Sveglia alle 6:00 per essere già in macchina alle 6:40 verso il prato del Foro Italico di Palermo. La giornata, estiva ma d'ottobre, sorgeva con uno splendore che forse non ho visto nemmeno in luglio, con una nitidissima e limpida aurora ed una mattinata e un pomeriggio rovinati gradualmente dalle solite scie chimiche di quei maledetti aerei (ufficialmente non identificati ma la cui presenza è tornata più che evidente nei nostri cieli, almeno da quando è terminata l'estate) che hanno velato il cielo e che hanno rovinato la giornata successiva.
Il Papa adesso è tornato a Roma. Ma ha smosso qualcosa, con la sua breve presenza a Palermo? Quante delle 250.000 persone presenti alla Celebrazione Eucaristica del Foro Italico erano lì perché consapevoli della figura che stava straordinariamente celebrando nella loro città, nella loro isola? E quante, invece, erano lì solo per vedere solo una persona famosa, né più né meno di un concorrente del Grande Fratello o delle altre trasmissioni-spazzatura di Maria De Filippi? Quante si sono lasciate toccare da quelle parole? Quante hanno abbassato le proprie difese e si sono lasciate colpire da colui che è il successore del primo apostolo di Cristo, primo apostolo che lo guardò negli occhi ed ascoltò la sua voce? Disoccupazione, mafia, il coraggio e la fierezza di essere siciliani e cristiani, il non vergognarci di dirci tali: quanti hanno davvero raccolto e stanno tuttora meditando queste parole?
Ecco la Papa-mobile provenire prima dall'aeroporto verso il palco del Foro Italico e poi, attraverso la via Libertà, verso il palco di piazza Ruggiero Settimo-Castelbuono, e la mia personale commozione di chi sta vedendo una figura simbolica così importante cresce e si este; mai, oserei dire. Un Papa anziano, curvo sotto il peso degli anni: è questo il nemico dell'Umanità di cui parlerebbero molti media e, per colpa loro, molti che si credono informati ma che parlano solo per stereotipi? Un Papa sorridente, gioioso, visibilmente commosso a sua volta per l'affetto dimostrato dalle migliaia di giovani che si sono stretti a lui in quel pomeriggio che rimarrà scolpito nella storia di Palermo; un Papa-papà.
Lello Analfino e Massimo Minutella (rispettivamente cantante e presentatore locali all'incontro pomeridiano con i giovani siciliani) sono stati degli ottimi trascinatori, e le loro parole hanno già infuocato i presenti, prima e dopo l'arrivo di quel Papa che E' AMATO e che da chi si dice cattolico deve necessariamente essere considerato come qualcosa di più della persona del prelato Joseph Ratzinger, l''antipatico' 'a priori' poiché costantemente messo a paragone con Giovanni Paolo II. Chi è rimasto attaccato al Papa precedente, rifiutando quello attuale, non ha compreso nemmeno il messaggio per il quale lo stesso Giovanni Paolo II ha speso la sua vita, e rende vano i suoi lunghi anni di pontificato.
E già il giorno dopo quella domenica, cosa è rimasto di questa visita? Una Palermo nuovamente caotica e disorganizzata, come se non fosse successo nulla, nonostante le belle parole di Cammarata innanzi al Pontefice..? E pensare che, in fondo, sarebbe stato esilarante vedere la scena in cui il Papa, mentre Cammarata parlava e prendendo di sua iniziativa il microfono, all'improvviso avrebbe ribattuto: << Ma lei non convive con la giovane figlia di Gianfranco Micciché? Ma lei non si droga di cocaina? Ma lei non è quello che ha gettato Palermo nella spazzatura e depredato le casse comunali? Ma quello yatch all'Acquasanta smascherato da Striscia la Notizia non era il suo? >>, e allora lì sarebbero scattati applausi che avrebbero probabilmente fatto affondare Palermo... forse anche da parte di chi si lamenta trovando sempre una ragione per lamentarsi e denigrare. O forse sarebbe stato ancor più ricco di significato un'ammissione di colpa dello stesso sindaco innanzi alla sua città, innanzi al Papa... magari anche tra lacrime di sincero pentimento...
Riguardo alle polemiche sulle spese, non posso che fare delle considerazioni. E' stata una visita di una delle più importanti personalità del mondo, e il denaro non poteva non essere speso di suo. E' bene evidenziare, come faccio sempre anche io per primo, cose del genere, ma è anche vero che se viene un ospite a casa tua non lo fai pagare per il pranzo o la sua permanenza. Poi manca, in discorsi come questo, una componente fondamentale, che è il saper distinguere tra la lobbie gerarchica cattolica e il Papa, che è simbolo di ben altro! Non è che una figura, purtroppo, solo rappresentativa, e non solo da oggi: non è un capro espiatorio, come vorrebbero far credere gli anticlericali aprioristici. Lo storico Michele Amari, alla fine dell'Ottocento, ne parlava già, e per la guerra del Vespro della fine del Duecento, dicendo che << l'uomo che tien quel seggio ubbidisce più spesso che non comandi >>. Ho sentito parlare anche personalità religiose di un certo rilievo dello 'schifo' che c'è dietro i palazzi vaticani, ma la Chiesa della fede è ben altro, ed è quella che, con il Papa, gli anticlericali incalliti (che si dicono 'razionali', e meno male...) colpiscono.
Riguardo allo striscione che riportava la frase 'spelonca di ladri', tolto dalle forze dell'ordine da uno dei palazzi del Foro Italico, il messaggio non era rivolto alla Sicilia come molti dicono, poiché il brano evangelico intero recita: << In quel tempo, Gesù entrato nel tempio, cominciò a scacciare i venditori, dicendo: "Sta scritto: 'La mia casa sarà casa di preghiera. Ma voi ne avete fatto una spelonca di ladri!'".Ogni giorno insegnava nel tempio. I sommi sacerdoti e gli scribi cercavano di farlo perire e così anche i notabili del popolo; ma non sapevano come fare, perché tutto il popolo pendeva dalle sue parole >> (Luca 19, 45-48). Era chiaramente rivolto alla Chiesa. E come pensare che sarebbe stato opportuno esporre un simile striscione durante la messa del Foro Italico?
La contestualizzazione ha un'importanza fondamentale ANCHE NELLA SATIRA, e in circostanze simili mi ritorna sempre in mente una fondamentale frase, insegnatami già alle elementari che spesso mi sembra molto adatta, nonostante la sua semplicità: la mia libertà finisce dove inizia quella degli altri.
La Chiesa è un caledoscopio: non può essere colpita nel suo insieme solo per la voglia di sazietà o la pretesa di non so quale giustizia da parte di qualcuno, altrimenti si entra in una contraddizione in termini, poiché il giustiziere si fa così assassino.
E se Palermo cambiasse davvero, dopo questa visita? E se la Sicilia cambiasse davvero, adesso? Sociologicamente parlando è forse impossibile... ma la fede, se davvero entrasse nel cuore dell'uomo e se questi la rendesse libera di agire, potrebbe questo ed altro... come fare in modo che un gelso possa sradicarsi dalla terra e piantarsi nel mare (come proprio il Vangelo di domenica 3 ottobre ha recitato)...
PS: ho visto folle che riempivano negozi e negozietti del centro storico. Se proprio dobbiamo sempre parlare di 'soldi' come il reale 'dio' di questo tempo, è davvero stato negativo, questo, per l'economia locale?
PS 2: e la corona di fiori fuori-programma sul luogo della strage di Capaci? Ne vogliamo parlare.
Santità, il suo viso sorridente rimarrà impresso nella mia mente per sempre. Spero di rivederla presto.
Un palermitano.




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