



invece il tuo metodo mistificatorio e' chiaramente terrone..
"classico" infatti spostare il discorso quando non si puo replicare
e "classico" provare sempre ad affermare spudoratamente il contrario dei FATTI storici .
ed infatti per quanto riguarda le guerre di fiandra leggiti TUTTI gli storici spagnoli che fanno appunto risalire quel disastro ( segno' infatti l' inizio della fine dell' impero spagnolo ) al FATTO che quelle truppe " spagnole" erano in gran parte mercenarii a basso costo aruolati SOPRATTUTTO nel regno di napoli ...iaociao:
e i fatti sono che sulle navi di lepanto c' erano truppe di qualita diversa che in fiandra .. amen
Ultima modifica di larth; 10-10-10 alle 21:39
vulgus vult decipi




Se ci fossero dei colpevoli da tutte le parti non è l'argomento tragico.
Il problema è oggi. .
Si mettono targhe in ricordo di chi assaliva le coste dell'Europa.
Con la targa a Ucciali, si glorifica chi combatteva con le navi degli islamici che razziarono le coste delle penisola per secoli.
Ossia il riconoscimento a chi operava contro la sua terra.
.
A meno che si consideri la Calabria e l'Africa una patria sola.
Allora a questo punto si deve dare ragione se mettano una targa ricordo al razziatore Ucciali.
E' una precisa presa di posizione di voler identificare la Calabria nel mondo semita africano. .
Questa targa ( onorata dal ministro turco) è il riconoscimento ufficiale della realtà sulla differenza culturale ed etnica tra Nord e Sud dello stato virtuale italico.
I reggenti di Isola di Capo di Rizzuto hanno riconosciuto di essere arabi, di non rinnegare la loro etnia, che conserva i suoi valori etnici al di sopra di dove si combatte.
Ossia il principio etnico è superiore alla politica, e che pertanto è talmente forte tale principio, che non si può pretendere che popoli così differenti, di cui uno si dichiara appartenente ad un altro continente ( Africa), siano obbligati a convivere gomito a gomito entro la gabbia italiana.
Alleati forse ma non conviventi. .
E' una affermazione che Ucciali è un grande semita, sia che operi in terra araba italica, sia che abiti nella terra araba africana,,
La Calabria ha il diritto di onorare quelli che ritiene i suoi eroi, ma non ha il diritto di impormi la sua cultura, i suoi eroi.
Ancora una volta si dimostra che anche culturalmente vi è un abisso.
O si taglia o il caos


lo " scarto temporale " e' un paio di generazioni un lasso sufficiente a cambiare il quadro socioeconomico di ogni stato..( ad esempio ce ne acorgeremo " devisu" tra ventanni qiuando vedremo adulti i " nuovi italiani" che nascono oggi ..)
ma nella fattispecie il cambio della " leva" spagnola non si misura tra il 1571 e il 1620 ma tra il 1530 e il 1620 cioe tra quelle invincibili fanterie aruolate negli altopiani della castilla e il variegato inefficente e demotivato esercito mercenario " imperiale" che venne dopo .
nel 1571 il nerbo dell' esercito spagnolo era ancora tale, nel senso che l' argento peruviano non aveva ancora corrotto la societa' spagnola ,e molti "ascetici" e violenti hidalgos servivano ancora nell' esercito ( esempio appunto cervantes e loyola ) . Il grosso della fanteria spagnola imbarcata sulle navi " italiane" erano ancora di quella razza . Senza quella fanteria lepanto avrebbe avuto un ' altra storia ...
anche se concordo che quella minoranza di sudditi italiani del re di spagna che erano su quelle navi furono gente motivata e valida .,. A lepanto furono tutti volontarii.
ma anche questo non vuol dir niente .. l' italia sa sprimere spesso delle punte che pero' non riscattano mai le bassezze delle masse .
Dire sempre secondo la " mistica nazionale " che per meriti di qualcuno l' italia sia " terra di santi , poeti e navigatori" significa implicitamente ammettere che nella sostanza siamo NELLA MASSA un popolo di " miscredenti iincolti terragnoli "iaociao:
Ultima modifica di larth; 10-10-10 alle 22:57
vulgus vult decipi


Da Lepanto a Lampedusa.
L'involuzione dell'Europa.
Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.






Sono la stessa cosa.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Fra ieri e oggi ho incontrato due persone che insegnano religione nelle scuole; ho chiesto loro quale è la ricorrenza che si ricordava ieri: entrambi non mi hanno saputo rispondere.
Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.