nella lingua parlata ed usata e forme più artificiose, lunghe e complicate tendono a essere ignorate o sintetizzate. Le perifrasi che il dialogo "rispettoso" richiede rendono ogni comunicazione (verbale o scritta) poco patica, macchinosa e farraginosa.
Di conseguenza, le possibilità che prenda piede sono molto ,molto basse.
la gente normale non va generalmente oltre le categorie binarie, se poi complicano il tutto con pretese linguistiche e altre astruserie ....
Credo saranno chiamati dai più semplicemente Trans con l'articolo IL
IDEOLOGICAL DECOMPILER
Angine de poitrinisateur du rythme argumentatif
Ellen Page rivela: "Sono una persona trans, il mio nome ora è Elliot"
https://www.repubblica.it/spettacoli...ns_-276618863/
"Elliot Page. Canadese, 33 anni, sei anni fa aveva annunciato di essere gay e ora, in un lungo post sui suoi profili social, dice di considerarsi una persona trans "non binario", vale a dire né uomo né donna, e che d'ora in poi vuole che nei suoi confronti vengano usati i pronomi "he/they", lui e loro.".
Re: Ellen Page rivela: "Sono una persona trans, il mio nome ora è Elliot"
Originariamente Scritto da 22gradi
https://www.repubblica.it/spettacoli...ns_-276618863/
"Elliot Page. Canadese, 33 anni, sei anni fa aveva annunciato di essere gay e ora, in un lungo post sui suoi profili social, dice di considerarsi una persona trans "non binario", vale a dire né uomo né donna, e che d'ora in poi vuole che nei suoi confronti vengano usati i pronomi "he/they", lui e loro.".