



1) gli zuccheri sono la fonte di energia più facilmente elaborabile dall'organismo (e dalle cellule maligne).
Quindi, ogni volta che ingerite una minima quantità di zucchero (e la frutta ne è molto ricca), il vostro organismo smetterà di elaborare il grasso di riserva che avete su cosce e sederone .
2) secondo posto in classifica: carboidrati. (e qui purtroppo condivido gli stessi gusti di Mary-Ann)
3) terzo posto: grassi. Se riuscite a limitare fortemente i primi 2, innescate un meccanismo per cui il vostro organismo "si abitua" a nutrirsi di grassi, compreso quello corporeo (se non ne fornite troppi con il cibo).
E' però una dieta temporanea (3 settimane), che a lungo andare non è sostenibile:
Qui di seguito degli appunti che mi ero salvato, in attesa di elaborazione e scrematura:
Però approfondite la vostra informazione su più fonti, analizzatele e confrontatele, prima di imbarcarvi in imprese avventate.
Che, come vedete, le implicazioni e la interazioni da considerare sono tantissime.
Quanto qui di seguito vale quindi solo per una "infarinatura" preliminare sui meccanismi in ballo.
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Basata sulla riduzione dei carboidrati e sull'aumento di proteine e grassi,
costringe l'organismo a produrre il glucosio , utilizzando appunto i grassi come fonte di energia.
In presenza di carboidrati, infatti, tutte le cellule usano l'energia da questi fornita per svolgere le loro attività.
Se questi vengono ridotti, le cellule si avvalgono dei grassi, tranne però quelle nervose che non hanno la capacità di farlo.
Di conseguenza si avvia un processo noto come "chetosi", che porta alla formazione di molecole chiamate corpi chetonici utilizzabili dal cervello.
Generalmente la chetosi si raggiunge dopo un paio di giorni,
con una quantità giornaliera di carboidrati di circa 20-50 grammi, variante da individuo a individuo.
Lo scopo della dieta chetogenica è quello di ridurre in breve tempo la massa grassa,
preservando quella magra e fornendo uno stato nutrizionale adeguato.
Questo regime alimentare potrebbe anche rivelarsi protettivo durante l'infezione da Covid grazie agli effetti antinfiammatori e immunomodulanti dei corpi chetonici.
Non è una dieta semplice da seguire. Infatti, basta assumere un minimo quantitativo di carboidrati in più , per indurre l'organismo a bloccare la chetosi e a riutilizzare gli zuccheri come fonte energetica principale.
Alimenti concessi:
carne, pesce, uova;
formaggi;
ortaggi;
grassi e oli da condimento.
Sconsigliati:
cereali patate legumi frutta
dolci, birra, bibite dolcificate.
==== DIETA CHETOGENICA ====
basata sulla riduzione dei carboidrati, che obbliga l'organismo a produrre autonomamente il glucosio necessario alla sopravvivenza e ad aumentare il consumo energetico dei grassi del tessuto adiposo.
Regolarmente prodotti in quantità minime (e smaltiti con le urine e la ventilazione polmonare),
nella dieta chetogenica i corpi chetonici raggiungono un livello superiore alla condizione normale.
L'eccesso indesiderato di corpi chetonici, responsabile della tendenza all'abbassamento del pH sanguigno, è detto chetosi.
Anche l'attività motoria incide, positivamente o negativamente (a seconda del caso), sulla condizione di chetoacidosi.
La presenza di corpi chetonici nel sangue esercita diversi effetti sull'organismo; alcuni vengono considerati utili nel processo di dimagrimento, altri sono di tipo "collaterale".
Non esiste un solo tipo di dieta chetogenica, sono chetogeniche tutte le diete che forniscono calorie e carboidrati inferiore al necessario.
Alcuni tipi di dieta chetogenica vengono utilizzati in ambito clinico (ad es. epilessia, obesità grave), ma prevalentemente nel campo del fitness e della estetica.
Classificazione diete:
A basso contenuto di calorie (dieta ipocalorica)
A basso percentuale e assoluto di carboidrati (dieta low carb)
Alto contenuto percentuale di proteine, anche se la quantità assoluta (in grammi) è più spesso di media entità – ricordiamo che gli amminoacidi neoglucogenetici possono venire utilizzati dal fegato per produrre glucosio.
Alto percentuale di lipidi.
Cosa mangiare nella dieta chetogenica?
L'aspetto più importante per raggiungere lo stato di chetosi è mangiare alimenti che non contengono carboidrati, e limitare quelli che ne apportano pochi.
Gli alimenti consigliati sono:
Carne, prodotti della pesca e uova – I gruppo fondamentale degli alimenti
Formaggi - II gruppo fondamentale degli alimenti
Grassi e oli da condimento – V gruppo fondamentale degli alimenti
Ortaggi – VI e VII gruppo fondamentale degli alimenti.
Gli alimenti sconsigliati invece, sono:
Cereali, patate e derivati – III gruppo fondamentale degli alimenti
Legumi – IV gruppo fondamentale degli alimenti
Frutti - VI e VII gruppo fondamentale degli alimenti
Bibite dolci, dolciumi vari, birra ecc.
In genere, si consiglia di mantenere un'assunzione di carboidrati inferiore o uguale a 50 g/die, in 3 porzioni con 20 g ciascuna.
Una linea guida per dieta chetogenica severa, prevede la ripartizione energetica in:
10% carboidrati
15-25% proteine (non dimenticando che le proteine, contenendo anche amminoacidi glucogenici, partecipano a sostenere il livello di glucosio nel sangue)
70% o più da grassi.
Come capire di essere in chetosi?
Per identificare un eventuale stato di chetosi è possibile svolgere dei test dell'urina (con appositi strip per l'urina), del sangue (misuratori ematici dei chetoni) o del respiro (analizzatore dei chetoni nell'alito). Tuttavia si può anche fare affidamento a certi sintomi "rivelatori", che non richiedono nessun test:
Bocca asciutta e sensazione di sete
Aumento della diuresi (per la filtrazione di acetoacetato)
Alito o sudore acetonico (per la presenza di acetone) che scappa attraverso il nostro respiro
Riduzione dell'appetito
Spossatezza.
Quanti chetoni devono essere presenti nel sangue?
Non esiste una vera e propria distinzione tra chetosi e non chetosi. Il livello di questi composti è influenzato dalla dieta e dallo stile di vita. Tuttavia, esiste un range ottimale per il corretto funzionamento della dieta chetogenica:
Sotto 0,5 mmol di chetoni per litro di sangue non è considerata chetosi.
Tra 0,5-1,5 mmol/l si parla di chetosi leggera
Con 1,5-3 mmol/l la chetosi è definita ottimale
Valori di oltre 3 mmol/l, oltre a non essere maggiormente efficaci, compromettono lo stato di salute (soprattutto in caso di diabete mellito tipo 1)
Valori oltre 8 mmol/l sono difficili da raggiungere con la dieta, si correlano a sintomi anche molto gravi.
Come Funziona
Il meccanismo di funzionamento della dieta chetogenica si basa sulla riduzione delle calorie e dei carboidrati alimentari che, in associazione ad un giusto livello di proteine e un elevato contenuto percentuale di grassi, dovrebbe migliorare la lipolisi e l'ossidazione lipidica cellulare, quindi il consumo totale di grassi e il dimagrimento.
La produzione di corpi chetonici, che dev'essere assolutamente controllata, ha la funzione di moderare lo stimolo dell'appetito – per il loro effetto anoressizzante.
Metabolismo Chetogenico
Cenni sulla produzione energetica
La produzione energetica cellulare avviene grazie alla metabolizzazione di alcuni substrati, soprattutto glucosio ed acidi grassi. Per lo più, questo processo inizia nel citoplasma (glicolisi anaerobica – senza ossigeno) e termina nei mitocondri (ciclo di Krebs – con ossigeno - e ricarica dell'ATP). Nota: le cellule muscolari sono anche in grado di ossidare buone quantità di amminoacidi ramificati. Bisogna però sottolineare due aspetti fondamentali:
Alcuni tessuti, come quello nervoso, funzionano "quasi" esclusivamente a glucosio.
Il corretto utilizzo cellulare degli acidi grassi è subordinato alla presenza di glucosio che, se carente, viene prodotto dal fegato mediante neoglucogenesi (a partire da substrati come amminoacidi glucogenici e glicerolo).
Nota: da sola, la neoglucogenesi non è in grado di soddisfare definitivamente, nel lungo termine, le richieste metaboliche dell'intero organismo.
Ecco perché i carboidrati, pur non potendo essere definiti "essenziali", vanno considerati nutrienti comunque indispensabili e se ne consiglia un'assunzione minima di 180 g/die (la quantità minima per garantire la piena funzionalità del sistema nervoso centrale).
Corpi chetonici residui, come avviene la liberazione di corpi chetonici.
Durante la produzione energetica, gli acidi grassi vengono dapprima ridotti in CoA (coenzima A) e, subito dopo, fatti entrare nel ciclo di Krebs. Qui si legano all'ossalacetato per giungere a un'ulteriore ossidazione, fino a terminare con la liberazione di anidride carbonica ed acqua. Quando la produzione di acetil CoA tramite lipolisi eccede la capacità di assorbimento dell'ossalacetato, avviene la formazione dei cosiddetti corpi chetonici.
Nota: ogni corpo chetonico è formato da due molecole di acetil CoA.
I corpi chetonici sono di tre tipi:
Acetone
Acetoacetato
3-idrossibutirrato.
Smaltimento dei corpi chetonici
I corpi chetonici possono essere ulteriormente ossidati, in particolare dalle cellule muscolari, dal cuore e in minor parte dal cervello (che li usa soprattutto in carenza di glucosio), oppure eliminati con le urine e con la ventilazione polmonare. Inutile specificare che aumentando i corpi chetonici nel sangue aumenta anche il carico di lavoro dei reni.
Se la produzione di corpi chetonici oltrepassa la capacità di smaltimento dell'organismo, si accumulano nel sangue dando luogo alla cosiddetta chetosi.
Chetosi, chetoacidosi e acidosi metabolica
Anche detta chetoacidosi, questa condizione abbassa il pH sanguigno definendo il quadro tipico dell'acidosi metabolica (tipica dei diabetici non trattati). In casi estremi l'acidosi può portare al coma e persino alla morte.
Attività motoria e chetoacidosi
Il ruolo dell'attività motoria sulla chetoacidosi è, in un certo senso, contradditorio. Partendo dal presupposto che il ricorso alla dieta chetogenica è comunque una forzatura metabolica - che a lungo andare può portare a conseguenze spiacevoli, è doveroso specificare che:
Da un lato, l'esercizio fisico intenso aumenta le richieste energetiche di glucosio favorendo la produzione e l'accumulo di corpi chetonici.
Dall'altro, l'esercizio fisico moderato aumenta l'ossidazione dei corpi chetonici stessi opponendosi al loro accumulo e agli effetti negativi che possono esercitare nell'organismo.
Abbiamo già detto che l'organismo ha comunque bisogno di glucosio e che, se non viene assunto con la dieta, dev'essere prodotto con la neoglucogenesi. Indispensabile al corretto funzionamento soprattutto del tessuto nervoso, il glucosio è anche necessario al completamento dell'ossidazione lipidica.
La gluconeogesi è un processo che porta alla formazione di glucosio a partire dallo scheletro carbonioso di alcuni amminoacidi (detti glucogenici, ovvero che danno origine all'ossalacetato); in misura inferiore, anche da glicerolo e acido lattico. Questo processo assicura un apporto costante di energia anche in condizioni di carenza di glucosio, ma costringe fegato e reni a lavorare di più per eliminare l'azoto.
Utilizzi
Applicazione della dieta chetogenica
Questa strategia alimentare viene utilizzata soprattutto in tre contesti (molto diversi tra loro):
Dimagrimento (meglio se sotto controllo medico)
Terapia alimentare di certe patologie metaboliche come l'iperglicemia cronica, l'ipertrigliceridemia (solo sotto controllo medico), l'ipertensione arteriosa e la sindrome metabolica (mai in presenza di patologie o sofferenza di fegato e/o reni)
Riduzione dei sintomi associati all'epilessia infantile (esclusivamente quando il soggetto non risponde alla terapia farmacologica e solo sotto controllo medico).
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la dieta chetogenica è un sistema che richiede un controllo e un monitoraggio piuttosto accurati.
Per di più, non può essere protratta troppo a lungo.
Sono generalmente ben tollerate circa 3 settimane.
la dieta chetogenica è un sistema piuttosto delicato e da non sottovalutare. È pertanto impossibile uniformare questo metodo per l'intera popolazione. Lasciare la piena gestione della dieta chetogenica ai consumatori è sbagliato, perché facilmente fuorviante.
Ciò non significa che non funzioni, ma piuttosto che non rappresenta una soluzione adeguata.
Vantaggi :
Facilita il dimagrimento grazie a:
Riduzione delle calorie totali
Mantenimento di glicemia e insulinemia costanti
Aumento del consumo di grassi a scopo energetico
Incremento del dispendio calorico globale per aumento dell'azione dinamico specifica e del "lavoro metabolico"
Ha un effetto anoressizzante.
Svantaggi della dieta chetogenica
La dieta chetogenica può mostrare anche parecchi svantaggi, la maggior parte dei quali dipende dai livelli di corpi chetonici presenti nel sangue:
Aumento della filtrazione renale e della diuresi (escrezione dei corpi chetonici e delle scorie azotate)
Tendenza alla disidratazione
Aumento del carico di lavoro dei reni
Possibile effetto tossico sui reni da parte dei corpi chetonici
Possibile ipoglicemia
Possibile ipotensione
Keto-influenza o "keto-flu" in inglese; è una sindrome legata allo scarso adattamento dell'organismo dopo 2-3 giorni dall'inizio della dieta chetogenica. Comprende:
Mal di testa
Affaticamento
Vertigini
Nausea leggera
Irritabilità.
aumento della possibilità di svenimento (dovuta alle due precedenti)
Maggior tendenza a:
Crampi muscolari
Stipsi
Sensazione di palpitazioni cardiache
Aumento del carico di lavoro del fegato, per incremento della neoglucogenesi, dei processi di transaminazione e deaminazione
In presenza di attività motoria intensa e/o prolungata, catabolismo muscolare
È sbilanciata e tende a limitare l'assunzione di alcuni nutrienti anche molto importanti
Può essere particolarmente nociva per:
Diabetici di tipo I
Chi già soffre di patologie epatiche e/o renali.
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Aggiornamenti Scientifici
Carboidrati: compromettono la salute e promuovono la mortalità?
Osservando e comparando attentamente la lista dei vantaggi con quella degli svantaggi, pare che la dieta chetogenica non sia una vera e propria "manna dal cielo".
In effetti, si tratta di un metodo controindicato in parecchie situazioni; richiede anche una certa "sensibilità individuale", oppure l'utilizzo di strumenti analitici che assicurano di rientrare perfettamente nell'ambito della "chetosi ideale". È senza dubbio una strategia alquanto macchinosa e poco spontanea. Tuttavia, è ancora oggi molto utilizzata nell'ambito del dimagrimento e della terapia alimentare contro l'iperglicemia cronica.
La ricerca scientifica suggerisce che, se utilizzata correttamente, la dieta chetogenica può non solo essere utile, ma anche rimediare al alcuni danni provocati dalle diete ricche di carboidrati (obesità, diabete mellito tipo 2, ipertrigliceridemia ecc).
Studio PURE di Dehghan et al., 2017
ha osservato oltre 135.000 partecipanti da 18 Paesi per molti anni. Escludendo i soggetti con malattie cardiovascolari preesistenti (eccezion fatta per il diabete), dopo un follow-up di 7,4 anni, sono avvenuti più di 10.000 decessi o eventi cardiovascolari ( infarto e ictus) correlati ai parametri dell'avvio dello studio (fattori socioeconomici, questionari sull'alimentazione e sull'attività motoria); è risultato che l'assunzione di carboidrati aumenta la mortalità totale mentre i lipidi (indistintamente saturi e insaturi) la diminuiscono. Non si è notato alcun legame tra il consumo di grassi e gli eventi cardiovascolari o altri tipi di mortalità correlata, ad eccezione dei grassi saturi, che inaspettatamente si sono associati a un minore rischio di ictus.
Il rilascio di insulina provocato dall'assunzione di glucosio e l'attivazione della corrispondente cascata di segnalazione può essere considerato il motivo principale del fatto che incrementando l'introito di carboidrati si favorisce la mortalità. Come dimostra l'elevata incidenza di tumori nei diabetici, l'iperinsulinemia è un fattore di crescita maligno molto importante.
Riduzione dell’assorbimento del glucosio
Da una prospettiva terapeutica, se i carboidrati sono fattori rilevanti nel promuovere la mortalità, non solo la riduzione dell'introito totale, ma anche l'inibizione dell'assorbimento e del metabolismo dei carboidrati dovrebbe prolungare la durata di vita.
L'acarbosio è un inibitore dell'alfa-glucosidasi, un enzima intestinale che rilascia D-glucosio dai carboidrati complessi (soprattutto amido). È stato usato nel trattamento dei diabetici per limitare l'assorbimento di carboidrati nell'intestino sin dagli anni '80. In linea con il ruolo dei carboidrati nel compromettere la salute, l'acarbosio ha dimostrato di prolungare la durata di vita nei topi (Harrison et al., 2014)
Gli inibitori del co-trasportatore 2 sodio-glucosio renale (SGLT-2) promuovono la rimozione del D-glucosio dal sangue attraverso l'urina. Questi inibitori recentemente sviluppati vengono utilizzati per il trattamento dei diabetici. I potenziali effetti sulla durata di vita degli organismi o degli esseri umani non sono ancora stati pubblicati ma sembrano giustificati.
La metformina antidiabetica, attualmente indagata per quanto riguarda l'estensione della durata della vita (studio TAME), riduce la produzione di glucosio (gluconeogenesi) dal fegato e provoca una riduzione della glicemia.
Combinazione di nutrienti
Nei topi, la rimozione quasi completa dei carboidrati (< 1%) per ottenere una dieta chetogenica ha migliorato l'aspettativa di vita rispetto a una dieta ad alto contenuto di carboidrati. D'altro canto, Roberts et al., 2017 hanno osservato che ricostituendo anche solo il 10% dell'energia in zuccheri semplici questo effetto positivo svanisce.
Rimpiazzando gli zuccheri con i carboidrati complessi i parametri migliorano sensibilmente; sono quindi gli zuccheri ad esercitare l'effetto peggiore.
E' stato dimostrato che associare una dieta ad alto contenuto di grassi a medie percentuali di zuccheri semplici si ottengono risultati negativi; tuttavia, quelli peggiori si sono ottenuti unendo altissime quantità di grassi e di zuccheri. Inoltre, si è notata un'estensione della durata di vita dei topi sostituendo le proteine nutrizionali con carboidrati, indipendenti dalle calorie totali (Solon-Biet et al., 2014). Considerati insieme, questi studi suggeriscono che lo zucchero alimentare può essere un fattore limitante molto importante, ma non unico, sulla salute dei roditori.
Critiche allo studio
Lo studio è stato criticato per aver manipolato l'effetto statistico dei suoi risultati. In particolare, le abitudini nutrizionali dipendenti dal reddito e dalla geografia non sarebbero applicabili alle società ad alto reddito occidentali (che tuttavia erano state incluse nel PURE), non avendo analizzato quale fonte specifica di carboidrati (zucchero/carboidrati raffinati oppure i cereali integrali) possa contribuire agli effetti dannosi dei glucidi, e come il reddito possa influenzare le scelte dietetiche. È stata comunque proposta successivamente una rielaborazione aggiuntiva su reddito ricchezza e stato socioeconomico del rispettivo paese, dimostrando che queste variabili non hanno in alcun modo influito sullo studio.
Conclusione dello studio
Il gruppo di ricercatori dello studio PURE ritiene che le raccomandazioni nutrizionali correnti, soprattutto per quanto riguarda i carboidrati raffinati e lo zucchero, dovrebbero essere radicalmente riconsiderate.
Riflessioni:
Evitare di assumere glucosio tramite la dieta e costringere il corpo ad utilizzare i meno convenienti amminoacidi è una strategia alquanto "discutibile", perché intossica l'intero organismo, tende ad affaticare inutilmente fegato e reni, rende meno efficienti il sistema nervoso ed i muscoli.
D'altro canto, i potenziali effetti negativi, di grave entità, delle diete chetogeniche sono più limitati di quanto molti credano; o meglio, la sola dieta chetogenica, nel breve termine, non causa insufficienza renale, insufficienza epatica, riduzione del metabolismo basale e compromissione della tiroide, demineralizzazione ossea ecc. Quel che potrebbe invece accadere nel lungo termine rimane ancora oggetto di studi; di certo, la dieta chetogenica non dev'essere intesa come una strategia alimentare definitiva.
È comunque indubbio che tutto questo lavoro, oltre a mantenere bassi i livelli glicemico-insulinici (responsabili, assieme all'eccesso calorico, del deposito adiposo), aumenti la quantità di calorie bruciate, stimoli la secrezione di ormoni e la produzione di metaboliti che favoriscono lo smaltimento del grasso e sopprimono l'appetito. Per tutti questi motivi l'efficacia "dimagrante" della dieta chetogenica è tutto sommato elevata.
La dieta chetogenica funziona nell'immediato ma sottopone l'organismo ad uno stress continuo e non salutare.
Se eseguita da un soggetto colpito da diabete mellito tipo 1 (anche se effettivamente non ce ne sarebbe alcun motivo), richiede moltissima attenzione e il supporto medico, perché potrebbe avere gravissime conseguenze per la salute.
MIGA MakeItalyGreatAgain (Fai l'Italia Grande Ancora)
che Palamara, Ciuffetti, la Gretina e la Presidentessa di Arcuri siano di lezione: QUESTA VOLTA NIENTE PRIGIONIERI(a parte Maduro)


MIGA MakeItalyGreatAgain (Fai l'Italia Grande Ancora)
che Palamara, Ciuffetti, la Gretina e la Presidentessa di Arcuri siano di lezione: QUESTA VOLTA NIENTE PRIGIONIERI(a parte Maduro)


@Child44
Perché sono amici, presumo.
Io ho 13 amici, mi appaiono i messaggi di tutti i 13 ogni volta che scrivono qualcosa.
“Non prenderti a cuore guadagno e perdita”


MIGA MakeItalyGreatAgain (Fai l'Italia Grande Ancora)
che Palamara, Ciuffetti, la Gretina e la Presidentessa di Arcuri siano di lezione: QUESTA VOLTA NIENTE PRIGIONIERI(a parte Maduro)


Io ho fatto una specie di dieta ketogenica per 9 mesi. Mi piaceva un sacco.
Poi ho mangiato un pezzettino di pane più grande del solito, poi un altro, più due e in sette mesi ho messo su 3 chili.
I dolci non li mangio, a parte un po’ di cioccolato al 92%, ma continuo a guardarli nelle pasticcerie e sul web e a sognarli.![]()
“Non prenderti a cuore guadagno e perdita”


idem (a parte i dolci, che non disdegmo)
Alla fine sai cos'è?
finchè lavoro tutto ok (in casa ci starò in media 6-7 ore al giorno, poi sempre in giro), più lavoro e meno mangio;
poi in quei 10 giorni di feste 3 volte l'anno, mi si resettano tutti i risultati dei restanti 11 mesi...
Se guardo i segni sui buchi di una mia cintura, nel corso dell'anno li utilizzo dal primo all'ultimo!
MIGA MakeItalyGreatAgain (Fai l'Italia Grande Ancora)
che Palamara, Ciuffetti, la Gretina e la Presidentessa di Arcuri siano di lezione: QUESTA VOLTA NIENTE PRIGIONIERI(a parte Maduro)


Da ieri sono a dieta.
Purtroppo non posso più fare la Keto.
Ormai non so che dieta fare, a parte la Keto nessuna funziona come dovrebbe.
C’è qualcuno qui che vorrebbe dimagrire qualche chiletto?
“Non prenderti a cuore guadagno e perdita”


Nel dubbio ricordate sempre la seguente regola: se qualcosa non piace alla sinistra, probabilmente è la cosa giusta da fare.

