



Capisco.


La Falange fu un fascismo molto cattolico e anche la dittatura di Salazar.
Lo stesso vale per Ustascia e Guardia di Ferro.
Purtroppo libri sulla questione che abbiamo fin adesso discusso ne esistono pochi e tutti soggettivi e anti-fascisti.


Quale era ad esempio l'atteggiamento delle Brigate nere e delle SS Italiane verso la Chiesa?


Di base, Pio XII era contrario allo scoppio di un nuovo conflitto mondiale e fece di tutto per evitarlo. Per questo apprezzò molto i tentativi di Mussolini di evitare la guerra prima e di circoscrivere il conflitto poi, una volta iniziato. Nel caso del contrasto tra Polonia e Germania, il Vaticano - per evitare l'inizio della guerra - aveva suggerito al governo polacco di fare alcune concessioni territoriali alla Germania, soprattutto riguardo a Danzica e dintorni. Riteneva però eccessivo, da parte tedesca, voler spingere il contrasto fino al ricorso alle armi. Così come non condivideva l'atteggiamento inglese e francese di istigazione della Polonia contro la Germania. Una posizione equilibrata insomma. Successivamente, non poté condividere né il trattamento che la Germania riservò alla Polonia dopo la sconfitta di quest'ultima né la violazione della neutralità norvegese (prima da parte inglese, poi da parte tedesca) né la violazione della neutralità di Belgio, Olanda e Lussemburgo. Condannò pure l'attacco sovietico alla Finlandia. Ebbe invece comprensione per le ragioni italiane, anche se fece pressioni affinché Mussolini restasse "non belligerante". In seguito, condannò i bombardamenti aerei indiscriminati degli anglo-americani, così come condannò le deportazioni arbitrarie e le rappresaglie eccessive da parte delle truppe tedesche nei territori occupati. Non disse una sola parola di appoggio alla guerra dell'Asse all'URSS, ma il 29 giugno 1941, in un Radiomessaggio pronunciato in occasione della festa dei Santi Pietro e Paolo, riconobbe che non mancavano "nel buio della bufera spettacoli confortanti che aprono il cuore a grandi e sante aspettazioni". Ed in tal senso citava: "Valore magnanimo in difesa dei fondamenti della civiltà cristiana e fiduciose speranze per il loro trionfo". Se si tiene conto che l'Operazione Barbarossa era iniziata il 22 giugno, è probabile che il Papa in quel passaggio del suo discorso volesse alludere a coloro che avevano deciso di vivere la partecipazione al conflitto secondo uno "spirito crociato" e di affermazione e difesa della civiltà cristiana, includendovi i combattenti presenti sul fronte orientale.
Condannò pure la formula della resa incondizionata decisa dagli Alleati nei confronti dell'Asse, che a suo avviso rinsaldava i propositi di resistenza ad oltranza anche in chi di per sé sarebbe stato disponibile a giungere ad un accordo o ad intavolare una trattativa finalizzata ad una pace di compromesso.
A guerra terminata con la vittoria degli Alleati, ammonì i vincitori a non favorire la crescita delle "moltitudini dei dissestati, dei delusi, dei desolati senza speranza, i quali vanno ad ingrossare le masse della rivoluzione e del disordine, assoldate da una tirannide non meno dispotica di quelle che si sono volute abbattere" (l'allusione era al comunismo sovietico) e dichiarò che, se non fossero stati riconosciuti i diritti degli Stati sconfitti e delle nazioni più deboli nell'opera di ricostruzione del dopoguerra, il mondo avrebbe potuto dire che "la sua nuova condizione è divenuta peggiore di quella da cui era così penosamente uscito" (allocuzione ai cardinali convenuti a Roma, 2 giugno 1945).
Magari si può criticare qua e là qualche aspetto o dettaglio di questa "linea", ma non si può tacciarla di parzialità né verso l'Asse né verso gli Alleati.
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


"Nato cattolico apostolico romano, tale intendo morire. Non voglio funerali e onori funebri di nessuna specie. Benito"
Hitler or Hell.


Cosa ne pensi di don Tulio Calcagno e del suo libro "Guerra di Giustizia"?
Don Tullio Calcagno, il prete che andò a morire con Mussolini | Francesco Lamendola
https://www.bloccostudentesco.org/20...la-santa-sede/


Riguardo a don Tullio Calcagno, credo che i suoi atteggiamenti fossero imprudenti. Come sacerdote, aveva il dovere di sottostare alle decisioni dell'autorità ecclesiastica. Tanti altri sacerdoti favorevoli al fascismo hanno potuto esercitare il loro ministero senza incorrere in censure di alcun tipo, anche durante la RSI (vedasi Padre Eusebio). Se don Calcagno subì quel che sappiamo fu perché reiteratamente refrattario alla disciplina ecclesiastica. Inoltre, l'idea di togliere al Papa il ruolo di Primate d'Italia era pericolosa e temeraria, dal sapore scismatico.
"Guerra di giustizia" non l'ho mai letto, se non alcuni estratti nei testi che trattavano la storia di don Calcagno e del movimento "Crociata italica". Alcune tesi di questo libro mi pare che fossero condivisibili, altre lo erano meno o per niente.
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


Giò non concorderà, ma don Calcagno fu uno di coloro che dimostrarono al mondo che non tutti gli Italiani, non tutti i Cattolici erano codardi o traditori, ma capaci di rischiare tutto per ciò in cui credevano.
Velleitario in più momenti, ma stiamo parlando degli anni della fine di tutto, o quasi.
La Repubblica Sociale fu indubbiamente uno dei momenti più tragici e gloriosi in tremila anni di Italia, e scusate se è poco.
Hitler or Hell.