Stavo pensando agli anni passati e mi venuto in mente un episodio curioso e divertente.
Tanti anni fa siamo andati a pranzo dagli amici, loro avevano un asino.
Non erano esperti di asini, e sinceramente non mi ricordo perché l’avevano comprato.
Dopo pranzo siamo andati a camminare, eravamo in piena campagna, ma abbiamo dovuto tornare indietro perché ha cominciato a piovere.
Abbiamo trovato l’asino nel cortile.
Volevamo metterlo al riparo, ma non siamo riusciti. Lui non ne voleva sapere di andare al coperto, in una specie di stalla.
I bambini ridevano divertiti, correvano vicino all’asilo, saltavano nelle pozzanghere, gli uomini erano inca@@ti neri, noi, donne, eravamo stanche, ma fiduciose.
Ma all’asino fregava nulla di noi, dei nostri pensieri, umori e speranze.
Pioveva di rotto, l’asino era tutto bagnato, noi anche, ma lui, cocciuto, non si spostava di un centimetro.
Abbiamo provato tutte: paroline dolci, ordini feroci, carota, spinta nelle chiappe, una tiratina alla coda; tutti i tentativi caduti a vuoto.
Si è fatto buio, la pioggia era cessata, ma l’asino era rimasto sempre lì, nel cortile buio.
La mia domanda è: esiste una parola o un modo per far camminare l’asino?




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