Craxi non voleva far cadere l'Italia tra le grinfie neoliberiste, si è opposto alle privatizzazioni di aziende strategiche per lo Stato: ENI, ENEL, FINMECCANICA, TELECOM, FERROVIE, AUTOSTRADE, aveva capito il ruolo strategico di Gheddafi in favore dell'Italia, voleva cambiare le regole della tecno-dittatura sottoscritte con Maastricht, si è opposto all'arroganza americana dell'era Reagan... ditemi se tutto questo non ti produce nemici, tanti nemici da mettere in piedi una tangentopoli per eliminarlo dalla scena politica e aprire la strada ai neoliberisti per mettere al tappeto l'Italia.
L'esempio addotto in giudizio a sua difesa su Spadolini e Napolitano, e soprattutto vedere Di Pietro abbassare lo sguardo in segno di ammissione, mi strappò un lieve sorriso.
Il discorso di Craxi alla Camera che evidenziava il coinvolgimento di tutti i partiti nei finanziamenti illeciti, lo ricordo benissimo, come ricordo benissimo il silenzio di tutto l'emiciclo alle accuse e all'ammissione di colpe. A me bastò quel silenzio per capire il monito di Craxi, e di cosa sarebbe stato il futuro socio-economico per l'Italia, che oggi è sotto gli occhi di tutti.




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