Discutevo di questioni etico-politiche con un professore di filosofia (penso di qualche liceo qui della zona) che quasi come il 90% di quelli della sua categoria si definisce "hegeliano", "comunista", "anti-capitalista" e "novello materialista storico".
In Preve legge parole "aureolate" e "carismatiche", che fanno una "luce tutta post-modernista" (e dunque mistificatrice dal suo punto di vista), perché tipica dell'ultimo capitalismo.
Poi sostiene che da un punto di vista socio-economico bisogna "tornare a Lenin e Marx", solo così si "potrà arrivare alla società globale senza classi" dopo la quale "inizierà finalmente la storia veramente umana" (non era materialista storico? :gratgrat. Ma poi si corregge: "nessuna teleologia, solo pragmatismo".
A questo punto gli faccio presente che nessuno lo obbliga ad essere lavoratore dipendente e salariato (ma lui vuole solo "perdere le sue catene", in quanto si ritiene ancora "proletario" nel senso classico del termine - categoria oggettiva, dal suo punto di vista) e che tuttavia, in quanto consumatore di beni e servizi, si rende partecipe dello sfruttamento dei cosiddetti paesi del terzo e quarto mondo.
A questo punto, gli chiedo se oltre che cantare contro l'orrore delle disuguaglianze materiali sia anche disposto a sacrificare in prima persona il suo benessere e i suoi privilegi. Risposta elusiva: "Sono disposto a sacrificare il capitalismo"!
Succesivamente colgo l'occasione per chiedergli, sulla base di sue allusioni precedenti, se ritenga veramente il "postmoderno solo un'invenzione mistificatrice". Risposta affermativa, la pensa come Friedric Jameson. Io ribadisco che il post-modernismo, in quanto tendenza culturale, esiste realmente e che ha origine con la demolizione nicciana delle fisime del periodo illuminista (la "filosofia a colpi di martello"). A titolo d'esempio gli dico che oggi alla gente interessa solo avere la pancia piena, ubriacarsi e scopare e che anche io e lui siamo come gli "ultimi uomini".
Risposta laconica del professore: "mi rifiuto di parlare adesso pure di filosofi nazisti".
E la discussione si chiude così
Fortunatamente in passato ho conosciuto anche docenti di filosofia di estrema destra: persone piacevolissime e senza paraocchi concettuali, ben volute da tutti gli studenti - e pure da qualche insegnante.
Sfortunatamente il loro numero nelle scuole italiane è a dir poco esiguo, soprattutto se confrontato con gli insegnanti "rossi". Secondo voi si verificherà mai un'inversione di tendenza?




. Ma poi si corregge: "nessuna teleologia, solo pragmatismo". 
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repapelle:
