



I gruppi di camerati tedeschi furono e sono molto meno infiltrati che non i gruppi italiani.


Non posso metterci la mano sul fuoco al 100% per evidenti motivi, ma la DR fu estranea alle stragi di Piazza Fontana, di piazza della Loggia, dell'Italicus, della stazione di Bologna, ecc. Se uno si prende la briga di informarsi sui vari procedimenti giudiziari, può notare spesso e volentieri la pretestuosità delle accuse, la capziosità e la fallacità delle ricostruzioni inquisitorie, condite talvolta da vere e proprie invenzioni, ecc. Non è che un caso che molti imputati, dopo veri e propri calvari giudiziari, finirono assolti, almeno per insufficienza di prove.
L'unica "strage" che possiamo attribuire ad ambienti di destra radicale fu quella di Peteano. Metto le virgolette perché fu sostanzialmente un attentato contro un gruppo di cinque carabinieri (tre morti e due feriti). Detto questo, la narrazione dominante sulla strategia della tensione va rigettata completamente perché fondata su teoremi giudiziari e giornalistici inconsistenti e pregiudiziali, che suppongono senza dimostrarla una grande alleanza tra presunta eversione nera, usata come bassa manovolanza, e vertici dello Stato in combutta con la NATO, la CIA e chi più ne ha più ne metta per fermare l'avanzata inarrestabile delle forze progressiste ed illuminate della società, guarda caso rappresentate dal PCI o dalle formazioni politiche di sinistra del tempo.
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).




Intendiamoci, ammazzare rivoluzionari che vogliono instaurare il soviet con la violenza è un gesto di igiene ambientale. Sterminare persone innocenti al solo scopo di creare scompiglio, no.
Per ciò che riguarda l'oggi, falso, molto falso, falsissimo. I gruppi tedeschi sono così infiltrati di informatori che ci sono più informatori che militanti, ormai. Ogni tanto qualcuno posta anche degli AMA su 4chan. Detto questo, noto in te un eccesso di germanofilia.
Se anche togliessimo l'eversione nera rimarrebbe l'eversione atlantica, comunque, o no?
Dicono che viaggiare sviluppa l'intelligenza. Ma si dimentica sempre di dire che l'intelligenza bisogna averla già prima.-.G. K. Chesterton


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"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


Io in ogni caso non mi sento di escludere che qualche gonzo dei nostri ci sia cascato, di sgammarati è pieno il mondo, siamo pieni anche noi, nel presente come nel passato. Sapresti consigliarmi qualche titolo?
Dicono che viaggiare sviluppa l'intelligenza. Ma si dimentica sempre di dire che l'intelligenza bisogna averla già prima.-.G. K. Chesterton




Non si può escludere a priori, ma in casu parleremmo di singoli sbandati o deviati che già di loro frequentavano ambienti torbidi e borderline. Non dei soliti nomi che spesso sono stati fatti (Freda, Delle Chiaie, Rauti, ecc.). Riguardo invece ai testi, la letteratura sugli anni '70 è numerosa ma quasi sempre orientata pregiudizialmente contro il neofascismo. Abbastanza obiettivo, se non altro perché viene data voce anche alla "parte sbagliata", è "Fascisteria" di Ugo Maria Tassinari. Altro testo importante per conoscere e capire la storia del neofascismo del secondo dopoguerra, anche se non incentrato sulle stragi, è "La Fiamma e la Celtica" di Nicola Rao. Anni fa c'era un testo di Gabriele Adinolfi, pubblicato dalla SEB, che si intitolava "Quel domani che ci appartenne" e che, fra varie questioni, trattava anche del periodo degli anni '70. Non credo che sia stato ristampato di recente però. Altro testo da segnalare (è un libricino di poche pagine) è "Piazza Fontana: una vendetta ideologica", pubblicato dalle edizioni Ar. Non è molto facile da reperire, ma c'è anche "Parla Freda", testo dove sono riportate le dichiarazioni rese da Freda durante il processo per piazza Fontana. Un altro testo interessante su quegli anni è "Piazza Fontana. L'inchiesta: parla Giannettini" di Mary Pace perché in esso è riportato il famoso "Dossier San Marco" che fu redatto da Guido Giannettini, uno degli imputati accusati della strage di piazza Fontana assieme a Freda e a Ventura (poi assolti).
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"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


Hitler era l'artista visionario, impulsivo, genio e sregolatezza, tutta quella roba lì, mentre Mussolini era pragmatico, metodico, costruttore paziente e prudente.
La differenza si nota bene sia all'apice del potere che sulla soglia della disfatta totale, del resto.
In un certo senso si completavano.
Sarebbe VeroSocialismo, poi se lasciarlo star qui o meno non è decisione mia.Quale sarebbe? Tieni conto comunque che i cloni di per sé non possiamo sbatterli fuori, a meno che non causino problemi.
Hitler or Hell.