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Discussione: Mussolini, ateo devoto

  1. #21
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    Predefinito Re: Mussolini, ateo devoto

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Dipende che cosa intendi. Da un punto di vista strettamente 'cronologico', le trattative per il Reichskonkordat in effetti furono molto più rapide rispetto alle trattative per i Patti Lateranensi. Ma se guardiamo alla "qualità" delle relazioni diplomatiche, ciò è storicamente falso. I rapporti tra Chiesa Cattolica e regime fascista furono di gran lunga migliori di quelli tra Chiesa e regime nazionalsocialista. Dal punto di vista ideologico, il fascismo dal '21 in poi aveva assunto una posizione filo-cattolica e con il passare degli anni aveva maturato un atteggiamento sempre più positivo nei confronti del cattolicesimo, che trovava riscontro nei moltissimi provvedimenti a favore della Chiesa e della religione cattolica, che precedettero la stessa Conciliazione del '29, la quale ne costituì in un certo senso il compimento ed il coronamento. Il NSDAP invece, prima della presa del potere, era stato oggetto di una condanna esplicita dell'episcopato cattolico tedesco, con tanto di interdizione dai sacramenti, che fu revocato solo dopo che Hitler, da cancelliere del Reich, in una dichiarazione pubblica del 23 marzo 1933 disse di riconoscere "nel cristianesimo la base inamovibile della morale e del codice morale della nazione" e di attribuire "un grandissimo valore ai rapporti amichevoli con la Santa Sede" (magari avesse perseverato su questa linea!).
    Nel caso dei rapporti tra Stato italiano e Vaticano, va fatto notare che già con San Pio X il "non expedit" aveva ricevuto una considerevole attenuazione e che Benedetto XV, al termine della prima guerra mondiale, lo aveva abolito del tutto.

    p.s.: Evola non era uno dei principali esponenti del fascismo. Appoggiò il regime fascista e Mussolini lo conosceva abbastanza bene, ma la sua influenza si limitò alla sola pubblicistica razziale del regime dopo le leggi del '38. Non ebbe alcun ruolo politico di rilievo né primario né secondario.
    Sicuramente il concordato con la Germania ebbe meno problemi e non trovò le ostilità della Monarchia italiana.
    Poi come con il fascismo anche con il ns la Chiesa dovette venire a scontrarsi su determinati punti.
    Anche Rosenberg non era che il responsabile esteri del partito e il responsabile per la Weltanschauung della NSDAP e non contava molto e poco era tenuto in considerazione dallo stesso Hitler, ma il suo libro, Il Mito del XX Secolo, fu presentato erroneamente dalla Chiesa come il manifesto ideologico della NSDAP.
    Cosa non vera. Hitler stesso disse che la diffusione del Mito fu dovuto alla contropropaganda fatta dai Vescovi tedeschi.

  2. #22
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    Predefinito Re: Mussolini, ateo devoto

    Meno difficoltà la Chiesa le trovò con i fascismi della penisola Iberica e con quelli mitteleuropei che per storia e cultura erano cattolici.

  3. #23
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    Predefinito Re: Mussolini, ateo devoto

    Citazione Originariamente Scritto da IlWehrwolf Visualizza Messaggio
    Ho avuto modo di leggere il libro di Don Calcagno e lo trovo molto interessante. Già allora don Calcagno evidenziava il mancato interesse del Papa per l'Europa non avendo voluto proclamare una coerente crociata anticomunista europea.
    Pio XII si scagliò contro comunismo e materialismo a guerra finita....
    A dire il vero, Pio XII condannò il comunismo ed il socialismo anche durante la guerra, così come il tentativo di conciliare l'uno e l'altro con il cattolicesimo, sia in modo implicito che esplicito:

    "Considerare lo Stato come fine, al quale ogni cosa dovrebbe essere subordinata e indirizzata, non potrebbe che nuocere alla vera e durevole prosperità delle nazioni. E ciò avviene, sia che tale dominio illimitato venga attribuito allo Stato, quale mandatario della nazione, del popolo, o anche di una classe sociale, sia che venga preteso dallo Stato, quale padrone assoluto, indipendente da qualsiasi mandato" (Enciclica "Summi Pontificatus", 20 ottobre 1939).

    "Consapevole di tale gravissima responsabilità Leone XIII, indirizzando la sua enciclica al mondo, additava alla coscienza cristiana gli errori e i pericoli della concezione di un socialismo materialista, le fatali conseguenze di un liberalismo economico, spesso inconscio o dimentico o sprezzante dei doveri sociali; ed esponeva con magistrale chiarezza e mirabile precisione i principi convenienti e acconci a migliorare - gradatamente e pacificamente - le condizioni materiali e spirituali dell'operaio" (Radiomessaggio di Pentecoste nel 50esimo anniversario della "Rerum Novarum", 1 giugno 1941).

    "Nel campo di un nuovo ordinamento fondato sui principi morali, non vi è posto per la persecuzione della religione e della Chiesa. Da una fede viva in un Dio personale trascendente si sprigiona una schietta e resistente vigoria morale che informa tutto il corso della vita; perché la fede non è solo una virtù ma la porta divina per la quale entrano nel tempio dell'anima tutte le virtù, e si costituisce quel carattere forte e tenace che non vacilla nei cimenti della ragione e della giustizia" (Radiomessaggio natalizio, 24 dicembre 1941).

    "Mossa sempre da motivi religiosi, la Chiesa condannò i vari sistemi del socialismo marxista, e li condanna anche oggi, com'è suo dovere e diritto permanente di preservare gli uomini da correnti e influssi, che ne mettono a repentaglio la salvezza eterna" (Radiomessaggio natalizio, 24 dicembre 1942).

    "La Chiesa, custode e maestra della verità, nell'asserire e propugnare coraggiosamente i diritti del popolo lavoratore, a varie riprese, combattendo l'errore, ha dovuto mettere in guardia a non lasciarsi illudere dal miraggio di speciose e fatue teorie e visioni di benessere futuro e dagli ingannevoli adescamenti e incitamenti di falsi maestri di prosperità sociale, che dicono bene al male e male al bene e, vantandosi amici del popolo, non consentono tra capitale e lavoro e tra datori di lavoro e operai quelle mutue intese, che mantengono e promuovono la concordia sociale per il progresso e l'utilità comune. Tali amici del popolo voi li udiste già nelle piazze, nei ridotti, nei congressi; ne conosceste le promesse sui fogli volanti; li sentiste nei loro canti e nei loro inni; ma alle loro parole quando mai hanno risposto i fatti o hanno sorriso le speranze con la realtà? Inganni e delusioni ne provarono e ne provano i privati e i popoli, che loro prestarono fede e li seguirono per vie, le quali, lungi dal migliorare, peggiorano e aggravano le condizioni di vita e di avanzamento materiale e morale" (Discorso ad un'imponente rappresentanza dei lavoratori d'Italia, 13 giugno 1943).

    "Dalle opere di misericordia: dar da mangiare agli affamati, dar da bere agli assetati, vestire gli ignudi, alloggiare i pellegrini, visitare gli infermi e i carcerati, — oh, come tutti questi dolori e affanni dalla vicina realtà risuonano nell’ora presente alle nostre orecchie! — non dipendono forse, secondo la solenne assicurazione di Cristo, nell’estremo giudizio la benedizione o la maledizione, il gaudio o il dolore per tutta l’eternità? Sì: alla gloria o alla infelicità eterna mena la trascuranza o l’atto della misericordia; e lo stesso crediamo di poter affermare per ciò che riguarda le opere compiute od omesse della giustizia sociale. Questo Noi rileviamo anche rispetto ad alcune nuove e pericolose dottrine e tendenze, che trovano buon viso e sequela fra non pochi giovani che si professano cattolici. Vogliamo sperare che coloro, i quali si lasciano trasportare da siffatte idee, siano mossi da rette intenzioni: Ci vediamo però nella necessità di rammentar loro la grave ammonizione del Nostro immortale Predecessore Pio XI nella sua Enciclica « Quadragesimo anno »: « Qui apostoli esse volunt inter socialistas, christianam veritatem plenam atque integram aperte et sincere profiteantur oportet, neque ulla ratione erroribus conniveant. Id imprimis satagant, si vere Evangelii praecones esse velint, ut socialistis ostendant eorum postulata, quatenus iusta sunt, ex principüs christianae fidei multo validius defendi et ex viribus christianae caritatis multo efficacius provehi ». La Chiesa, società universale dei fedeli di ogni lingua e di ogni popolo, ha la sua propria dottrina sociale, da lei profondamente elaborata dai primi secoli all’età moderna, e nel suo svolgimento e perfezionamento studiata da ogni lato e sotto ogni aspetto. Il valore e la dignità della natura umana, redenta ed elevata all’ordine superiore dal sangue di Cristo e dalla grazia divina che la destina al cielo, stanno permanentemente innanzi agli occhi della Chiesa e dei cattolici, che sono sempre gli alleati e i propugnatori di ciò che è secondo natura; e perciò hanno ritenuto ognora come fatto innaturale che una parte del popolo, — chiamata con duro nome, che ricorda distinzioni romane antiche, « proletariato » — debba rimanere in una continua ed ereditaria precarietà di vita. Essi possono rivendicare a sé l’onore di aver combattuto in prima fila ogniqualvolta si è trattato di mitigare o migliorare quell’infimo stato del popolo per via legislativa. Ma la Chiesa, amica e custode com’è di ogni benessere familiare, pur lodando e accogliendo i provvedimenti di aiuto e di sollievo, tende, di là da essi, al raggiungimento di un ordine economico, che per la sua stessa struttura crei alla classe lavoratrice una condizione sicura e stabile: tutto ciò secondo le massime della giustizia sociale espresse ed esposte dal medesimo Nostro Predecessore: « Sua igitur cuique pars bonorum attribuenda est: efficiendumque, ut ad boni communis seu socialis iustitiae normas revocetur et conformetur partitio bonorum creatorum, quam hodie ob ingens discrimen inter paucos praedivites et innumeros rerum inopes gravissimo laborare incommodo cordatus quisque novit ». Le vie a questa meta i Papi in Atti molteplici e gli uomini cattolici di dottrina e di azione sociale hanno luminosamente additate con non minor forza di convincimento che maturità di riflessione e di giudizio. Ma ciò che più importa è che la comunanza dei fedeli nell’ampia opera sua non dubiti di porre risolutamente e coraggiosamente in pratica i principi della dottrina sociale della Chiesa e sappia difenderli e propagarli; cosicché — come notavamo dapprima circa la discrepanza tra la cognizione religiosa e il fatto religioso — non abbia qui a verificarsi che le vedute sociali dei cattolici siano forti e la loro azione sociale debole. A nessun fedele sia dato motivo od occasione di ricorrere ad altri maestri di dubbia fede e di falsa scienza e di cercare altrove ciò che la Chiesa copiosamente offre: il campo, il disegno, l’ordine, l’esempio di attività sociale e di cristiana carità per la salvezza del genere umano dalla sua profonda miseria e per il suo rinnovamento nello spirito e nella forza di Gesù Cristo" (Discorso ai Parroci di Roma e ai Predicatori del sacro tempo quaresimale, 22 febbraio 1944).

    "La coscienza cristiana non può ammettere come giusto un ordinamento sociale che o nega in massima o rende praticamente impossibile o vano il diritto naturale di proprietà, così sui beni di consumo come sui mezzi di produzione. Ma essa non può nemmeno accettare quei sistemi, che riconoscono il diritto della proprietà privata secondo un concetto del tutto falso, e sono quindi in contrasto col vero e sano ordine sociale" (Radiomessaggio nel quinto anniversario dell'inizio della guerra mondiale, 1 settembre 1944).

    Parole inequivocabili, anche quando il comunismo ed il socialismo erano nominati non espressamente, ma implicitamente o tramite perifrasi.
    Credere - Pregare - Obbedire - Vincere

    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

  4. #24
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    Predefinito Re: Mussolini, ateo devoto

    Il Papa in una guerra doveva essere neutrale, cosa che Pio XII non fu.
    Durante la prima guerra mondiale San Pio X fu dalla parte degli Imperi Centrali ma non si schierò mai apertamente con Germania e Austria.
    Pio XII era apertamente filo-americano e anti-tedesco.

  5. #25
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    Predefinito Re: Mussolini, ateo devoto

    Citazione Originariamente Scritto da IlWehrwolf Visualizza Messaggio
    Sicuramente il concordato con la Germania ebbe meno problemi e non trovò le ostilità della Monarchia italiana.
    Poi come con il fascismo anche con il ns la Chiesa dovette venire a scontrarsi su determinati punti.
    Anche Rosenberg non era che il responsabile esteri del partito e il responsabile per la Weltanschauung della NSDAP e non contava molto e poco era tenuto in considerazione dallo stesso Hitler, ma il suo libro, Il Mito del XX Secolo, fu presentato erroneamente dalla Chiesa come il manifesto ideologico della NSDAP.
    Cosa non vera. Hitler stesso disse che la diffusione del Mito fu dovuto alla contropropaganda fatta dai Vescovi tedeschi.
    Re Vittorio Emanuele III inizialmente era contrario alla Conciliazione, ma poi lasciò fare a Mussolini. La Chiesa durante il Terzo Reich fu invece perseguitata. Durante il regime fascista, al massimo ci fu qualche manganellata in testa ai militanti dell'Azione Cattolica e prima ancora agli Esploratori cattolici. Tutt'al più ci furono alcuni episodici sequestri di giornali cattolici o ammonizioni di sacerdoti ritenuti intemperanti dal punto di vista politico. Episodi ovviamente spiacevoli ed in molti casi esecrabili, ma marginali rispetto al complesso delle relazioni - molte volte ottime o quanto meno cordiali, - tra autorità del regime (o rappresentanti del partito) e autorità ecclesiastiche. In Germania invece si arrivò alla chiusura o all'esproprio di monasteri e di scuole cattoliche, alla rimozione dei crocifissi nelle aule scolastiche e negli uffici pubblici in alcuni gau, all'introduzione o alla conservazione di leggi che violavano apertamente la morale naturale e l'insegnamento della Chiesa in materia di aborto, eugenetica e matrimonio, alla deportazione di sacerdoti, all'imposizione de facto ai figli dei cattolici tedeschi di frequentare esclusivamente o principalmente la Hitlerjugend senza la minima possibilità di avere l'assistenza spirituale di sacerdoti cattolici e potrei andare avanti. Fare paragoni tra fascismo e nazionalsocialismo tedesco su questo tema è impossibile perché la bilancia pende interamente a favore del fascismo, nettamente più cattolico del nazionalsocialismo.
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    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

  6. #26
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    Predefinito

    Il Revisionismo di Pio XII

    Favorevole agli Alleati e soccorrevole verso gli ebrei, Pio XII era anche revisionista. È proprio il suo scetticismo di revisionista, e non una comune ignoranza dei fatti, che spiega il suo silenzio sul preteso sterminio fisico degli ebrei, sulle pretese camere a gas naziste e sui pretesi sei milioni di vittime ebree di ciò che si chiama oggi “l’Olocausto” o “la Shoah”.
    Per coloro che lo desiderano, il solo mezzo per riabilitare la memoria del loro “papa oltraggiato” è quello di parlare il linguaggio della verità verificabile, dell’esattezza storica o, semplicemente, dei fatti. In tal modo, si darà il caso che essi difenderanno le vittime, che si contano oggi a miliardi, della “mistificazione del XX secolo”

    https://www.insegnadelveltro.it/il-r...-xii__trashed/

    Pio XII fu:

    Favorevole agli Alleati e soccorrevole verso gli ebrei, papa Pio XII era anche revisionista. È proprio il suo scetticismo di revisionista, e non una comune ignoranza dei fatti, che spiega il suo silenzio sul preteso sterminio fisico degli ebrei, sulle pretese camere a gas naziste e sui sei milioni di pretese vittime ebree di ciò che si chiama oggi “l’Olocausto” o “la Shoah”.

    Favorevole agli Alleati, egli è arrivato al punto di farsi intermediario, nel 1940, tra oppositori tedeschi al regime hitleriano, da una parte, e, dall’altra, la Francia e la Gran Bretagna. O meglio: nel 1941, dovendo scegliere tra Hitler e Stalin, egli ha deciso, su richiesta di Roosevelt, di scegliere Stalin. Eppure l’“Uncle Joe” incarnava quel comunismo che, quattro anni prima, un’enciclica aveva stigmatizzato come “intrinsecamente perverso”. Perciò l’esercito tedesco vedeva i propri soldati, spesso cattolici, e dei cappellani della Wehrmacht farsi ammazzare all’Est da armi americane fornite ai comunisti con la segreta benedizione del Papa. I Tedeschi riaprivano le chiese chiuse dai Sovietici ma, dopo, al processo di Norimberga, si vedranno accusare – in particolare da un procuratore sovietico – di persecuzione religiosa. In Vaticano nessuno protesterà contro la criminale pagliacciata giudiziaria di Norimberga.

    Soccorrevole verso gli ebrei, Pio XII ha sempre denunciato il razzismo e l’antisemitismo. Durante la guerra, è andato in aiuto degli ebrei d’Europa, sia di persona, sia per il tramite dei suoi rappresentanti. Egli lo ha fatto per via religiosa, diplomatica, materiale, finanziaria e mediatica (L’Osservatore Romano e Radio Vaticana). Ha denunciato, con allocuzioni pubbliche e sulla carta stampata, la reclusione di numerosi ebrei in campi o in ghetti, il loro “progressivo deperimento” nonché le “costrizioni sterminatrici” (le due espressioni sono in italiano nel testo – N.d.T.) alle quali essi erano sottoposti. Durante e dopo la guerra gli è stato reso omaggio per la sua azione a favore degli ebrei tutti da molteplici personalità o istanze ebraiche e sioniste.

    Revisionista e memore della lezione delle menzogne della prima guerra mondiale sul conto della barbarie teutonica (bambini dalle mani tagliate, fabbriche di cadaveri, ecc.) è con scetticismo di buona lega che ha accolto la pletora di racconti cacofonici sulle officine di morte naziste. Prima di imputare questi crimini ad un Adolf Hitler che aborriva, egli voleva delle conferme e delle precisazioni. Non gli sono state fornite e talvolta gli è stato persino risposto che l’evidenza non aveva bisogno di prove. Allora, con ragione, egli ha deciso di tacere su quelle che non erano altro che voci infondate.

    Il suo scetticismo in materia si avvicinava, con maggior nettezza ancora, a quello degli alti dirigenti alleati durante la guerra. Questi ultimi, nelle loro diatribe antinaziste, biasimavano sicuramente lo “sterminio” degli ebrei, ma con l’enfasi retorica dei discorsi di guerra, e solo in senso generale e tradizionale; così per “sterminio” essi intendevano eccessi, maltrattamenti, esecuzioni in massa, fame. Nell’agosto 1943, essi erano stati sul punto di andare oltre e parlare di “camere a gas”; ma, a Londra, il Foreign Office e, a Washington, lo State Department, subissati da propaganda ebraica, decidevano di comune accordo, il 29 agosto 1943, che le prove erano insufficienti (insufficient evidence) per parlare di camere a gas omicide. Nello stesso spirito, durante e dopo la guerra, nei loro discorsi così come nelle loro memorie, Churchill, Eisenhower e de Gaulle si sono guardati dal menzionare le pretese camere a gas o i pretesi furgoni a gas dei nazisti.

    Oggi, una certa propaganda ebraica o sionista ingloba in una stessa riprovazione Pio XII, Roosevelt, Churchill, Stalin, il Comitato internazionale della Croce Rossa, i vari movimenti di Resistenza, i paesi neutrali e quasi quasi l’universo intero. Tutti si vedono rimproverare la propria indifferenza o il proprio silenzio nei confronti del “piccolo popolo che ha tanto sofferto”. I loro discendenti o successori devono esprimere pubblicamente il proprio pentimento (techuva), e pagare. A dire il vero, Pio XII ha dei difensori e, tra questi, degli ebrei. Per loro, se il Papa ha taciuto sulla loro terribile sorte, è perché “non sapeva”. I responsabili alleati, aggiungono, non ne sapevano d’altronde di più, donde il loro silenzio, la loro inazione, il loro rifiuto di bombardare Auschwitz. La spiegazione è patetica. Essa poggia unicamente su una speculazione. Essa aggrava il caso di coloro che si cerca di difendere: ne fa dei sordi, dei ciechi o degli ignoranti.

    Se, per tre o quattro anni, fosse stato perpetrato uno sterminio fisico di tale ampiezza con dei mezzi così orribili come quei giganteschi mattatoi chimici, proprio nel cuore dell’Europa (un’Europa trasparente, checché ce ne dicano) e se il risultato fosse stato la scomparsa di sei milioni di persone (l’equivalente della popolazione svizzera), si sarebbe saputo e le tracce del crimine abbonderebbero. In realtà, non è stata trovata neanche una traccia, non è stato scoperto neanche un documento, e non senza ragione. Il verbale di Wannsee attesta il contrario di una politica di sterminio, poiché prevede la “rimessa in libertà” (Freilassung) degli ebrei alla fine della guerra e la creazione di un’entità ebraica al di fuori dell’Europa. In compenso, a partire dal 1945, questo preteso massacro pianificato ha prodotto milioni di ebrei europei che si definiscono “testimoni viventi del genocidio”, “sopravvissuti” o “miracolati”. Per chi vuole davvero riflettere, tutto quel mondo costituiva piuttosto, suo malgrado, un insieme impressionante di “prove viventi” del fatto che non c’era stato, in realtà, né “Olocausto” né “Shoah”.

    Per i cultori della religione della “Shoah”, la magica camera a gas è tutto e permette tutto (Céline 1950). Questo mito è la spada e lo scudo d’Israele. Esso autorizza un potere esorbitante, privilegi, pressioni, estorsioni e ricatto. Si maneggia “Auschwitz” come un “bastone morale” (Martin Walser 1998). La prima vittima ne è la Germania vinta; la seconda è la cristianità che viene offesa; la terza, il mondo arabo-musulmano che si cerca costantemente di umiliare.

    I successori di Pio XII hanno tentato di opporre una qualche resistenza al torrente crescente delle esigenze e delle recriminazioni ebraiche fondate sulla Grande Menzogna. Ma sia Giovanni XXIII che Paolo VI hanno dovuto cedere passo passo. Quanto a Giovanni Paolo II, giunto al pontificato nel 1978, i suoi tentativi di resistenza sono durati undici anni. Nel 1989, nel corso dell’affare delle carmelitane di Auschwitz e della croce di Auschwitz, che lo vedrà capitolare su tutta la linea di fronte alle pretese ebraiche, egli ricorda, in un messaggio ai vescovi polacchi, lo sterminio degli ebrei destinati alle camere a gas. Nel 1990, è recidivo dinanzi ad un gruppo di Polacchi ricevuti in udienza in Vaticano. Nel 1992 condanna il revisionismo storico. Nel 1993, riconosce lo Stato d’Israele. Nel 1998, denuncia con parole testuali “la Shoah, quel piano efferato di eliminazione di un popolo, che costò la vita a milioni di fratelli e sorelle ebrei”. Così agendo, egli ha condannato Pio XII, il cui processo di beatificazione è, per ciò stesso, reso impossibile. E ciò con grande soddisfazione degli ebrei che, si sa, esigevano l’interruzione di detto processo.

    Per coloro che lo desiderano, il solo mezzo per riabilitare la memoria del loro “papa oltraggiato” è quello di parlare il linguaggio della verità verificabile, dell’esattezza storica o, semplicemente, dei fatti.

    Nella stessa occasione, si darà il caso che essi difenderanno le vittime, che si contano oggi a miliardi, della “mistificazione del XX secolo” (Arthur Robert Butz).

  7. #27
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    Predefinito Re: Mussolini, ateo devoto

    Citazione Originariamente Scritto da IlWehrwolf Visualizza Messaggio
    Il Papa in una guerra doveva essere neutrale, cosa che Pio XII non fu.
    Durante la prima guerra mondiale San Pio X fu dalla parte degli Imperi Centrali ma non si schierò mai apertamente con Germania e Austria.
    Pio XII era apertamente filo-americano e anti-tedesco.
    1) San Pio X non fu mai dalla parte degli Imperi centrali. Anzi, secondo un aneddoto, pare che alla richiesta di benedizione delle truppe austro-ungariche, pronte a scendere in guerra, da parte dell'ambasciatore imperiale l'allora Pontefice avesse risposto così: "L'imperatore si reputi fortunato di non ricevere la maledizione del Vicario di Cristo".

    2) Pio XII è stato accusato di essere filo-nazista e filo-fascista dagli antifascisti, così come è stato accusato, ahimè, da taluni fascisti (e soprattutto dai NS) di essere dalla parte degli Alleati. Oltre ai numerosi fatti che la dimostrano, questa potrebbe essere considerata la prova più emblematica della sua sostanziale imparzialità durante il conflitto. Ovviamente pretendere che Pio XII appoggiasse apertamente l'Asse è insostenibile.

    3) Noto che hai glissato sulle citazioni riportate, che confutano le tue asserzioni precedenti.
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    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

  8. #28
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    Predefinito Re: Mussolini, ateo devoto

    @IlWehrwolf cerchiamo di non divagare troppo, tirando fuori altre questioni rispetto a quelle oggetto della discussione (il rapporto di Mussolini con la fede cattolica) e collaterali ad essa (confronto dell'atteggiamento fascista e nazionalsocialista di fronte alla Chiesa). Ricordo che per disposizione dell'Amministrazione su questo sito sono vietate discussioni inerenti la cosiddetta "Shoah", quindi evitiamo di postare articoli revisionisti. In passato ciò era permesso, ma da quando è stata introdotta l'aggravante di "negazionismo" alla legge Mancino per cautelarsi i proprietari del sito hanno deciso di evitare problemi, cautelandosi in tal senso col divieto di discussioni o post specifici sull'argomento.
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  9. #29
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    Predefinito Re: Mussolini, ateo devoto

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    1) San Pio X non fu mai dalla parte degli Imperi centrali. Anzi, secondo un aneddoto, pare che alla richiesta di benedizione delle truppe austro-ungariche, pronte a scendere in guerra, da parte dell'ambasciatore imperiale l'allora Pontefice avesse risposto così: "L'imperatore si reputi fortunato di non ricevere la maledizione del Vicario di Cristo".

    2) Pio XII è stato accusato di essere filo-nazista e filo-fascista dagli antifascisti, così come è stato accusato, ahimè, da taluni fascisti (e soprattutto dai NS) di essere dalla parte degli Alleati. Oltre ai numerosi fatti che la dimostrano, questa potrebbe essere considerata la prova più emblematica della sua sostanziale imparzialità durante il conflitto. Ovviamente pretendere che Pio XII appoggiasse apertamente l'Asse è insostenibile.

    3) Noto che hai glissato sulle citazioni riportate, che confutano le tue asserzioni precedenti.
    Il papato di Pio XII fu molto difficile e Pacelli era un diplomatico di carriera ma non capisco perchè non si schierò contro marxisti e capitalisti in nome della dottrina sociale della Chiesa.
    In merito a quanto hai affermato sul concordato nel Terzo Reich credo a quanto tu hai scritto.

  10. #30
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    Predefinito Re: Mussolini, ateo devoto

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    @IlWehrwolf cerchiamo di non divagare troppo, tirando fuori altre questioni rispetto a quelle oggetto della discussione (il rapporto di Mussolini con la fede cattolica) e collaterali ad essa (confronto dell'atteggiamento fascista e nazionalsocialista di fronte alla Chiesa). Ricordo che per disposizione dell'Amministrazione su questo sito sono vietate discussioni inerenti la cosiddetta "Shoah", quindi evitiamo di postare articoli revisionisti. In passato ciò era permesso, ma da quando è stata introdotta l'aggravante di "negazionismo" alla legge Mancino per cautelarsi i proprietari del sito hanno deciso di evitare problemi, cautelandosi in tal senso col divieto di discussioni o post specifici sull'argomento.
    Scusa. Non lo sapevo.

 

 
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