Originariamente Scritto da
Platone
E allora vediamo di far maggior chiarezza, una volta per tutte, anche qui: come prima non si negava la differenza tra i vari modi di esprimere il giudizio, ma si intendeva ricondurli al proprio denominatore comune, cioè il verbo essere ("non vi è alcuna differenza tra dire che l'uomo cammina e che l'uomo è camminante"; Aristotele, De Interpretazione, 21 b 9-10), allo stesso modo le varie (innegabili) esplicitazioni di tale verbo son da ricondurre all'identità. Essere qualcosa da parte di qualcosa (soggetto, predicato) significa sempre immedesimazione, identificazione a quel secondo da parte di quel primo. Se così non fosse, allora si dovrebbe dire che i due termini sono differenti, ma se son differenti, non si può dire che l'uno è l'altro (non si posson predicar l'uno dell'altro), pena il realizzarsi di una contraddizione. Se il discorso apofantico chiosa in tal guisa: A è B, dove i due termini non son identici (dove l'è non coincide o non include l'identità) allora il giudizio è il realizzarsi di un'autocontraddizione. Non si sta negando la differenza tra affermazioni come Socrate esiste, Socrate è bianco, Socrate è Socrate (sintetiche le prime due, analitica la seconda) si nega che i tre modi in cui il predicato è attribuito al soggetto abbian carattere equivoco, o analogico senza univocità, il carattere univoco, a tutte comune, essendo l'identità. Perciò i tre giudizi van formulati in modo da escludere la differenza pura tra soggetto e predicato (pena, come già detto la contraddizione): se dire e pensare significa dire e pensare l'identico, cioè identificare qualcosa a qualcosa, Socrate è bianco sembra realizzare una contraddizione, perchè l'esser Socrate è pur diverso dall'esser Bianco; l'unica soluzione è intenderlo come Socrate = esser assieme all'esser bianco: ora il predicato coincide perfettamente con il soggetto (senza con ciò negare il momento dela differenza tra il semplice esser Socrate e il semplice 'esser bianco), mentre ciò non accadeva quando si diceva Socrate è bianco (dove due termini apparentemente diversi venivan a coincidere) ma è il discorrere linguistico ad alterare la reale forma logica del giudizio (e che, in ultima analisi, fa sembrare i vari rapporti interni al verbo essere come del tutto estrinseci l'uno rispetto all'altro).