Ucciali, il calabrese rinnegato
Comandante della flotta musulmana, l’apostata della fede cristiana Giovanni Dionigi Galeni, nato a Isola Capo Rizzuto (Crotone), dopo aver abbracciato il credo di Allah prese il nome di Ulug Alì Ucciali.
Fu soprannominato “il rinnegato”.
La scelta di diventare musulmano maturò dopo essere stato catturato (1536) dal corsaro algerino Khayr al-Din Barbarossa a Castella, località della costa calabrese. Galeni abiurò la fede cristiana per poter uccidere un turco che lo aveva schiaffeggiato ed evitare, pertanto, la condanna a morte in base alla legge islamica. Particolare riportato da Cervantes, l’autore del Don Chisciotte.
La sua carriera militare fu molto prestigiosa: generalissimo del Pasciacalato turco d’Algeria, governatore di Tripoli e Tunisi, prese parte alla storica battaglia di Lepanto e fu tra i pochi ufficiali della flotta turca a sopravvivere. Per aver conquistato in battaglia lo stendardo dei Cavalieri di Malta, il Sultano ottomano Selim II lo nominò ammiraglio.
A Favignana e Marettimo, a largo delle coste siciliane, catturò le galere di Pietro Mendoza, Vincenzo Cicala e Luigi Osorio. Arrecò non pochi danni agli spagnoli che dominavano allora il Regno di Napoli. Durante l’assedio dell’Isola di Malta, subentrò a Dragùt al comando della flotta ottomana.
Dopo aver strappato la città di Tunisi alla flotta cristiana, morì nel luglio del 1587 in un villaggio nei pressi di Istanbul. Ai suoi schiavi lasciò i beni di proprietà, compreso un villaggio da lui fondato e chiamato “Nuova Calabria”.
Alcune fonti parlano di una sua riconversione al cristianesimo in punto di morte. Circostanza smentita dagli storici turchi che evidenziarono, anzi, un particolare: la scelta di Ucciali di restare musulmano era dovuta anche alla libertà di costumi di cui godevano a quel tempo i cristiani che si erano convertiti all'Islam.