







sostanzialmente inutile, sono appunto definizioni diverse, ma è ciò che accomuna realmente ambedue come accadimenti che fa la differenza.
il punto è che sia gli accadimenti "fortunati" sia i "comportamenti", utili o deleteri che siano, sono sempre frutto dello stesso tipo di mix. Cioè causalità+casualità.
Sarebbe come considerare diverso lo spezzarsi una gamba investito da un'auto a seconda del grado di probabilità che si vuole dare all'evento. ma è solo una nostra costruzione mentale a posteriori. Lo stesso meccanismo che fa dire "beh se non attraversavi la strada non ti saresti rotto la gamba", ma tu saresti stato in grado di non attraversare quella strada? è una argomentazione futile, perché ti saresti trovato esattamente nei panni dell'investito.
Si cerca sempre di mettere le azioni in una sfera separata da quella degli accidenti, nell'illusione che la vita sia una specie di videogame o corsa ad ostacoli, quando invece le cose vanno semplicemente come devono andare: implacabilmente e senza alcun tipo di prevedibilità. Ma chi si scontra con questo non lo trova attraente, perché si immagina di essere un povero burattino tirato per i fili mentre balla in una brace infernale. Le cose sono un poco diverse da questa pittoresca immagine, perché non esiste nessun burattinaio, quanto piuttosto una infinita marionetta che agita se stessa e che comprende tutto. L'orgoglio come anche la natura umana però, ancora una volta, fanno a botte anche con questa realtà.
Sia l'orgoglio personale che il bisogno di credere di avere un qualche tipo di controllo ci portano a creare sfere diverse a seconda di ciò che vogliamo credere.
così una azione che si rivela utile diventa "un merito" o "un colpo di fortuna" a seconda delle convenienze e di quanto riusciamo a percepire il caso e la causa che l'ha portata, una azione che diventa dannosa o emotivamente insopportabile diventa "un demerito" o "sfortuna" per lo stesso motivo.
Si costruiscono cattedrali di ego, o di vittimismo, o ancora di fatalismo o positivismo, si fanno guerre e si sparge veleno per questo semplice meccanismo.
ciò che è insito nella citazione del Principe di Machiavelli è quel disperato bisogno di non sentirsi completamente in balia degli eventi, che scaturisce da questo autoinganno e che è purtroppo insito nei nostri meccanismi biologici, addirittura anche funzionale alla nostra sopravvivenza.
l'intera nostra società è basata su questa menzogna, una menzogna però assai utile.
tutto questo, beninteso, lasciando da parte considerazioni di tipo religioso.
"Pistilloni in crabettura boccidi sa zanzara" (Don Gigi)"Internet è stato creato per dare ai malati di mente qualcosa da fare" (Frank Darabont)


Non mi piace guardare le cose misere, cosi mi sono fermato quando ho visto il "panhandler". E ho pensato come se la cavano, per esempio in una citta' come New York, piena di ricchi, PARDON, cafoni.
...Voila'.....
https://nypost.com/2015/11/11/this-b...r-panhandling/
PS.
Se uno ha un cane prende quasi il doppio.
PS2.
sono $oldi esentasse.


Le cose accadono o non accadono, le persone si incontrano o non si incontrano, qualcuno può decidere di fare determinate cose, qualcuno no.
Siamo in balia di eventi, ma non a tutti accadono gli stessi eventi.
Abbiamo il potere decisionale. Su qualcosa di infinitamente piccolo ( che potrebbe avere un peso ( futuro) enorme) o su qualcosa di grande che potrebbe rivelarsi anche inutile.
Il filmato ti ha fatto riflettere. C’entra nulla fortuna o sfortuna, ma ha generato una tua azione, un tuo comportamento, hai avuto pensieri che hai voluto condividere.
I tuoi pensieri condivisi hanno partorito i miei pensieri, non nati dal caos o da un mix + mix....
Le cose accadono o non accadono. Noi siamo dentro queste cose, accadute o non accadute, che poi sono accadute lo stesso, cose diverse. Possiamo prendere decisioni che influenzeranno la nostra vita.
“Non prenderti a cuore guadagno e perdita”






il concetto di decisione prevede una possibilità di deviazione da una linea unica (sia pure imprevedibile) che non sia eterodiretta dalle leggi fisiche.
di per se il concetto stesso di eterodiretto e del suo contrario, così come il concetto di libertà, è un ossimoro.
e a cascata lo è anche il concetto di decisione.
in un altro senso, vorresti portare come prova dell'esistenza della possibilità della decisione, il descrivere un accadimento (un accadimento o in definitiva il fluire di una esistenza) come se fosse una serie di decisioni, ovvero la tua prova si ridurrebbe a una tautologia.
voglio comunque rispondere alla tua domanda, con un' altra domanda: dove si situa esattamente il grado di libertà in una decisione?
o meglio, se dovessi chiedere a un non vedente dalla nascita di immaginare il colore rosso, ci riuscirebbe? tu riusciresti a descrivere un colore che non esiste?
Ancora meglio, riusciresti a immaginare, anche solo topologicamente, una dicotomia che sia pienamente identica (un asino di Buridano che possa vedere una sovrapposizione di balle di fieno che sia distinguibile e indistinguibile allo stesso tempo, e che quindi muoia di fame, diciamo)?
"Pistilloni in crabettura boccidi sa zanzara" (Don Gigi)"Internet è stato creato per dare ai malati di mente qualcosa da fare" (Frank Darabont)

