





ho passato le ultime due pagine a spiegare che quello che tu intendi per "preferenze" non è ciò che intende il resto del mondo.
quello che io intendo per "preferenze" è una scala di valori a priori rappresentabile da una funzione di utilità (è una cosa astratta, non è che vado a assegnare valori all'utilità), che ha come unico requisito quello di essere strettamente concava.
tu invece per "preferenze" intendi che io preferisco una mela alla seconda pera, e tu il contrario. quindi tu pensi di aver ragione, ma queste NON sono le preferenze.
Ultima modifica di Feliks; 09-10-10 alle 22:40










no no no...
la preferenza è identica ad esempio nel caso che si potrebbe verificare quando l'utilità marginale della seconda pera (che possiedo) è uguale all'utilità marginale della prima mela (che non possiedo e che vorresti darmi in cambio).
in tal caso non si scambia nulla, mi tengo la seconda pera (che mi serve scabiare per ottenere un'utilità marginale identica?), a meno che non voglia farti un piacere scambiando.. e nel caso in cui volessi farti un piacere scambiando la mela significa che il fatto di farti un piacere aumenta l'utilità marginale della tua mela che vuoi darmi in cambio.
in ogni caso vi è un differenziale di utilità marginale quando si scambia, qualsiasi sia la causa (anche solo il fatto di farti un piacere), mentre se l'utilità marginale è identica non si scambia nulla..
La verità produce effetti anche quando non può essere pronunciata.
L. von Mises
SILENDO LIBERTATEM SERVO




Ultima modifica di Phileas; 09-10-10 alle 22:49