Sicuramente economicamente più 'avanzate'. Quanto alla "prosperità" delle società liberali bisogna chiarire a che tipo di "prosperità" si pensa, perché se si pensa alla prosperità dell'individuo hai certamente ragione, ma se si pensa alla prosperità del contesto sociale di appartenenza, cioè della collettività, allora non ci siamo proprio, perché la prosperità individuale è logicamente e necessariamente incompatibile con quella collettiva: è come una coperta, se la tiri dalla testa lascia fuori i piedi. Soltanto se si pongono limiti ragionevoli all'individualismo economico si potranno raggiungere risultati accettabili per i singoli individui e per la collettività. Insomma, bisognerà decidere se la società è la somma aritmetica di più individualità o se è un'entità dotata di propria autonomia, come sembrerebbe desumersi dal fatto che storicamente i problemi di una società non vengono mai risolti dai singoli individui ma dalla sinergia di tutti i consociati e sarebbe troppo comodo invocare la società quando c'è da farsi il mazzo per risolvere i problemi che coinvolgono tutti i consociati e rivendicare le libertà individuali quando la situazione si è rasserenata.





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