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Discussione: Di che razza siete?

  1. #1
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    Predefinito Di che razza siete?

    razza nordica

    razza occidentale

    razza dinarica

    razze estide

    razza baltico-orientale



  2. #2
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    Predefinito Re: Di che razza siete?

    Io sono di Razza Dinarica con componenti alpine.

    https://www.bing.com/videos/search?q...5&&FORM=VDRVSR

  3. #3
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    Predefinito Re: Di che razza siete?

    Puoi spiegare per favore brevemente il significato di tutte? Senza mettere link.

  4. #4
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    Predefinito Re: Di che razza siete?

    Citazione Originariamente Scritto da Europa Nazione Visualizza Messaggio
    Puoi spiegare per favore brevemente il significato di tutte? Senza mettere link.
    E' un pò difficile senza mettere il link.

  5. #5
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    Predefinito Re: Di che razza siete?

    Ho messo l'immagine dei visi corrispondenti alle razze.

  6. #6
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    Predefinito Re: Di che razza siete?

    Il seguente testo è tratto dall’opera The Races of Europe (1939) di Carleton Coon. Ho tradotto il paragrafo relativo all’analisi sugli italiani e ve lo posto come integrazione alla mia guida sui tratti somatici italiani, che vi consiglio di leggere se ancora non lo avete fatto.

    Buona lettura.

    A Che Razza Appartengono gli Italiani?
    L’Italia, una delle più chiaramente demarcate unità geografiche in Europa, è un Paese di considerevole varietà razziale.
    Nonostante la razza mediterranea sia fortemente rappresentata, l’Italia appartiene solo parzialmente al mondo mediterraneo, per la maggior parte essa è un territorio razziale più tipicamente alpino.
    Sfortunatamente è impossibile tracciare la prima preistoria degli Alpini in Italia, dal momento che la nostra conoscenza del periodo Mesolitico e Paleolitico è ancora oscura.
    Il primario impulso razziale del primo neolitico, tuttavia, è conosciuto.
    Questa fu la l’immigrazione dei Mediterranei gracili in gran numero, che venivano prevalentemente, se non interamente, dal mare.
    Questi primi produttori di cibo furono seguiti da più competenti navigatori, Atlanto Mediterranei,che si stabilirono principalmente nel nord e nelle isole, e Dinarici dal mediterraneo orientale in cerca di metallo. Alcuni dei dinarici penetrarono le vallate alpine, mentre altri si stabilirono nella valle del Po e nell’Italia centrale.
    Il movimento di persone di elevata cultura dall’est in Italia continuò fino all’epoca storica, e incluse l’insediamento degli Etruschi in Toscana, e dei Greci in Sicilia e nell’estremo sud della penisola.
    Fin dall’età del bronzo, tuttavia ci furono movimenti contrari provenienti da nord, inclusa l’invasione dei primi Italici, antenati degli Oschi e Umbri, Latini e Falisci e anche l’arrivo delle tribù illiriche nel nord ed est Italia.
    Laddove i movimenti dal mare portarono Mediterranei di differenti tipi, alcuni bassi altri alti, alcuni dal naso dritto altri dal naso convesso nella maniera medio orientale (come i Dinarici), i movimenti da nord introdussero Nordici di due varietà. Il classico tipo Hallstatt e il tipo Celtico dell’età del ferro, che successivamente formò l’elemento razziale base fra i patrizi Romani.

    Due nordici lombardi (Brescia a sx e Milano a ds)
    Successive invasioni dal nord, di Celti e Germani, ebbero solo influenza locale.
    Più importante forse di molte di queste invasioni fu l’effetto del sistema industriale romano, che si basava sul lavoro forzato, e che necessitava dell’introduzione di migliaia di schiavi di tutte le razze e Paesi.
    Nonostante ad alcuni di questi schiavi fu impedito di procreare a causa della segregazione e delle malattie, la maggior parte ci riuscì, e con la loro emancipazione sotto il Cristianesimo si mescolarono rapidamente con la popolazione locale.
    Altri stranieri che non erano schiavi vennero in Italia in grande numero come commercianti, soldati, artigiani e visitatori attratti dal centro della civiltà.
    Così, attraverso il suo ruolo di padrona del mondo, Roma accumulò e assimilò popolazioni eterogenee.
    tratti somatici italiani
    Ricostruzione del volto di un pompeiano
    Che questa popolazione fosse per nulla o perfino in predominanza Mediterranea è mostrato dallo studio sui teschi dei Pompeiani, vittime dell’eruzione che fece passare la loro città da metropoli a museo. Questi crani, con un indice cefalico medio di 80, rappresentano una popolazione che aveva acquisito un carattere razziale proprio, a dispetto delle origini miste, e nel quale l’elemento Alpino era il più importante.
    Le volte sono di dimensioni moderate, e così le facce; l’altezza media del nasion-menton di 119 mm è troppo bassa per suggerire un forte elemento Dinarico, che la mesorinnia tipica del gruppo pure preclude.
    Una serie di 100 moderni crani da Bologna, con un indice cefalico medio di 83.5, è quasi puramente alpino-dinarica, con in prevalenza l’ultimo elemento.
    La razza dinarica è comune al Nord, ma non al Sud, e questa distinzione è vera dall’età del bronzo.
    La nostra conoscenza di antropologia fisica degli italiani viventi è basata largamente sul lavoro di Livi, che misurò 300 mila militari delle classi 1859-63. Nell’usare questo materiale c’è da ricordare che è vecchio di mezzo secolo e che le misurazioni di Livi non erano in accordo con i moderni standard.
    Così gli italiani sono senza dubbio più alti oggi che all’epoca di Livi, e sono da uno a due punti meno brachicefali. A dispetto di queste correzioni, il lavoro di Livi è di grande valore.
    Ha stabilito i principali fatti delle regionali distribuzioni in Italia senza ombra di dubbio.
    tratti somatici italiani
    Mappa sul “tipo biondo” tratta dai lavori di Livi
    Questi sono che la statura aumenta andando verso nord dalla Sicilia e
    dall’estremità della penisola;che l’indice cefalico aumenta nella stessa
    maniera, e così il biondismo. In Nord Italia gli uomini più alti hanno il cranio più lungo della media, in Sud Italia gli uomini più bassi hanno il cranio più lungo.
    Il biondismo è ovunque correlato con un indice faccial relativamente alto.
    In altre parole, gli italiani del Sud sono un ibrido per la maggior parte di Alpini e Mediterranei gracili, mentre fra i Nord italiani il più importante ceppo dolicocefalo è l’Atlanto Mediterraneo.
    La associazione di un relativamente elevato biondismo con la brachicefalia indica che sia gli Alpini che i Dinarici sono come al solito mescolati o intermedi di pigmentazione.
    I pochi inalterati nordici ancora trovati in Nord Italia e nelle famiglia aristocratiche ovunque sono id gran lunga superati dagli Atlanto Mediterranei.
    La statura media dei soldati del 1859-63 era di 164.5 cm, quella per le classi del 1907-09 era di 165.5 cm. Una migliore cifra per il presente sarebbe probabilmente 166 cm. Il presente range provinciale probabilmente andrebbe da 164 cm al sud a 168 cm in Piemonte e Veneto, così come il Trentino.
    L’indice cefalico medio dei soldati di Livi era 82.7. Quello delle classi 1907-09 era 80.8.
    tratti somatici italiani
    Piemontese alpinoide con occhi e capelli castano chiari
    La riduzione di due punti è largamente tecnica ma può essere parzialmente dovuta ad un incremento di statura. A dispetto di queste differenze, gli italiani del Nord, i piemontesi particolarmente, sono molto brachicefali, più degli Svizzeri e Austriaci, e il Piemonte forma un continuo nella zona sudoccidentale francese di concentrazione razziale alpina.
    Studi speciali sugli italiani del Sud e siciliani sono stati fatti in America, dove vivono milioni di queste persone. Nonostante un po’ di selezione può aver preso parte nella selezione di chi sarebbe dovuto venire in America e chi sarebbe dovuto rimanere a casa, probabilmente anche i loro risultati sono in media. Questo gruppo non è basso, ma leggermente sotto la media in statura, la media presente è 165 cm. Una larghezza relativa di 102 e una relativa altezza da seduti di 53.3, indicano fortemente un individuo dalle gambe e braccia corte e un torace lungo, dove un peso medio di 68 kg è elevato per questo livello di statura. Nonostante si possano trovare Mediterranei slanciati e “delicately built” (penso voglia dire ectomorfi) , la grande maggioranza è tozza e ha mani ampie, dita e collo corti. Sono inclini a diventare corpulenti nella mezza età e poche delle donne rimangono slanciate dopo la gravidanza.
    L’indice cefalico medio per questo gruppo è 79. C’è tuttavia un grande range e molti sono tipicamente brachicefali. La taglia della testa è in accordo con quella del corpo. Una testa della lunghezza media di 191 mm e larghezza di 151mm indica una volta più larga di quella che solitamente c’è tra i mediterranei della stessa statura. La larghezza facciale ancora eccede le figure mediterranee; Il minimo frontale medio è di 106 mm, e la larghezza di 151 mm, quella bizigomatica 140 mm e quella bigoniale 108 mm.
    Queste dimensioni ricadono suggestivamente nella categoria Alpina, che allo stesso tempo assomiglia a quelle dei gruppi costieri del Portogallo.La media altezza totale facciale è 121 mm, la parte superiore della faccia è 70 mm. Il facciale e il facciale superiore indicano mesoprosopia.
    La dimensione nasale (54 mm per 36) è moderatamente lunga e larga, l’indice nasale medio di 67 è leptorrino, ma in un senso mediterraneo e alpino piuttosto che nordico o dinarico.
    Il colore della pelle è di regola scuro. Oltre il 50% delle pelli non esposte (al sole) sono decisamente olivastre o marrone chiaro, mentre la palle esposta al sole si abbronza di un distintivo marrone rossiccio.
    Il 10 % hanno le lentiggini, circa il 20% ha i capelli neri e il 48% marrone scuro;Sfumature bruno-rossicce, o scure/marrone intermedio con uno scintillio rossiccio, ammontano al 16%, mentre il rimanente 6% ha i capelli castano chiari o biondicci.
    Occhi scuri puri si trovano fra il 44% di quelli studiati; gli occhi misti fra il 50% e i gli occhi chiari puri fra il 6%. L’alta proporzione di sfumature rossicce nei capelli e di occhi misti riflette il forte influsso alpino in questa popolazione, e così fa la larga minoranza di pelli non brune e la presenza di lentiggini. Fra gli occhi misti, la maggioranza è mista scura, e le combinazioni verde/castane sono tre volte comune che quelle blu marroni e grigio marroni messe assieme.
    I sud Italiani deviano da uno standard mediterraneo nello sviluppo del sistema pilifero, oltre l’80% ha barbe da medie a folte, e il pelo corporeo è maggiore di ogni altro gruppo europeo studiato.
    I capelli sono raramente sottili, solitamente da grezzi a medi nella tessitura, ed sono ricci nel 10% di questo gruppo, mentre quelli ondulati sono ordinari. La fronte è di media altezza e inclinata, come regola , e il ponte sopra orbitale medio; il loro sviluppo tipico è alpino piuttosto che mediterraneo.
    tratti somatici italiani
    Mediterraneo gracile napoletano
    Le sopracciglia sono solitamente folte nel 57% degli esaminati. La depressione nasale è di media altezza e inclinata, come regola, la radice nasale di media altezza e frequentemente ampia. Il ponte nasale e solitamente abbastanza alto e più ampio che fra la maggior parte degli altri europei. Il profilo è variabile, si con categorie concave che convesse. La punta nasale è come regola più spessa dello standard europeo, nel 35% dei casi è schiacciata. Le labbra variano considerevolmente in spessore ma sono generalmente più spesse della maggior parte dei gruppi europei; ben oltre un terzo mostra un grado visibile di prognatismo facciale o alveolare. Il mento è frequentemente sporgente, i malari prominenti sono più comuni di quelli compressi.
    I sud Italiani, come questa ricerca indica, sono un gruppo distintivo di persone che non ricade in nessuna riconosciuta categoria razziale.
    Oltre ai convenzionali Mediterranei a Alpini ci sono due tipi speciali che sono particolarmente comuni, e che saranno famigliari a chiunque vive nelle aree italiane degli Stati Uniti, così come a chiunque abbia visitato il Sud Italia. Ci sono:
    tratti somatici italiani
    Mediterraneo Coarse di Campidano d’Oristano (Sardegna)
    1) Il Mediterraneo coarse, bassa statura, tozzo, mesocefalo, con una fronte stretta, ampi malari, spessi sopra orbitali, un naso corto, largo dritto o leggermente concavo con una punta sollevata, una mandibola robusta e un po’ di prognatismo.
    2) Una locale approssimazione all’Armenoide, statura bassa, tozzo col collo corto e un occipite schiacciato, una volta cupoliforme, sopra orbitale spesso, un naso con un alta radice, un alto ponte, spesso in punta e schiacciato, e specialmente una mandibola sporgente.
    Il Mediterraneo coarse ha controparti in Spagna e Portogallo, così come in Nord Africa, e risale almeno al tempo delle sepolture di Muge.
    Sembra tuttavia prevalente fra i Sud Italiani. L’Armenoide locale può essere parzialmente discendente dai medio orientali portati in Sud e Centro Italia in epoca imperiale, ma più probabilmente una locale combinazione di alpino con vari elementi mediterranei, attraverso il meccanismo di eredità differenziata.
    Campioni osservativi sulla popolazione della provincia di Bologna, permettono, per contrasto al precedente, uno studio in dettaglio della popolazione Nord italiana, uno con una statura media di 168 cm e un indice cefalico medio di 83 o 84. Il colore di pelle della faccia è ugualmente diviso tra un marrone chiaro e e un bianco roseo; i capelli sono neri nel 25%, marrone scuro nel 60%, e marrone chiaro nel resto dei casi. Il 25% degli occhi sono castano scuri, il 38% castano chiari o misti scuri, e il 27% misti chiari o chiari. La pigmentazione è più chiara che in sud Italia, ma prevalentemente bruna.
    C’è un leggero collegamento tra gli occhi e i capelli più chiari e la dolicocefalia, che indica che qui il tipo Nordico ha preservato la propria identità come elemento minoritario.
    Lo sviluppo del sistema pilifero è meno marcato qui che al sud, il corpo e la barba hanno peli di normale spessore europeo; inoltre solo il 14% ha sopracciglia unite. Queste effettivamente si trovano più tra i dolicocefali che tra i brachicefali.
    I nasi sono convessi nel 32%, dritti nel 58% e concavi nell’8% del gruppo; i nasi convessi sono leggermente più frequenti nelle teste lunghe. Lo spessore della punta nasale è solitamente medio, e le labbra frequentemente sottili. La combinazione naso stretto e labbra sottili, che prende la forma di una positiva correlazione, è ancora una volta associata con dolicocefalia.
    Nella popolazione del Bolognese c’è una forte prevalenza del tipo Alpino e Dinarico, specialmente il precedente, ma approssimativamente un terzo della popolazione ha la testa allungata o comunque vicino.
    tratti somatici italiani
    Dama con l’ermellino (1489)
    Tra questo terzo, i Nordici non sono rari, ma l’elemento più importante è un tipo alto, slanciato, bruno e con una lunga faccia, con un naso sottile, dritto o convesso e labbra sottili. E’ una variante dell’Atlanto Mediterraneo, con qualche caratteristica facciale della Cappadocia portata dall’Asia occidentale dai primi navigatori, inclusi gli Etruschi. Associata a questo tipo c’è una frequente obliquità delle fessure oculari, che sono molto lunghe; sopracciglia fortemente arquate e malari pieni.
    La bellezza delle donne bolognesi è proverbiale, e il tipo descritto sopra è in qualche modo responsabile per questa reputazione.
    E’ comune ovunque anche in Nord Italia e spesso ritratto dai pittori del Rinascimento.
    Questo tipo è anche trovato come minore elemento in Tirolo, dove sembra formare una parte base del complesso razziale dinarico.
    Nessun Paese in Europa, nel quale un linguaggio e una tradizione culturale prevale, mostra una così grande estremità fra le razze tra la sua parte meridionale e quella settentrionale come fa l’Italia.
    L’elemento collante, che è comune a tutte le sezioni è l’Alpino, che è riemerso da un passato oscuro attraverso una sovrastruttura composta dal Dinarico, Nordico e vari generi di tipologie Mediterranee. L’Italia sta a cavallo tra il mondo Alpino e quello Mediterraneo.

    https://www.ilredpillatore.org/2017/...ondo-coon.html

  7. #7
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    Predefinito Re: Di che razza siete?

    TIPOLOGIA RAZZIALE DELL'EUROPA

    di Hans F.K. Gunther


    PRECISAZIONI SUL CONCETTO DI RAZZA, SULLA SPECIFICAZIONE DELLE CINQUE RAZZE EUROPEE E SULLE MISURE CRANICHE.

    Riguardo alla composizione dei popoli europei a partire da diverse razze vi sono nel complesso idee molto poco chiare. Spesso, per esempio, si sente parlare di una "razza bianca", o "razza caucasica", alla quale apparterrebbero gli europei. Ma nessuno sa esattamente descrivere, quando gli si domanda di farlo, l'aspetto fisico di questa razza, in quanto è chiaro - o almeno dovrebbe essere chiaro - che una qualsiasi "razza" dovrebbe rendersi percepibile in un determinato gruppo umano, tutti gli appartenente del quale dovrebbero mostrare lo stesso aspetto somatico e psicologico. Ma si consideri quanto grandi siano le differenze somatiche e psicologiche non solo all'interno dell'Europa (la zona nella quale la cosiddetta razza "bianca" o "caucasica" sarebbe autoctona)

    0 all'interno di una determinata frazione dell'Europa, ma addirittura all'interno di una qualche ristretta regione di una qualsiasi nazione europea. Non esistono una "razza tedesca", "russa" o "spagnola". Non bisogna confondere

    1 concetti di popolo e di razza.

    Si sente parlare anche di una razza "germanica", "latina" oppure "slava". Ma ci si renderà subito conto che all'interno delle regioni nelle quali sono parlate lingue germaniche, neolatine o slave, si incontra una straordinaria varietà di tipi umani e mai quell'uniformità somatica che ci si dovrebbe aspettare se ci si trovasse davanti a una razza unica. Ne risulta che i gruppi umani sotto esame - "germani", "latini", "slavi" - costituiscono comunità di lingua e non di razza. Si faccia la seguente considerazione, per non confondere più l'apparteneza linguistica con quella razziale: è forse "germanico" il negro americano, che pure parla l'inglese americano - una lingua germanica - e anzi lo considera la sua lingua materna? La risposta corretta è: no, perché il germano è alto, biondo e con gli occhi azzurri. In Scozia non mancano uomini alti, biondi e con gli occhi azzurri, che pure parlano lingue celtiche. Ci sono perciò dei celti che hanno l'aspetto di "germani"? Secondo una nozione ancora molto diffusa nella Germania meridionale, celti verrebbero a essere le genti piccole e scure ancora presenti nella zona. Nel contempo, molti greci e romani antichi vengono descritti come "germani". Gente bionda con gli occhi chiari se ne trova spesso nel Caucaso. Non mancano gli italiani dall'aspetto "germanico".

    Io stesso ho portato a termine misure antropologiche su di uno spagnolo di questo medesimo tipo. Viceversa: ci sono tanti tedeschi - quindi genti appartenenti a un popolo linguisticamente germanico - che non hanno assolutamente un aspetto "germanico". Eppure i tedeschi non sarebbero i ''discendenti degli antichi germani"? - Come si fa a vederci chiaro in mezzo a questa confusione? Perché non c'è dubbio che tutto quest'insieme di fatti sembra carico di contraddizioni.

    La migliore cosa che si possa fare è analizzare in profondità il concetto di "razza". Chi si voglia occupare di problemi razziali, deve in primo luogo fare attenzione a non confondere: razza ed etnia (generalmente caratterizzata da una lingua parlata) oppure razza e nazionalità oppure ancora (soprattutto nel caso del popolo ebraico) sangue e appartenenza religiosa. "Razza" è un concetto che appartiene al mondo dell'antropologia; la quale a sua volta, quando è antropologia fisica, si interessa soltanto dei dettagli somatici misurabili e quantificabili; per esempio l'altezza, la lunghezza degli arti, la misura del cranio e delle sue parti, il colore della pelle (con riferimento a una determinata tabella di colori), il colore dei capelli e degli occhi, ecc. L'eccellente "Lehrbuch der Anthropologie [Manuale di antropologia]" (Jena, 1914) di Martin può essere consultato con profitto anche dai non specialisti, i quali, quando considerino la sua mole, si potranno rendere conto di quante misure e constatazioni sono necessarie prima che un corpo umano possa essere descritto dettagliatamente dal punto di vista razziologico (antropologico). Inoltre, assieme alla forma fisica, è indispensabile studiare il comportamento animico, anche quello proprio a ogni razza.

    Che cosa è, quindi, una "razza? - La razziologia e la discussione dei problemi razziali sono stati non poco pregiudicati dal fatto che tanti testi e libri, scritti a proposito delle razze - reali o presunte -, molto spesso non dicono niente di che cosa si deva intendere per "razza" (questo è un difetto soprattutto di quei libri che dalla problematica razziale vogliono trarre conseguenze ideologiche). Questo è stato da me discusso in dettaglio nella mia "Rassenkunde des deutschen Volkes [Tipologia razziale del popolo tedesco]"; di cui do un riassunto in quanto segue:

    Una razza si incarna in un gruppo umano unitario, che si ripete tale e quale generazione dopo generazione.

    Per gruppo umano unitario si intende un gruppo umano che si distingue da qualsiasi altro in quanto ha una combinazione tutta sua di caratteristiche somatiche e psicologiche.

    Combinando queste due ultime proposizioni risulta che: una razza si incarna in un gruppo umano che, in conseguenza di una sua specifica combinazione di caratteristiche somatiche e animiche ["seelischer"], si differenzia da qualsiasi altro gruppo umano; e queste caratteristiche non cambiano di generazione in generazione.

    Ne segue subito che: l'etnologia non conosce praticamente alcun esempio di un gruppo umano del genere. Nessuna razza conosciuta è rinchiusa in un unico popolo o in un'unica comunità linguistica, nazionale o religiosa. In particolare, i popoli europei vengono perlopiù ad essere mescolanze delle cinque razze europee, anche se in qualche caso soltanto di due o tre di esse. In Europa Orientale ci sono mescolanze ancora più molteplici. Ciò che fa la differenza fra i diversi popoli europei è costituito, dal punto di vista razziologico, dalle diverse proporzioni in cui ogni singola razza europea è rappresentata in ognuno.

    In tutti i popoli europei sono rappresentate le seguenti cinque razze, allo stato puro oppure in svariate proporzioni di incrocio:

    La razza nordica: alta, dolicocefala, dal viso stretto, con il mento forte; naso stretto con la radice alta; capelli biondi (o biondi dorati), flessibili e lisci od ondualti; occhi infossati e chiari (azzurri o grigio-azzurri); pelle bianco-rosa.

    La razza occidentale: piccola, dolicocefala, dal viso stretto, con il mento meno pronunciato; naso stretto con la radice alta; capelli castani o neri, flessibili e lisci o ricciuti; occhi infossati marroni; pelle abbronzata.

    La razza dinarica: alta, brachicefala, dal viso stretto; nuca ripida che fa l'effetto di essere stata fatta con un colpo di scure; naso molto forte, con la radice alta e che si proietta con forza all'infuori, con la punta che si rivolge al basso e che diviene carnosa; capelli ricciuti neri o castani; occhi infossati marroni; pelle abbronzata.

    La razza estide: piccola, brachicefala, dal viso largo, con il mento debole; naso corto e ottuso con la radice piatta; capelli duri, neri o castani; occhi marroni che protrudono; pelle abbronzato-giallastra.

    La razza baltico-orientale: piccola, brachicefala, con la mandibola pesante e massiccia e il mento debole; naso ottuso, corto e piuttosto largo con la radice piatta; capelli duri e chiari (colore biondo cenere); occhi chiari (grigi o azzurro acquoso) che protrudono; pelle chiara con tonalità grigie (1).

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    Predefinito Re: Di che razza siete?

    .

  9. #9
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    Predefinito Re: Di che razza siete?

    Nessuno sa di che razza è?!?

  10. #10
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    Predefinito Re: Di che razza siete?

    Tra quelle facce, dinarico.

 

 
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